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La Nazione - In rivolta il «Comitato dei precoci»

 

«Strapperemo le tessere del Pd»
«Provocazioni», incontri con i partiti e pressing sui parlamentari
di MONICA DOLCIOTTI


LIVORNO —
LA MACCHINA da guerra dei lavoratori «precoci» è entrata in azione. Il Comitato nato da una costola della Cgil si è riunito ieri nella sede della Camera del Lavoro. Hanno risposto all’appello oltre ai metalmeccanici, anche i lavoratori del settore chimico, delle poste, gli agenti delle assicurazioni, delle agenzie di spedizione, del comparto della sicurezza privati. Michele Fabiani, dipendente Trw in mobilità, punta il dito contro «la debolezza dell’azione sindacale e anche dell’azione politica nel risolvere i problemi dei lavoratori precoci che rischiano di rimanere senza reddito per mesi dopo lo scadere della mobilità».
MASSIMO Zipoli, anche lui della Trw, va oltre lanciando il guanto della sfida: «L’unica cosa che dobbiamo fare è dare un segnale forte stracciando le tessere del Pd. Forse così certi politici si svegliano». Enrico Pedini segretario territoriale della Fiom Cgil ci va più cauto: «Non serve compiere un gesto così plateale da “movimento dei forconi”. Incontriamo i politici e diciamogli le cose in faccia. Poi tanto gli iscritti al Pd saranno due gatti... per cui non vale la pena stracciare le tessere». Obiettivo comune dunque sarà: incontrare i politici e gli eletti senza distinzione di schiaramento, anche la Lega, in tutte le assemblee elettive fino a Montecitorio e Palazzo Madama per, spiega Pedini, «spronarli a modificare la normativa più recente che imponendo lo slittamento in avanti dell’età pensionabile lascerà senza reddito per mesi i lavoratori precoci (che hanno inziato a lavorare prima dei 20 anni, ndr) che hanno accettato di lasciare il posto di lavoro per fare spazio ai più giovani o perché prossimi alle pensione, o perché in mobilità in attesa del congedo definitivo». Aggiunge Pedini: «Chiederemo l’audizione del comitato in V commissione sociale e III commissione lavoro in Comune». E sottolinea: «Oggi chi siede in parlamento non è proprio del tutto espressione del consenso popolare perché candidato dall’alto e per questo motivo ha un rapporto con il territorio sempre più sfilacciato. Ebbene vogliamo che i nostri parlamentari non solo riannodino i legami con la realtà locale, ma che si ricordino che sono nostri dipendenti a tempo determinato stipendiati da noi».
ENZO COZZOLINO ex delegato Pierburg della Fiom ora in mobilità e in attesa della pensione, osserva però: «Oggi (ieri, ndr) avremmo potuto essere di più. Forse la mancanza di unità tra Cgil, Cisl e Uil rischia di limitare l’adesione al Comitato dei lavoratori precoci. Per questo lancio un appello a Cisl e Uil e ai loro iscritti affinchè sostengano questa iniziativa che va a vantaggio di tutti». Intanto Valerio Susini, Giovanni Spinozzi e Daniele Pettinato, tutti e tre lavoratori della Trelleborg in mobilità dal 2010 con 800 euro al mese vivono nell’incertezza totale: «Nel 2013 scadrà la mobilità per noi. Dopodichè l’Inps ad oggi nno ci sa dire se avremo la pensione dopo quella scadenza».


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