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Toscana Oggi 17 gennaio - Un patto con i giovani per il lavoro

 

LIVORNO


 


Un patto con i giovani per il lavoro» è stato il tema del IV Workshop promosso dal Tavolo dell'innovazione del Comune di Livorno che si è tenuto alla Biblioteca Labronica. L'incontro è stato aperto e coordinato dall'assessore al Lavoro del Comune, Darya Majidi, che ha subito chiarito che il convegno era dedicato «agli addetti ai lavori», agli enti economici e alla Confindustria, al fine di creare un processo, tutti insieme, rivolto all'occupazione dei giovani, visto che i dati sono drammatici. Ci sono però degli strumenti operativi da parte delle Istituzioni, che pochi conoscono, finalizzati a creare un futuro migliore per i giovani.

L'assessore Provinciale al Lavoro, Ringo Anselmi, ha evidenziato che nella fascia di età dai 16 ai 29 anni, a Livorno, ci sono 9600 giovani che non vanno a scuola e che non hanno un lavoro, è la percentuale più alta della RegioneToscana, il 36,7%. Le grandi industrie non riescono più a fare da volano e il prossimo anno si prospetta peggiore dell'attuale, a livello europeo si prevede nel 2020 la perdita di circa dieci milioni di posti di lavoro. Come muoversi? Puntare -ha aggiunto Anselmi- su alcuni settori trainanti come la nautica e le nuove energie, poi con azioni di sostegno al reddito, con il sistema della formazione attraverso azioni

mirate e più snelle attuando corsi finanziabili anche a favore delle imprese, con il fare informazione facendo conoscere quello che a livello istituzionale già c'è, con i vaucher post-laurea e con le risorse perla gente di mare. È opportuno, soprattutto all'interno del settore nautico, "fare rete" con la Confindustria e con la CNA. Ha poi reso noto che grazie al sostegno

all'autoimprenditorialità con il Bando gestito dal BIC, sono nate 12 imprese giovanili nel Comune di Livorno, ma sono rimasti nel cassetto 500 mila euro perché quest'anno non ci sono state richieste da parte dei giovani.

L'assessore Regionale al Lavoro e alla Formazione, Gianfranco Simoncini, ha detto che bisogna avere la consapevolezza che la crisi ha

colpito soprattutto i giovani con i contratti a termine non rinnovati e con lo sfruttamento del lavoro parcellizzato. Mettere a margine i giovani è ingiusto, pericoloso e anche sbagliato rispetto agli obiettivi che si vogliono conseguire a livello toscano che sono quelli dell'eccellenza, della qualità e dell'innovazione. Il tema dell'occupazione è prioritario a livello di Regione, infatti,

malgrado i tagli, 340 milioni di euro sono stati stanziati per il lavoro, comprendenti le azioni a sostegno delle famiglie e all'arricchimento delle competenze personali. E in atto il sistema di riforma della Formazione Professionale secondo le nuove esigenze di mercato, così come si vuole garantire il diritto al lavoro con iniziative rivolte alla lotta alla precarietà, con l'apprendistato

e con i contratti di ingresso al lavoro, 9 milioni di euro sono destinati agli incentivi per la stabilizzazione dei contratti da tempo determinato a quelli a tempo indeterminato, così come sono previsti strumenti per l'accesso al credito per i lavoratori a tempo. Sono previsti vincoli -ha continuato Simoncini- peri tirocini in impresa, dato che molti di questi tirocini hanno preso la forma mascherata di un rapporto di lavoro sottopagato. Sono previsti incentivi a fondo perduto per l'assunzione dei laureati e per l'assunzione a termine di un anno. Dal 15 dicembre è in atto la nuova legge sull'imprenditorialità giovanile dotata di 12 milioni di euro che riguarda tutti i settori produttivi, inoltre la presenza della RdiToscana svolgerà una funzione di garanzia perle nuove imprese giovanili.

IlVescovo, monsignor Giusti, tra i relatori dell'workshop, sottolineato l'importanza della famiglia come ammortizzatore sociale, ma si è anche chiesto fino a quando potrà ancora durare questo aiuto ai giovani. Non bisogna sottovalutare ha ricordato - il malcontento giovanile, negli anni 70/80 abbiamo vissuto la stagione del terrorismo, perciò senza fare allarmismi è necessario che le istituzioni siano molto attente a questo fenomeno. I giovani di 32 anni e oltre -ha aggiunto- li abbiamo costruiti noi con un sistema che ha portato a deresponsabilizzarli, bisogna sostenere il processo di riavvicinamento alla


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