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Al voto per il waterfront - Il Tirreno Elba
Primo passo. Stasera il Comune esamina la variante sul sistema dei porti
Il piano fissa i paletti su San Giovanni e Porto Cantieri
Peria: «Approdi complementari. E ora sarà la conferenza dei servizi a giudicare i progetti in corsa»
LUCA CENTINI
PORTOFERRAIO. La trasformazione del waterfront di Portoferraio è avviata. Ufficialmente. Stasera il consiglio comunale voterà infatti la variante al regolamento urbanistico, dopo che la commissione urbanistica ha espresso in questi giorni il parere favorevole. In gioco c’è la ridefinizione di tutto il fronte mare del paese, principalmente grazie alla realizzazione del porto turistico di Porto Cantieri e l’approdo leggero previsto a San Giovanni.
Lo stesso approdo che, ormai da mesi, ha movimentato la discussione pubblica, allarmando gli ambientalisti e facendo preoccupare Esaom, l’azienda che punta decisamente alla realizzazione del progetto per Porto Cantieri e teme il rischio di una concorrenza interna con l’approdo di San Giovanni. Per scongiurare tale ipotesi Esaom ha lanciato una proposta che, a parere dell’azienda, risolverebbe i problemi legati alla complementarietà dei due porti: il soggetto che si aggiudica la gara per realizzare Porto Cantieri costruirà a proprie spese anche i posti barca, solo per residenti, a San Giovanni, consegnando gratuitamente l’approdo al Comune. «E’ una proposta legittima come tutte le altre proposte - ha spiegato il sindaco Roberto Peria, nel corso di una conferenza stampa in sala consiliare - ma per evitare confusione preciso che l’amministrazione comunale non svolge una programmazione urbanistica su commissione dei privati. Le ipotesi come quella proposta da Esaom saranno valutate al momento della presentazione dei progetti e non quando si lavora per l’adozione di una variante al regolamento urbanistico». Come dire, il percorso urbanistico è avviato e, ormai, non torna più indietro. Dopo la valutazione del consiglio comunale prenderà forma uno strumento concreto, a cui dovranno necessariamente adeguarsi i vari progetti. All’adozione definitiva della variante, ovvero dopo che saranno giunti a termine i tempi tecnici per le varie osservazioni, la conferenza dei servizi si riattiverà per valutare i 4 progetti in campo per l’approdo di San Giovanni, ovvero quelli presentati dalla Marina di San Giovanni, Sales, Teseco e della stessa Esaom, tenendo conto dei paletti fissati dal nuovo strumento urbanistico. Per l’aggiudicazione di Porto Cantieri il Comune procederà invece attraverso una selezione con avviso pubblico. «Si tratta di due progetti che non sono in competizione e fanno parte di un unico piano di rilancio del fronte a mare - ha commentato il sindaco Roberto Peria - l’operazione di trasformazione comprende la riqualificazione di ettari ed ettari di aree degradate, propone di demolire 22mila metri cubi di costruito e di realizzarne 31-32mila ex-novo, il cui 80% avranno destinazione produttiva. L’investimento, considerando gli interventi per la viabilità e le opere accessorie sfiorerà i 300 milioni».
Ottenuto l’ok della commissione urbanistica la rivoluzione del fronte mare entra nel vivo, nonostante le polemiche recenti legate alla realizzazione dell’approdo di San Giovanni. «Polemiche che non comprendiamo - spiega Peria - con la variante non abbiamo cambiato niente rispetto alla previsione urbanistica, semmai abbiamo garantito la tutela ambientale di San Giovanni. Sarà realizzato un approdo leggero per imbarcazioni medio piccole». Al meomento non è specificata con precisione la lunghezza delle imbarcazioni che saranno ospitate nell’approdo, così come non è esplicitato se i posti barca saranno riservati ai residenti. Interrogativi che Esaom aveva sollevato, preoccupata per i possibili conflitti con Porto cantieri. «Come abbiamo spiegato questo tipo di dettagli saranno specificati nella fase di presentazione dei progetti - dice Peria - il Comune lavora agli strumenti urbanistici, non decide su dettagli specifici quali la lunghezza delle imbarcazioni».
Veleni in consiglio: minoranza infuriata contro la delibera che sospende la sentenza sull’incompatibilità
«Mancuso rispetti il giudice e se ne vada»
RIO MARINA. «Un attacco vero alle istituzioni, alla democrazia e al potere giudiziario». Cesarina Barghini e gli altri consiglieri di minoranza hanno invocato per giorni la convocazione del consiglio comunale.
Un consiglio che - ieri - è arrivato e immediatamente si è trasformato in un “polverone”. Alla base dello scambio di accuse al vetriolo tra i consiglieri di minoranza e quelli di maggioranza c’è ancora una volta la sentenza, dichiarata dal Tribunale di Livorno, di incompatibilità tra i ruoli di segretario dell’Autorità portuale e quello di sindaco rivestiti da Paola Mancuso. «Il consiglio comunale, anziché dichiarare come disposto dal Tribunale la decadenza del sindaco - spiega Barghini - si è servito di un mix di regole inapplicabili per autorizzare il sindaco ad andare avanti come se niente fosse». In pratica, secondo la minoranza, il consiglio comunale si è assunto la responsabilità, senza averne il diritto, di vanificare una sentenza giudiziaria. Tanto è che la Barghini, assieme agli altri consiglieri di minoranza, ha lasciato l’aula polemicamente prima del voto. E la guerra non si ferma ora, visto che Barghini ha dichiarato l’intenzione di rivolgersi al Tar e sta valutando gli estremi per una denuncia per abuso di ufficio.
La posizione del sindaco e della sua maggioranza è totalmente diversa da quella di Barghini. «Il consiglio comunale ha deciso di rinviare ogni pronuncia sulla decadenza fino alla sentenza definitiva, come dice il ministero degli Interni- spiega Mancuso - prendendo atto che l’appello è un diritto di tutti, come lo è la volontà popolare». Quanto a quello che è accaduto ieri in consiglio: «Mi confronto spesso con chi ha posizioni diverse dalle mie - spiega - ma il dibattito di stamani è molto lontano da tutto questo e dalla storia politica di Rio Marina che, mai come ora, ha bisogno di tornare a parlare di problemi concreti». (lu.ce.)
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