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«Bene Onorato sui precari ma vigileremo sul rispetto degli impegni assunti» - Il Tirreno Elba

 


 
Salsa (Cgil) dà il benvenuto al nuovo patron di Toremar Presto un incontro per risolvere le vertenze dei marittimi
 
 
 
 
 PORTOFERRAIO. «Bene la stabilizzazione dei precari, vigiliremo affinché alle parole seguano i fatti». Agostino Salsa, segretario di Filt Cgil, commenta così l’acquisizione della Toremar da parte di Vincenzo Onorato e le prime dichiarazioni dell’armatore, che ha fissato come priorità la regolarizzazione dei contratti a viaggio di parte dei marittimi in forza alla compagnia appena privatizzata.
 Stiamo parlando di oltre 30 lavoratori.
 «Dopo l’assemblea a bordo dell’Oglasa del maggio 2010 non abbiamo più avuto incontri ufficiali con Onorato - commenta Salsa - ma ci risulta che per l’armatore non ci dovrebbero essere problemi nella stabilizzazione dei contratti. La conferma arrivata ieri non può che farci piacere, ora attendiamo un nuovo incontro per risolvere in fretta i problemi dei lavoratori».
 I sindacati, nel 2010, avevano firmato un contratto con i lavoratori Toremar, nel quale si stabilizzavano i marittimi con contratti a tempo indeterminato, riservando la soluzione per i contratti precari al momento del passaggio di proprietà. «In quella fase, con la Tirrenia in mobilità - dice Salsa - non era possibile assumere nuovo personale, così è andata avanti la gestione Tirenia che riservava per parte del personale contratti a viaggio». In pratica gli oltre 30 marittimi lavoravano tre mesi, per poi starsene a casa due mesi. In questo modo la compagnia andava avanti senza dover ricorrere a contratti più strutturati. Su questo fronte - da anni - si è spostata l’attenzione dei sindacati e non sono mancati casi in cui i lavoratori si sono rivolti al giudice, aprendo di fatto lunghe cause di lavoro. «L’azienda non è in regola nei vostri confronti, mentre noi nelle regole ci vogliamo stare», ha detto Vincenzo Onorato nell’assemblea improvvisata martedì a bordo del Marmorica. Anche per questo l’armatore di Moby - e ora anche di Toremar - intende risanare tutte le cause di lavoro aperte. «Ma è importante che tutti i marittimi abbiano lo stesso trattamento, sia quelli che si sono rivolti al giudice, sia quelli che non lo hanno fatto - spiega Salsa - in ogni caso l’adeguamento al contratto di lavoro nazionale non farà perdere ai marittimi niente rispetto all’era Toremar».

Gara pubblica per i porti di Cavo e Rio Marina
 
Il Comune conferma la gestione Svamar solo fino alla selezione di un privato
 
 
 
 
 RIO MARINA. Gli approdi di Rio Marina e Cavo saranno gestiti da una società privata. Questo è quanto ha stabilito il Comune di Rio Marina, che ha recentemente approvato un atto di indirizzo e sta già lavorando alla preparazione della gara d’appalto pubblica per l’affidamento degli approdi. Nel frattempo è stata rinnovata la gestione della Svamar.
 «Abbiamo deciso - esordisce il sindaco, Paola Mancuso - di affidarci a un soggetto privato per la gestione dei porti. Valuteremo nel corso delle prossime settimane il miglior progetto, sia dal punto di vista economico, che sul piano dei contenuti».
 Intanto, per tutto il tempo che sarà necessario per rendere fattibile una simile risoluzione, l’affidamento dei porti del capoluogo e della sua principale frazione saranno di competenza della società Svamar, la stessa impresa che se ne era occupata fino al 31 dicembre 2011.
 Lo ha deliberato recentemente la giunta, esprimendo così un atto di indirizzo in vista dell’approvazione definitiva che avverrà durante i lavori del consiglio comunale.
 Quindi gara d’appalto per scegliere il soggetto affidatario del servizio pubblico, in un clima di gestione concorrenziale, come appunto stabilisce la legge. «La gestione degli approdi - continua il primo cittadino - sarà legata a doppio filo a un piano d’investimenti mirati al rilancio delle infrastrutture portuali del versante riese». La giunta ha approvato il provvedimento di liberalizzare questa attività, lasciando diritti di esclusiva solo nel caso in cui la libera iniziativa privata non risulti idonea a garantrire un servizio che sia rispondente ai bisogni delle comunità. Nel caso si dovesse verificare una simile ipotesi, sarà il consiglio ad avviare un’istruttoria, in cui si evincano i fallimenti del sistema concorrenziale e i benefici per la stabilizzazione e l’equità derivanti dal mantenimento di un regime di esclusiva del servizio.


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