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La città teme la crisi più acuta Preoccupazione per la Lucchini - La Nazione Piombino domenica 27 novembre

 

PIOMBINO SI ATTENDE L’INCONTRO COL MINISTRO DELLO SVILUPPO CORRADO PASSERA

— PIOMBINO —
OPERAI, cittadini e commercianti preoccupati: «La situazione Lucchini fa paura, rischia di far scoppiare un problema sociale in un momento davvero difficile». E intanto la politica si mobilita per far pressioni al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera: dopo le interrogazioni del Partito Democratico e dell’Italia dei valori, Futuro e Libertà di Piombino invia un dossier sulla situazione attuale, all’onorevole Raisi, vice presidente della commissione attività produttive di Fli. Quello di ieri è stato apparentemente un sabato pomeriggio come tanti altri, ma in realtà nelle vie della città si percepisce la preoccupazione di una crisi difficile da gestire e anche da capire.
«QUESTA non è la crisi del ’93 – ci spiega un ex dipendente – la lotta era dura, ma nessuno parlava di chiudere, si parlava di esuberi, ma la prospettiva di un futuro non è mai venuta meno. Oggi invece c’è la paura, che tutto possa finire». «Si parla di Termini Imerese – fa eco Luciano, pensionato di una ditta dell’indotto – ma qui non siamo messi meglio. Ieri i telegiornali hanno fatto vedere i commercianti di quella città, preoccupati per le festività. Anche qui c’è preoccupazione». E che i commercianti siano preoccupati lo hanno testimoniato partecipando, con la chiusura delle saracinesche, alla manifestazione del 15 di novembre organizzata da Fim, Fiom e Uilm.
«AL BAR vediamo sempre meno gente — ci dice la titolare di un bar della città — la gente ha timore, non sa cosa accadrà domani». E proprio questa incertezza sta andando avanti da mesi e mesi. A giorni si conoscerà il destino di alcune ditte d’appalto che alle organizzazioni sindacali avevano annunciato la chiusura a fine novembre se la situazione non fosse cambiata.
LE ESPOSIZIONI finanziarie sono elevate: «Tanti imprenditori hanno dato la vita — ha detto Luciano Gabrielli segretario Fiom, durante l’ultimo consiglio di fabbrica — adesso non ce la fanno più, si stanno rovinando la vita. E le banche stanno chiedendo il rientro del 30%. Senza contare che le fatture della Lucchini non vengono più scontate». E anche le tredicesime sono a rischio. Un dramma che potrebbe trasformarsi in un serio problema sociale. Nel ’93 a chiudere furono 58 negozi. Oggi alcune saracinesche sono state già abbassate, in tanti stanno andando avanti con sacrificio.
E intanto qui si va avanti a suon di rinvii, richieste di tavoli al ministero, monitoraggi, incontri istituzionali, interrogazioni, uno stillicidio che né i lavoratori, né la città si meritano.
m. p.


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