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Sconto «d'anzianità » per le barche a motore Ecco la tassa, per andare a vela si paga la metà - La Nazione Livorno

 

LA MANOVRA DEL GOVERNO SI FANNO PIÙ PRECISI I CONTORNI DEL PROVVEDIMENTO

di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
STANNO facendosi più chiari i dettagli della stangata sulle barche: ovvero la rinnovata tassa di stazionamento che sta per essere varata con il decreto «Salva Italia» del governo. Come avevamo ipotizzato già ieri, il decreto riconosce — sulle linee della precedente tassa di stazionamento, che fu abolita nel 2003 con decreto congiunto dei ministri Tremonti e Lunardi — sia lo sconto del 50% alle imbarcazioni a vela, sia le riduzioni per vetustà, che crescono fino al 45% per le imbarcazioni con oltre 15 anni di anzianità. La tabella allegata al servizio è stata elaborata dalla rivista nautica «Vela e motore» che l’ha inserita nel proprio sito internet. Mentre i parametri degli sconti di vetustà sono quelli della nuova norma, i «valori« considerati di partenza nella colonna «tassa giornaliera» sono riferiti a una imbarcazione a motore che paghi la suddetta tassa per i canonici sei mesi di utilizzo in acqua.
POICHÈ la tassa parte dal primo maggio prossimo, per il 2012 la tassa sarà in ogni caso ridotta al massimo a 8 mesi, mentre per il 2013 andrà probabilmente riconsiderata per tutto l’anno: salvo che il regolamento attuativo — che sempre deve seguire un decreto — non stabilisca che diventerà annuale in ogni caso, trasformandosi (come è già per le auto) da stazionamento in tassa dim possesso. Leggendo il testo definitivo (ad oggi) del decreto «Salva Italia« si evincono alcuni parametri che potrebbero essere considerati certi, ma alcuni dubbi interpretativi rimangono. E’ confermato che le imbarcazioni a vela pagano la metà della tassa dovuta, sulla quale poi vengono calcolati gli ulteriori abbuoni per età come da tabella. Il decreto chiarisce che la tassa deve essere pagata «da tutte le imbarcazioni e navi da diporto che navigano, sono ormeggiate o ancorate in acque e porti italiani». Se ne deduce che chi dal primo maggio portasse la propria imbarcazione o nave fuori dalle acque territoriali e scegliesse un porto straniero non sarà tenuto a pagare la tassa. Dovrà pagarla solo al rientro, sulla quota di giorni che dovesse trascorrere sulle acque italiane. Così com’è articolata, la tassa sembra dover colpire anche le imbarcazioni e le navi che battono bandiera diversa da quella italiana se entrano in acque territoriali o attraccano a un porto italiano.
ANCHE gli utilizzatori di imbarcazioni in leasing devono pagare la tassa, qualsiasi sia la bandiera che battono. La ricevuta del pagamento della tassa va esibita all’agenzia delle dogane oppure — ma questa scelta sembra riservata in particolare ai motor-yachts di bandiera straniera o nel registro delle navi da diporto che fanno carburante a prezzo agevolato — al distributore di carburante dove si effettua il rifornimento. Il mancato pagamento della tassa comporta una sanzione dal 200 al 300% oltre il pagamento dell’importo della tassa stessa. Naturalmente la ricevuta della tassa va mostrata su richiesta anche ai corpi di vigilanza marittima, in particolare Guardia di Finanza e Guardia Costiera, che c’è da giurarci si scateneranno dal primo maggio in una nuova «caccia« nei porti e nelle acque territoriali.

Pianeta-Arcipelago Meno esborso per i residenti nelle isole minori

UNO DEI PUNTI ancora non chiari, che spetterà al regolamento definire, è quello relativo alle imbarcazioni non in acqua: cioè in rimessaggio a terra, in un capannone in area portuale, o in un’area privata fuori dal demanio marittimo. Secondo alcune interpretazioni, la barca non in acqua non dovrebbe pagare la tassa. Mentre secondo altre fonti la tassa sarebbe ridotta della metà, ma solo se fosse in area di demanio marittimo (porti in concessione, piazzali portuali pubblici o privati). Alcuni sconti — metà tassa — sono previsti per le imbarcazioni dei residenti delle isole minori e della laguna di Venezia, perchè vengono considerate necessarie ai loro spostamenti anche per lavoro.
DOVREBBE dunque interessare i residenti di Gorgona (un pugno di persone) e di Capraia (poco più di 400) ma non dell’Elba. E con un limite: tassa ridotta solo se la barca non supera i 12 metri. Sono anche esenti le imbarcazioni possedute ed utilizzate da enti ed associazioni del vlontariato esclusivamente ai fini dell’assistenza sanitaria e di pronto soccorso. Il decreto stabilisce anche — e vi si legge la mano dell’esperto bancario — che i pagamenti possono avvenire pure con moneta elettronica. Che si vuole di più?


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