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La Nazione - Tangentopoli era una bolla di sapone.Formula piena per l'ex sindaco Nenci

 

ROSIGNANO- STESSA SENTENZA ANCHE PER BOCCACCINI, QUINTAVALLE, GEMIGNANI E PARDINI



AFFARI e urbanistica nel Comune di Rosignano: tutti assolti con formula piena. E’ finito così il processo col rito abbreviato per le presunte tangenti in Comune per l’altrettanto presunta tangentopoli locale, l’ipotizzata commistione tra affari e politica che aveva travolto la vita politica rosignanese nel 2007. Tutti assolti: lo ha deciso il gup Antonio Pirato che ha assolto con formula ampia gli imputati eccellenti di una delle indagini più delicate degli ultimi anni. Nella bufera erano rimasti coinvolti l’allora sindaco Alessadro Nenci, l’allora assessore all’urbanistica Raffaele Boccaccini, l’ingegner Giuseppe Quintavalle, il presidente della Toscana Impianti Vinicio Gemignani, il commercialista Franco Pardini, allora presidente della Banca Cooperativa Costa degli Etruschi e conosciuto perché presidente dell’Aci. Per lui, che non aveva chiesto il rito abbreviato, il giudice ha disposto il non luogo a procedere respingendo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Massino Mannucci. Il pm aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi per Nenci e per l’imprenditore Quintavalle; una condanna inferiore invece, 8 mesi, per l’ex assessore Boccaccini e Gemignani.
I REATI contestati, con ruoli e responsabilità diverse, erano tentata corruzione, tentata concussione, abuso di ufficio (contestazione per Nenci e Boccaccini difeso dai legali Alberto Gualandi e Arnaldo Massei ). Gli accertamenti erano partiti dalla denuncia dell’imprenditore Angelo Infantino, parte civile. E dopo l’attentato nel quale il 22 setttembre del 2006 era stato vittima il sindaco Nenci. Sconosciuti gli avevano crivellato a colpi di pistola l’auto parcheggiata sotto casa alle Spianate. Tra le accuse mosse a Nenci la promessa di una variante urbanistica in cambio dell’assunzione della figlia nella banca di cui Pardini era presidente. Quattro gli episodi sui quali si era concentrata l’attenzione della Pocura.
UN QUADRO accusatorio che dall’inzio ha avuto un iter giudiziario complesso: l’allora gip Rinaldo Merani aveva respinto il 31 agosto 2007 la richiesta di misura cautelare per Nenci e e Quintavalle. La Cassazione, alla quale si erano rivolti i legali Alberto Uccelli e Lorenza Musetti per Nenci e il professor Tullio Padovani e l’avvocato Anna Francini per Giuseppe Quintavalle, aveva evidenziato la carenza del quadro accusatorio. Ieri la decisione del giudice: tutti assolti, ha esultato l’avvocato Nando Bartolomei unendosi alla soddisfazione degli altri colleghi. «Abbiamo scelto il rito abbreviato — spiega Alberto Uccelli — difensore di Nenci— dopo aver analizzato il materiale istruttorio che era ampio e vasto. Ero convinto dell’insussitenza delle accuse e affrontare il processo sarebbe stato per il mio cliente pesante anche per i tempi che avrebbe richiesto l’istruttoria». Ieri mattina erano presenti l’imprenditore Giuseppe Quintavalle e l’ex assessore Raffaele Boccaccini.
Maria Nudi


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