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Addio al «corridoio» Tirreno-Brennero - La Nazione Livorno lunedì 7 novembre

 

INFRASTRUTTURE LETTERA A MATTEOLI

— LIVORNO —
DURA da anni il tira-e-molla sul sospirato progetto del «Ti.Bre.», ovvero del potenziamento intermodale (superstrada e ferrovia) del collegamento tra il nostro porto, quello di La Spezia e attraverso la Pontremolese con la rete a grande capacità su Parma, Bologna e il Brennero. Un progetto cui contribuiscono anche la Camera di Commercio labronica, l’Autorità portuale e alcune delle istituzioni del territorio. Ma la notizia sul «Ti.Bre.» è che la «cura Tremonti» sta facendo saltare tutto. Così almeno le notizie che arrivano dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, sulla base delle quali il presidente della società «Ti.Bre.», l’avvocato spezzino Piergino Scardigli, ha inviato una lettera al ministro Matteoli. Scardigli scrive che «da più parti giunge voce di una possibile revoca da parte del Governo della disponibilità di 54 milioni di euro a sul tempo deliberati per la progettazione definitiva dell’intero raddoppio della linea pontremolese».
IL RIFERIMENTO è ai 48 milioni a valere sull’art.1 c.965 della legge 295/2006 e ai 6 milioni assegnati a Rfi con decreto interministeriale 30/12/04, sui quali adesso calerebbe la scure decisa proprio nei giorni scorsi dal ministro del tesoro Tremonti per i finanziamenti non spesi. «Se quanto ventilato trovasse conferma — sottolinea l’avvocato Scardigli nella nota al ministro Matteoli — significherebbe il pratico azzeramento delle prospettive di prosecuzione in tempi accettabili del pur lentissimo iter del progetto tanto atteso, dalle comunità economiche e non, delle aree interessate alla direttrice Tirreno- Brennero. Peraltro, a far temere che le voci pervenute possano essere fondate, va aggiunta la circostanza che ad oggi non si è ancora provveduto — continua la nota — ad assegnare l’incarico per la progettazione definitiva della linea, nonostante la disponibilità da anni dei 54 milioni in oggetto».
LA LETTERA di Scardigli conclude ricordando al ministro Matteoli il suo impegno a favore del progetto «Ti.Bre.» e chiedendo un sollecito interessamento perchè il tutto non sia vanificato. Sul potenziamento del corridoio intermodale verso il nord, fino allo strategico valico del Brennero, sia il porto labronico sia le realtà produttive della piattaforma economica costiera della Toscana contano molto, anche come integrazione alla famosa (e per il momento fumosa) prospettiva di collegamento ferroviario ad alta capacità tra il porto e il nodo ferroviario di Firenze; progetto quest’ultimo che è stato il cavallo da battaglia dell’ex assessore regionale Riccardo Conti ma che sembra essersi volatizzato con lui, almeno per quanto riguarda i tempi rapidi. Di fatto tutto è fermo; e la bocciatura del «Ti.Bre.» rappresenterebbe l’ennesimo schiaffo alle aspirazioni di Livorno ad essere collegata ai grandi corridoi europei.
Antonio Fulvi


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