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Il Tirreno - Rischia di saltare l'intesa sullo scolmatore, poi il presidente rimedia

 

di Mauro Zucchelli FIRENZE Non li fa più litigare il pallone, adesso Livorno e Pisa bisticciano sullo Scolmatore: l’hanno fatto – sotto gli occhi dei cronisti – al momento di firmare al tavolo del governatore Enrico Rossi l’accordo che mette in pista un intervento da 51 milioni di euro per sistemare radicalmente lo Scolmatore, ora ridotto a una sorta di cosmodromo di zanzare e ranocchi, un pantano con profondità spesso inferiore a un metro. In realtà, non è affatto una questioncella di campanilismo retrò, il motivo del contendere: si tratta delle “porte vinciane”, cioè le chiuse fra Scolmatore e Darsena Toscana attraverso le quali gli yacht realizzati nel polo nautico pisano possono dal Canale dei Navicelli raggiungere il mare. Pisa vuole la garanzia che le “porte” restino aperte perché lo sbocco a mare dello Scolmatore è ostruito dal ponte che porta al Calambrone (le campate sono troppo basse sul pelo dell’acqua) e i cantieri nautici hanno bisogno che raggiungere il mare non sia un percorso a ostacoli degno del Camel Thophy. Livorno invece chiede che le “porte” restino chiuse perché passando da lì si arriva in Darsena Toscana, il principale terminal contenitori del porto di Livorno, uno dei primi 25 del Mediterraneo. Ed è soprattutto da lì – cioè da chiuse paradossalmente costruite a rovescio per errore – che entrano le melme che un giorno dopo l’altro portano sabbia sui fondali del porto, riducono il pescaggio, creano tensioni con gli armatori (non è anche per questo che se n’è andata la compagnia israeliana Zim, il cliente numero uno dello scalo labronico?). Ieri mattina, a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, poco prima della firma le istituzioni pisane hanno chiesto un faccia a faccia con il governatore Enrico Rossi, pisano di Cascine di Buti sì ma qui in vesti istituzionali al di sopra delle parti: ritenevano che il testo messo a punto dopo lunghissime mediazioni non garantisse abbastanza l’accesso al mare dal Canale dei Navicelli. In concreto: il testo dell’intesa portata alla firma prevedeva che le “porte vinciane” restassero di norma chiuse ma venissero aperte quando necessario, cioè al passaggio delle barche. Di fronte all’ipotesi di un emendamento («a tempo scaduto», dice il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà) gli enti livornesi – la Provincia, il Comune e l’Autorità portuale – hanno minacciato fuoco e fiamme: questo testo è stato concordato a tal punto che la firma era già stata messa in programma per il 19 dicembre ed era saltata solo per via di uno sciopero. Dunque, se si ritocca quel testo, niente firma. La mediazione per far rientrare mugugni e litigi? L’impegno – sotto l’occhio politico della Regione e con la garanzia operativa dell’Authority – a rivedersi per mettere a punto nei dettagli una modalità concreta che, tenendo normalmente chiuse le “porte”, dia la massima assicurazione a Pisa per l’accesso al mare.

Kutufà: sconcertato dal blitz di Pisa, l’abbiamo stoppato
 
 
 
 
LIVORNO «Non posso che rimanere estremamente sorpreso del tentativo in extremis di cambiare un accordo importante come quello sullo Scolmatore, del quale abbiamo dibattuto a lungo». Giorgio Kutufà, presidente della Provincia, ha puntato i piedi a Firenze, a Palazzo Sacrati Strozzi, dov’era prevista la firma dell’accordo per 51 milioni di interventi sullo Scolmatore: insieme all’assessore Bruno Picchi e al presidente dell’Authority Giuliano Gallanti ha stoppato il blitz di Pisa. «Ho sempre pensato all’area Livorno-Pisa – dice Kutufà – come a un’unica grossa realtà, tanto più forte quanto più riesce a costruire un futuro comune». Secondo il presidente di Palazzo Granducale dà da pensare questo tentativo di forzare la mano in modo scorretto, dopo che l’accordo era stato vagliato, pesato, modulato in ogni aspetto per mesi e mesi. «La nostra forte reazione aggiunge – è stata il segno anche d’una preoccupazione per il futuro: come si fa a lavorare in tandem con chi cerca di mettere in discussione in questo modo i risultati raggiunti?». Tradotto: difficile fidarsi se hai il dubbio di avere al fianco uno che ha il retropensiero di farti lo sgambetto contando sul fatto che lì, sotto gli occhi dei giornalisti, sarai costretto a inghiottire il boccone amaro? L’assessore comunale Picchi mette l’accento sulla soddisfazione per l’intesa raggiunga e per il passo avanti compiuto per sbarrara il passo all’insabbiamento del porto. Certo, – rincara – le esigenze poste all'ultimo momento da Pisa «rischiavano di procrastinare ulteriormente i tempi di avvio del progetto». Meno male che è arrivata «la mediazione "in tempo reale" del presidente della Regione Enrico Rossi» così da permettere di dribblare lo scontro e arrivare all’intesa


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