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I «No-trielina» tornano all'attacco «Auguri ad Asa. Con una domanda...» - La Nazione Cecina
CECINA - MONTESCUDAIO IL CASO DEI POZZI INQUINATO A POGGIO GAGLIARDO
— CECINA - MONTESCUDAIO —
DOPO LA CONCLUSIONE della vicenda giudiziaria di Poggio Gagliardo, finita senza colpevoli, il comitato «No trielina» si augura un 2012 «all’insegna di una maggiore trasparenza e disponibilità in quando in ballo c’è la salute dei cittadini». Tanti auguri dunque anche ad Asa da parte del Comitato. Che in una nota afferma: «La finalità con cui è nato il comitato, cui Asa sembra guardi con un certo fastidio e un po’ di sufficienza, è quella di far conoscere la drammatica situazione di inquinamento da trielina e percloroetilene che da Poggio Gagliardo ha raggiunto l’acquifero della pianura di Cecina che alimenta l’intero campo pozzi ad uso pubblico a servizio dell’abitato. L’inquinamento è ancora in atto e la bonifica vera e propria non è ancora iniziata, e per dare l’idea della gravità e della persistenza del danno vogliamo ricordare come dato certo che la quantità di prodotti inquinanti estratti dal 2004 ad oggi tramite i due impianti di P&T di messa in sicurezza è pari a circa 3.700 kg di TCE+PCE e nonostante ciò la concentrazione TCE e PCE nelle acque non accenna a diminuire».
SI AGGIUNGE: «Sulla base dei dati forniti dalla Regione e su stime basate sui dati di acquisto di prodotti e sui macchinari presenti all’interno della conceria è stato ipotizzato che la quantità di sostanze impiegate sia non meno di 1.000-2.000 kg/anno e pertanto, considerati il numero di anni di attività, i quantitativi in gioco sono tra le 20 e le 40 tonnellate, crediamo ampiamente sottostimati. Se si pensa che bastano circa 100 chili di TCE e PCE per inquinare circa un milione di metri cubi di acqua con una concentrazione dieci volte maggiore di quella consentita dalla legge, lasciamo ai lettori il calcolo di quanto fanno quaranta tonnellate. Riteniamo quindi che Asa dovrebbe appoggiare l’operato di questo comitato... Asa stessa è stata danneggiata da questa situazione dovendo tra l’altro sostenerne i costi. Comunque nella risposta di Asa trovano conferma le nostre tesi: che da una certa data in poi i dati di inquinamento non recano più l’indicazione “a monte” o “a valle” dei filtri; che i valori iperinquinati sono veri e sono stati presi anche a valle dei filtri; che Asa assicura e ai cittadini questo deve bastare. Certo che quando Asa spiega che i dati pericolosi saranno stati causati dalla coincidenza dei prelievi con la manutenzione dei filtri non si sta tanto tranquilli. E’ una spiegazione improbabile, per esempio nell’anno 2007 per tre volte i dati dimostrano un superamento dei valori limite e tutte e tre le volte, guarda caso, ci sarebbero stati in contemporanea l’operatore di Arpat per il prelievo e la presenza dei tecnici Asa per la sostituzione dei filtri. Asa risponda a questo: è così? Si è verificata questa coincidenza ogni volta? Può dimostrarlo?».
«CON QUESTA nostra ulteriore replica — conclude il Comitato — considerato che non vogliamo essere noi gli unici depositari della verità , chiediamo che ci sia dimostrazione di trasparenza, trasparenza da tradursi in risposte chiare sulla gestione dei filtri (da cui dipende la potabilità dell’acqua) e nella pubblicazione periodica dei dati. Non diamo giudizi sull’operato di Asa: vogliamo invece denunciare la situazione estremamente pericolosa. I cittadini che pagano la bolletta sapranno farsi un’opinione e Asa ha il dovere di rispondere. E senza infastidirsi».
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