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Lucchini, l'albero della speranza - La Nazione Piombino
Piombino: lavoratori con il fiato sospeso in attesa dello sblocco dei 190 milioni
— PIOMBINO —
LUCCHINI sempre con il fiato sospeso in attesa di notizie certe sull’asseveramento del piano di ristrutturazione. «Che da solo non risolve certo i problemi – precisanoe Fim, Fiom e Uilm – perché qui c’è bisogno di un compratore serio». Ma almeno si sbloccherebbero 190 milioni di euro che non sarebbero certo poca cosa. E intanto sul tavolo del ministro Corrado Passera è arrivata un’altra interrogazione, questa volta del senatore del Psi Carlo Vizzini. Ma la «lotta» a Piombino passa anche attraverso gesti simbolici e pure attraverso la solidarietà. E ieri in portineria, durante la costruzione dell’albero di Natale in ferro, c’era tutto questo. A montare la struttura in ferro gli operai e il proprietario della ditta Intelmeccanica di Piombino, che lavora anche nell’indotto Lucchini. Una di quelle ditte creditrici.
UN ALBERO che è l’essenza della fabbrica, ma che sarà arricchito martedì 20 dagli addobbi delle seconde classi del 2° Circolo didattico di Piombino. Un centinaio di bimbi che appena arriveranno intorno all’albero si accenderà con tante luci. La speranza, uno dei tanti gesti simbolici. Poi la solidarietà, la voglia di donare. E Unicoop Tirreno con il contributo di Fim, Fiom e Uilm doneranno ai bambini dei buoni che si trasformeranno in materiale didattico, soprattutto in libri – testi che stanno scegliendo le insegnanti – per tutti gli studenti delle seconde e terze del 2 Circolo didattico. E fra i tanti gesti simbolici, la voglia soprattutto di superare questi difficili momenti, c’è anche una lavagna, a fianco dell’albero di Natale, con tante foto in bianco e nero (foto Masangui) che ritraggono i momenti dello sciopero del 15 novembre e di una manifestazione dello scorso anno. Queste foto come per magia, all’accensione delle luci verranno sostituite da foto a colori.
E IN ATTESA degli addobbi sui «rami» in ferro dell’albero sono state attaccate delle poesie di Paolo Bianchi. Un albero speciale che accoglierà il vescovo monsignor Carlo Ciattini il 22 dicembre. Anche monsignor Angelo Comastri, oggi cardinale, ormai quasi vent’anni fa celebrò la messa davanti alla portineria. Dietro alle spalle su un cartellone c’era scritto:«I lavoratori dell’Ilva Piombino scioperano da 21 giorni in difesa del posto di lavoro e per il futuro del territorio». A Piombino i lavoratori della Lucchini continuano a lottare, in attesa della convocazione di un tavolo al ministero. Stessa richiesta fatta anche dal senatore Carlo Vizzini del Psi: «Chiedo di sapere se il Ministro non ritenga necessario convocare al più presto un tavolo di confronto per discutere delle prospettive industriali dello stabilimento».
Maila Papi
Rinviato lo sciopero contro la manovra Oggi a Londra sit-in da Mittal
— PIOMBINO —
E’ SALTATO lo sciopero di oggi, indetto da Fim, Fiom e Uilm, contro la manovra finanziaria. Sciopero che convergerà lunedì 12 dicembre – con modalità ancora da stabilire – con quello indetto da Cgil, Cisl e Uil sempre contro il pacchetto di provvedimenti finanziari in approvazione dal governo Monti.
Intanto oggi si terrà a Londra, e anche alla Magona di Piombino, lo sciopero europeo di un’ora contro le ristrutturazioni e le chiusure di ArcelorMittal. Prima ci sarà una conferenza stampa organizzata dalla Fem, Federazione europea dei metalmeccanici. A rappresentare la Fiom nazionale c’è Mirko Lami, coordinatore Rsu Fiom Lucchini. A seguire verrà fatta un’azione simbolica fuori dalla villa di Mittal, una sorta di sit in durante il quale davanti ai cancelli verranno depositati circa 600 elmetti rossi.
SCOPO di queste azioni è quello di mostrare la solidarietà tra i siti europei di Arcelor Mittal, e soprattutto i sindacati di tutti i siti, vogliono esprimere la loro indignazione e preoccupazione per le chiusure degli stabilimenti che fino ad oggi ci sono state, per i piani di ristrutturazione e la cancellazione dei posti di lavori. Mirko Lami sarà poi domani a Bruxelles alla prima conferenza dell’acciaio inox e il 9, sempre a Bruxelles ad una riunione del Comitato Europeo acciai, con Eurofer, per fare il punto della situazione sulla crisi.
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