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La Nazione - PIOMBINO L'UDC CRITICA L'IDEA DI UNA CONSULENZA ESTERNA

 

«Perché spendere 150mila euro per uno studio sullo sviluppo?»
Coppola e Verucci: «C’è crisi, sono soldi sprecati»


— PIOMBINO —
«AFFIDARE uno studio al Sant’Anna sulle nuove prospettive della Val di Cornia, e impegnare – in un momento di crisi - 150mila euro, era proprio opportuno?». A domandarselo è l’Udc. Uno studio come abbiamo annunciato, che durerà 14 mesi, e che servirà ad analizzare le dinamiche identitarie, le trasformazioni economiche e le prospettive strategiche del territorio della Val di Cornia, come punto di partenza per la costruzione di un nuovo strumentario di analisi sociale ed economica. Uno studio d’intesa con i comuni della Val di Cornia e con l’Autorità Portuale di Piombino.
«CI CHIEDIAMO se sia opportuno – incalzano il presidente Udc Piombino Simone Verucci e il segretario provinciale Luigi Coppola - affidare all’Istituto Sant’Anna di Pisa uno studio per delineare le nuove prospettive future della Val di Cornia, in effetti potrebbe essere trasmessa ai cittadini la sensazione che la politica non sia in grado di sostenere uno sviluppo che emerga da valutazioni e progetti propri. Fra l’altro ci sono documentazioni che da trent’anni a questa parte hanno ampiamente analizzato la situazione socioeconomico del territorio in questione, con approfondimenti che certamente possono essere già un’ottima partenza dal punto di vista analitico.
OLTRETUTTO, per quel che riguarda il Comune di Piombino, questa iniziativa arriva in concomitanza e pertanto in ritardo, rispetto al percorso amministrativo che dovrebbe a breve portare all’adozione del Regolamento Urbanistico. Fra l’altro saranno impegnati diversi enti partecipanti per circa 150.000 euro ed in un momento così drammatico per le risorse pubbliche, non possiamo non valutare il rapporto stretto fra costi e benefici. Comprendiamo la spinta trascinatrice del modello che vede i professori occuparsi del Governo del paese, ma ogni livello istituzionale ha le sue peculiarità e, pur nel rispetto delle qualità dei ricercatori del Sant’Anna, forse il nostro comprensorio potrebbe attingere alle risorse già a sua disposizione».


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