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La Nazione Livorno - «Il merito è tutto nostro» L'orgoglio dei commissari
— LIVORNO —
«SIAMO molto soddisfatti che il giudice per le indagini preliminari abbia riconosciuto il lavoro svolto dalla terza commissione. La politica, questa volta, ha saputo dare una risposta seria a un problema che si era creato con la discarica». Antonio Ceccantini (nella foto a sinistra), vicepresidente della terza commissione provinciale, è entusiasta. E’ proprio la terza commissione — guida dall’attuale vicesindaco Luca Bogi dell’Idv — ad aver partorito lo scorso febbraio una relazione finita dritta dritta nelle mani della procura. Ed era così ben articolata che il Gip l’ha ripresa nell’atto di sequestro della discarica. «Deve apprezzarsi — si legge — il lavoro svolto dalla terza commissione della Provincia che ha mostrato pienamente la capacità dell’ente territoriale di reagire con competenza, trasparenza e tempestività a fronte di un problema di grande interesse ambientale e sociale». E questo è solo uno dei passaggi dove il Gip plaude il lavoro dei consiglieri. Gli stessi che erano stati additati di incompetenza. «Ci deve essere pieno rispetto delle regole — dice Ceccantini — rispetto della legalità perché la legge è uguale per tutti». Alle sue parole fanno eco quelle di Alessandro Corsinovi (nella foto a destra) e di Roberta Naldini, consiglieri del Pdl. «Il nostro lavoro ha avuto la massima legittimazione — dice Corsinovi — ho parlato con i colleghi Ceccantini e Bogi. Tutti insieme rivendichiamo di aver fatto un lavoro serio e prezioso». Corsinovi si è battuto, come un leone, fino a poche ore prima del sequestro, tanto da essere pubblicamente ringraziato dai frontisti in una recente conferenza stampa. «Ora c’è gente che brinda e che si prende il merito di questo sequestro — attacca Corsinovi — alcuni dei quali si sono tenuti ben alla larga dalle nostre battaglie. Noi siamo soddisfatti, altro che consiglieri incompetenti». Corsinovi continua ad indagare, tanto che ha scoperto: «Un decreto del Presidente della Regione, del 2004 all’articolo 6 prevede che prima della messa in esercizio delle attività e dopo il collaudo, l’ente che ha rilasciato le autorizzazioni in questo caso la Provincia e il Comune effettuino un sopralluogo di verifica. Siccome ciò non è accaduto, la discarica non poteva comunque ancora essere aperta. Mi risulterebbe — prosegue — che nel giorno stesso in cui i carabinieri provvedevano al sequestro del Limoncino il presidente della Provincia Kutufa abbia ricevuto da un ufficiale giudizioario una ingiuzione a rispettare questa norma regionale».
LA VICENDA del Limoncino, continuerà a tener banco in Provincia, a partire dalla prossima riunione del 28 ottobre alla quale è stato invitato l’assessore Nicola Nista. Tra i consiglieri del Pd serpeggia anche un po’ di mal pancia per la posizione che in questi mesi ha avuto il capogruppo Elis Bufalini il quale, proprio su queste colonne, aveva annunciato la sua uscita dalla terza commissione della quale era membro effettivo — poco tempo dopo la pubblicazione su La Nazione del documento — perchè non condivideva la gestione dei lavori. Ora dovrà rispondere al suo partito di come ha condotto politicamente l’intera vicenda.
Michela Berti
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