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Prestiti agevolati da Fidi Toscana alle imprese travolte dall'alluvione - La Nazione Elba
Garanzie dell’80 per cento e preammortamento del primo anno
— MARINA DI CAMPO —
GLI INTERVENTI con i quali le imprese potranno avere accesso alla liquidità, con le garanzie dell’80% sui prestiti e con il preammortamento del primo anno (l’impresa inizierà a restituire il prestito a partire dal secondo anno, mentre la Regione si farà carico degli intessi del primo anno) sono stati illustrati ieri agli amministratori campesi ed ai rappresentanti delle categorie economiche e delle banche presenti sul territorio dagli addetti di Fidi Toscana, la società di servizi che opera in ambito regionale per l’accesso facilitato al credito, indicata dal governatore Enrico Rossi come intermediario nella gestione degli aiuti destinati al comparto delle imprese nel dopo alluvione.
«GLI IMPORTI degli aiuti in arrivo non sono certi – spiega il sindaco Vanno Segnini – e dipenderanno molto dal riconoscimento dello stato di emergenza a livello nazionale che, se riconosciuto, li farebbe lievitare. Poiché dobbiamo ripartire con la nostra economia nel suo complesso, tra le varie iniziative della Regione c’è anche quella di intervenire attraverso Fidi Toscana che garantirà per le imprese locali presso le banche e consentirà ad esse di avere un anno, o forse anche 18 mesi, di tempo per potersi rimettere in carreggiata e quindi iniziare a restituire il prestito con meno difficoltà. E’ un’opportunità di rilievo anche perché il percorso di accesso è snello sotto l’aspetto burocratico. Potranno beneficiare di queste agevolazioni tutte le aziende, anche piccole, che entro il 19 novembre presenteranno in Comune la scheda di rilevazione dei danni subiti».
SEMPRE in tema di aiuti economici a famiglie ed imprese danneggiate dall’alluvione la Banca dell’Elba e le associazioni di categoria hanno concordato un primo piano di iniziative urgenti che prevede la moratoria dei mutui ipotecari e dei prestiti chirografari e la determinazione di un plafond a tassi e condizioni particolari destinato a privati ed alle imprese, con particolare riferimento ai soci della Banca. Il presidente Luca Bartolini ha assicurato che a queste pratiche verrà data priorità assoluta con risposte in tempi molto brevi ed ha confermato il versamento da parte della Banca di un contributo di 50 mila euro nel Fondo Pro Alluvionati.
AMBIENTALISTI
«E’ in atto un’operazione di depistaggio»
— MARINA DI CAMPO —
«OLTRE che a cercare di scaricare le colpe sul Parco di mancati interventi di manutenzione di fossi e torrenti che sono a carico di altri enti, ora qualcuno dice che la colpa è addirittura tutta delle canne che ostruiscono i fossi, la stessa identica cosa che accadde quando l’alluvione del 2002 spazzò via la pista di gokart dei Marmi, fatta costruire in un’area a rischio in dispregio di tutte le norme». Legambiente punta il dito contro quella che definisce «un’operazione di depistaggio dei cementificatori e dei loro amici sulle vere cause del disastro innaturale che ha colpito Marina di Campo e Procchio» ribadendo che la colpa dei danni è solo della cementificazione del territorio.
«UN TORRENTE - sostiene il Cigno Verde - ha invaso le case del Piano di edilizia economica e popolare (Peep) che in gran parte è in realtà un ammasso case vacanze, in affitto e seconde case, che la passata amministrazione di Campo nell’Elba ha sciaguratamente permesso di edificare in zona di raccolta acque sotto il bacino scolante di San Piero. Come scrive l’ambientalista Francesco Mezzatesta, che abita in quella zona: «Sono i comuni molto spesso i veri colpevoli dei disastri idrogeologici perché, per non scontentare i loro elettori, rilascianolicenze edilizie in zone sbagliate.E’ erratoripetere la solita frase che bisogna pulire i fossi perché prima diinvocare le pulizie bisogna che i fossi vengano mantenuti e non chiusi perché in ogni caso l’acqua si riprende il proprio spazio. E’ chiaro che se non si lascia lo spazio per l’espansione dell’acqua in favore di case, muri e recinzioni metalliche da qualche partela massa idrica esonda».
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