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Il Tirreno - Tariffe idriche, altri 3 anni di rincari

 

di Francesca Lenzi PIOMBINO La tariffa dell'acqua aumenterà fino al 2015 per far fronte al piano di investimenti messo in campo da Asa nell'ambito dell'Ato 5. Ad annunciarlo è lo stesso presidente del consiglio di gestione dell'Azienda servizi ambientali, Fabio Del Nista che traccia il quadro attuale dell'adeguamento dell'imposta, individuando nei progetti strutturali la causa maggiore del rialzo in bolletta. Aumenti per altri 3 anni. «Credo che almeno fino al 2015 ci saranno questi recuperi entro il 5% di aumento sulla tariffa – spiega Del Nista – Il motivo principale corrisponde alla realizzazione di impianti e macchinari che stiamo installando nel territorio di nostra competenza, nel quale rientrano Piombino e la Val di Cornia, così come altri centri della provincia e non solo. Ad esempio pure Pisa è afflitta da alcuni problemi che cercheremo di risolvere. A questo scenario aggiungiamo la condizione generale di vetustà della complessiva rete idrica, non solo toscana, ma di tutto il Paese. Come azienda chiederemo perciò, a fronte dei 180 milioni previsti per il totale degli investimenti, il massimo incremento del “coefficiente K”, ovvero il 5%». Gli interventi. Al di là di specifici impianti, come quello presto in partenza a Piombino per l'abbattimento dell'arsenico, Del Nista punta poi il dito contro un problema finora non affrontato in modo adeguato: la depurazione. «È una questione di fondamentale importanza – sostiene il presidente del consiglio di gestione Asa – soprattutto se pensiamo che la nostra costa ha ottenuto in gran parte il prestigio della Bandiera blu. Non possiamo in questo senso fare un passo indietro sull'immagine del territorio. In tale ambito di discussione interviene ad esempio il progetto sulla realizzazione della fognatura di Baratti, oltre a una serie di interventi programmati su vari macchinari, come i sistemi di depurazione». I tre nodi. Del Nista sottolinea la necessità dell'aumento sulla bolletta come risposta a tre punti essenziali: in primis quindi gli investimenti con i relativi costi operativi, con l'aggiunta di fattori indiretti quali gli incrementi contrattuali e le situazioni oggettive, ad esempio il rialzo dei carburanti. «Come personale non abbiamo infatti avuto ampliamenti né turn over – afferma Del Nista – Il 5% del rincaro è correlato al trend di investimento, davanti al quale siamo comunque in difficoltà in relazione alle banche che vedono rientrare il denaro con grande lentezza». Asa, legata da un contratto del 2010 con quattro banche, ha una copertura per gli investimenti di circa 80 milioni di euro che, insieme ai vari contributi, arriva a un tetto complessivo di appunto 180-200 milioni. Migliorare il servizio. «Il debito dell'azienda, nell'ottica dei progetti strutturali, sta perciò aumentando – spiega Del Nista – ma tolti tutti i finanziamenti destinati per gli investimenti ci resta attualmente un fido bancario solo di un milione e mezzo». Il presidente del consiglio di gestione Asa tiene a precisare il valore a medio impatto che i nuovi macchinari avranno sul territorio, tra i quali si prevede pure un eventuale progetto per creare un'erogazione tale da coprire sia Piombino che tutta l'Isola d'Elba. «Nel 2012 probabilmente avremo esigenze anche maggiori, se pensiamo al budget corrente di investimento di 12-14 milioni di euro – dice ancora Del Nista – Pensiamo in ogni caso all'importanza dei lavori. L'impianto per l'arsenico di Piombino è quasi pronto, quello per il boro lo sarà presumibilmente entro il prossimo ottobre. I piani che abbiamo sono di assoluto rilievo con un evidente sforzo ingegneristico».


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