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Il Tirreno - La guerra dell'acqua. Le Rsu: C'è grande preoccupazione tra i lavoratori

 

É saltato l’incontro in Regione. Stamani a Firenze era previsto un summit sul progetto Hidros a cui doveva partecipare anche il sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini, ma per problemi di salute dell’assessore Annarita Bramerini l’incontro è stato spostato a data da definire. «Mi auguro che si svolga al più presto», dichiara Pellegrini. Intanto sui problemi dell’acqua, in particolare sull’ordinanza emanata martedì dal sindaco di Montescudaio, che blocca i prelievi di Solvay dal laghetto di Casagiustri, vuol vederci chiaro anche il sindaco di Cecina. Stefano Benedetti, che è appena rientrato da un viaggio all’estero, ha chiesto un incontro urgente al suo collega collinare.
di Maria Meini wCECINA Intorno al laghetto di Casagiustri le rive sono inaridite. Profonde scissure incidono la terra in un presagio funesto. É la guerra dell’acqua il giorno dopo lo strappo di Montescudaio: l’immagine della siccità e il suono del silenzio la racchiudono in un quadretto espressionista. Ma il silenzio non è solo quello naturalistico di quest’oasi un po’ spelacchiata a nord del Fiorino. É anche quello istituzionale. Saltato il vertice in Regione (ne parliamo sopra) solo il sindaco di Cecina ha raccolto l’invito del collega di Montescudaio chiedendogli un incontro per capire meglio che cosa sta succedendo a pochi metri da casa sua. Dove ci sono falde preziose per l’approvvigionamento idrico potabile di tutta la costa. E dove si recita la prima sperimentazione di Hidros. Il contestato progetto di Solvay, che ha diviso i Comuni: prima bloccato, portato davanti al Tar, infine recuperato da una delibera della Provincia di Pisa di sei - sette mesi fa che autorizza la società chimica a prelevare acqua dal laghetto di Casagiustri a fini sperimentali. Si testa Hidros, insomma. Gli effetti che avrà? Per adesso l’acqua pompata dall’ex cavo privato della Nencini laterizi viene stoccata nel vicino laghetto di Magona. Una riserva che potrebbe tornare utile alla fabbrica rosignanese anche in virtù del drastico calo di acqua nel lago di Santa Luce. Mercoledì il sindaco di Montescudaio ha presentato in procura una denuncia per danno ambientale contro la Provincia e la Solvay, accompagnata da un’ordinanza che intima la cessazione degli emungimenti idrici. Ieri Pellegrini ha chiesto alla Provincia copia dell’autorizzazione concessa all’azienda. «Io so soltanto che l’autorizzazione è stata firmata dagli uffici - dice Pellegrini - così mi ha riferito l’assessore Picchi, ma non sono ancora riuscito a vedere il documento. So che dovrebbe essere stato protocollato l’estate scorsa, dietro richiesta della Solvay». Secondo Pellegrini, che ha firmato esposto ed ordinanza in qualità di garante (come sindaco) della salute dei cittadini, la Provincia «non poteva rilasciare l’autorizzazione perché il laghetto è proprietà privata e quindi non può essere considerato acqua interna». Oggi, trascorso il tempo tecnico della notifica, scatteranno i controlli per verificare se realmente sono cessati i prelievi. In caso contrario? Pellegrini è deciso ad andare fino in fondo. «Se non verrà rispettato lo stop - assicura - scatterà il sequestro dell’area». Il laghetto di Casagiustri, lo ricordiamo, fa parte di una convenzione fra proprietà privata e Comune in base alla quale l’invaso deve essere acquisito dall’ente pubblico in quanto rinaturalizzato con pesci e uccelli e pertanto, secondo la Provincia, diventato oasi naturale da proteggere.

DALLA FABBRICA
 
Le Rsu: «C’è grande preoccupazione tra i lavoratori»
 
 
CECINA C’è forte preoccupazione tra i lavoratori Solvay per le vicende che continuano a riguardare le fonti di approvvigionamento di materie prime della multinazionale belga. E l’ultima puntata, ovvero l’esposto del sindaco di Montescudaio Aurelio Pellegrini per i prelievi idrici dal laghetto di Casagiustri, ha portato i sindacati del parco industriale e dell’indotto a farsi sentire. «A nome dell’Rsu Solvay e del parco industriale - dice Stefano Santini, sindacalista di Ineos - chiediamo un incontro urgente con l’assessore regionale Anna Rita Bramerini per capire la Regione come intende muoversi dopo le ultime, preoccupanti, sviluppi che riguardano i siti utilizzati da Solvay. In particolare vogliamo puntare l’attenzione sulla questione dei prelievi idrici». La nota rivolta all’assessore dice testuale: «Come rappresentanti dei lavoratori del parco industriale Solvay e dell'indotto - si legge nella richiesta di incontro - esprimiamo grande preoccupazione rispetto alle modalità con cui viene affrontata tutta la questione degli emungimenti idrici di Solvay nel territorio della val di Cecina e quella delle estrazioni di salgemma ad essa legata: riteniamo, infatti, possibile e necessario che una azione volta a tutelare la risorsa idrica garantisca allo stesso tempo il futuro dell'occupazione nello stabilimento di Rosignano e nei cantieri distaccati di S.Carlo e Ponteginori». Firmato le Rsu del parco industriale e dell’indotto. Insomma, dopo mesi di schermaglie tra enti pubblici e Solvay, ora i sindacati escono allo scoperto chiedendo chiarezza. Un’azione, molto probabilmente, dettata dal fatto che tra i lavoratori della fabbrica inizia a trapelare una certa preoccupazione per gli sviluppi che queste vicende potrebbero avere sul loro futuro. «Non possiamo certo nascondere - riprende Santini - che tutte queste manovre di ostruzione verso la Solvay potrebbero essere recepite dalla multinazionale come un segnale negativo. Il rischio, infatti, è che l’azienda inizi a valutare ridimensionamenti o peggio ancora smantellamenti. Al momento sembra solo un rischio, ma non è difficile intuire che tutte le ultime vicende relative a siti estrattivi e invasi siano dei grattacapi che Solvay non digerisce molto volentieri». Insomma, i lavoratori dello stabilimento ora chiedono alla Regione di fare chiarezza su tutte le partite aperte che riguardano in particolare salgemma e acqua. «Vogliamo capire dall’assessore Bramerini - dice Santini - se c’è una programmazione in fatto di prelievi idrici e di estrazioni si salgemma. Vogliamo sapere se possiamo stare sereni o se invece, a causa di dobbiamo preoccuparci per i nostri posti di lavoro». Mario Moscadelli


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