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Il Tirreno - Nel 2012 palazzo Granducale stanzierà 10 milioni europei per favorire la formazione e la nuova occupazione

 

di Giulio Corsi LIVORNO Arrivano quasi dieci milioni per il lavoro. Da dedicare alla generazione degli ormai famosi “né né”, quelli che tra i 15 e i 29 anni non studiano e non lavorano e che nella nostra provincia (seconda solo a Massa in Toscana dicono gli ultimi dati Istat, addirittura seconda solo a Brescia in tutta Italia dicono i dati Italia Lavoro) sono un esercito. Ma i quasi dieci milioni di euro - per essere esatti 9 e mezzo - che la Provincia farà piovere sul cielo livornese da Collesalvetti all’Isola d’Elba per incrementare le possibilità di trovare lavoro e anche di offrirlo, sono destinati non solo a loro, ai giovani fermi al palo e bisognosi di una spinta anche mentale a ripartire, ma anche a chi è appena uscito dall’università e ha voglia di fare un master, a chi sta lavorando e ha voglia di arricchire la propria formazione, alle aziende che vogliono investire sul proprio personale, a coloro che hanno voglia di fare impresa e hanno bisogno di vento (di conoscenze ed economico) nelle vele per prendere il largo. Se la situazione dei cosiddetti “né né” è disastrosa da queste parti, non va granché meglio per il resto. Gli ultimi dati della Provincia (ancora su fonte Istat relativa a tutto il 2010) dicono che su una popolazione di 342.955 unità e una forza lavoro di 141.700 la media della disoccupazione è di 9700 persone, il 6.9 per cento. «Ma attenzione - mette in guardia l’assessore al lavoro Ringo Anselmi - si tratta di una media. Le punte purtroppo toccano e superano anche l’11 per cento». Un disastro. Particolarmente critici nel 2010 i valori raggiunti dal tasso di disoccupazione giovanile: il 36,7% dei soggetti tra i 15-24 anni risultavano privi di un'occupazione. E in questo contesto appare particolarmente penalizzante il dato registrato per le donne con una quota di disoccupate che raggiunge il 51,9% della popolazione attiva femminile tra i 15-24 anni. «Questo quadro economico e sociale evidenzia la necessità di convogliare le risorse e le energie sulle misure finalizzate ad accrescere la capacità dei lavoratori ad adeguarsi ai mutamenti del mercato del lavoro e della produzione - spiega l’assessore Anselmi - fornendo altresì ai disoccupati e ai non occupati strumenti per accrescere la possibilità di entrare nel mercato del lavoro». Ecco allora un’accelerazione - richiesta anche dalla Regione - del piano operativo provinciale 2007-2013. Gli stanziamenti rispetto al 2011 raddoppiano: 9 milioni e mezzo (utilizzando anche fondi dell’anno prossimo) rispetto ai 4 milioni e 700mila euro del 2011. Le destinazioni saranno diverse. Si punterà ancora su bandi e gara ma per facilitare l’accesso ai fondi si tenterà ancor di più con i famosi voucher, contributo economico a copertura parziale o totale delle spese dei corsi, in soldoni un buono strettamente personale, legato alla frequenza di uno specifico corso formativo. Nel dettaglio (consultabile sul sito della Provincia) saranno emessi voucher post laurea finalizzati alla formazione post universitaria per la frequenza di percorsi di ricerca e specializzazione per un massimo di 6mila euro ciascuno (totale 400mila euro), voucher per la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro per favorire le opportunità di inserimento nel mercato del lavoro e consentire un accesso paritario alle attività formative (destinato ad esempio a madri di famiglia), voucher specialistici per permettere di ottenere gli attestati necessari ad aprire un’attività o ad accedere a un determinato ambito lavorativo. 240mila euro saranno destinati al sostegno all’autoimprenditoria, 600mila per la sensibilizzazione, formazione e servizi di supporto alle imprese nel campo dell’energia.

Oltre novemila disoccupati fissi
 
TUTTI I NUMERI
 
 
A fine anno 2010 la popolazione residente in provincia ammontava a 342.955 unità di cui 178.462 donne (52,1%). La presenza straniera era pari al 7,1% della popolazione complessiva con una numerosità pari a 24.112 unità di cui 13.112 di componente femminile . Gli ultimi dati Istat relativi all'indagine sulle forze lavoro stimano in 141.700 unità l'ammontare della "forza lavoro" nella nostra provincia: si tratta di quel segmento di popolazione costituita dai residenti di età superiore ai 15 anni di età occupati o alla ricerca attiva di una occupazione. All'interno della forze lavoro la parte più consistente è rappresentata dagli occupati, i soggetti che con modalità diverse quanto a posizione professionale, tipologia del rapporto di lavoro e modalità temporali del periodo lavorativo, hanno svolto nel 2010 attività lavorative. Il trend del tasso di occupazione 15-64 per gli anni che vanno dal 2004 al 2010 mostra una evoluzione non favorevole che risulta più evidente per gli uomini e che provoca il riacutizzarsi della differenzazione di genere. Gli occupati si concentrano prevalentemente nel settore dei servizi (78%), seguono le attività industriali in senso stretto (34,7%) e quelle delle costruzione (7,1%). Di poco superiori al 1% gli occupati nelle attività agricole. L'occupazione alle dipendenze interessa i tre quarti degli occupati (74,5%). La seconda parte delle forze lavoro è costituita dai soggetti in cerca di occupazione, individui che hanno messo in atto azioni concrete di ricerca di un'attività lavorativa. L'ammontare dei disoccupati nel 2010 è pari a 9.800 individui e comprende sia la categoria dei disoccupati sia quelli degli inoccupati (le donne rappresentano il 39,2% del totale).


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