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Il Tirreno Livorno - Sequestro alla cava Evangelisti (Idv): legittimo brindare
JUNA GOTI
LIVORNO. «Indecente il brindisi dei rappresentanti dell’Italia dei Valori? Meglio che favorire parenti e amici del Pd che poi vanno a fare i consulenti...». Chi pensava che il segretario regionale di Idv, Fabio Evangelisti, richiamasse i suoi “ragazzi” per avere festeggiato dopo il sequestro dell’ex cava del Limoncino si è sbagliato di grosso.
Ieri mattina - a margine dela presentazione del nuovo circolo del lavoro (in basso) - Evangelisti ha ripetuto che «la nostra posizione sull’impianto del Limoncino è chiara: siamo il partito che fa del rispetto della legge un elemento fondante e quindi, se discarica deve esserci, ci deve essere con tutti i crismi di legge».
Proprio il vicecapogruppo di Idv alla Camera alcune settimane fa aveva incontrato il comitato degli anti-discarica davanti alle porte di Montecitorio. «A questo punto - dice oggi - siamo di fronte a un sequetro preventivo: evidentemente la magistratura ha visto qualche dubbio e allora noi, fiduciosi, aspettiamo l’esito dell’indagine».
A scatenare la bufera politica, subito dopo il sequestro del sito, è stata l’esultanza del presidente della commissione ambiente, Andrea Romano, e del vicepresidente del consiglio comunale, Lorenzo Del Lucchese, entrambi dipietristi: prima hanno inviato un comunicato per dire che «finalmente il progetto è morto e sepolto», poi hanno brindato in via del Limoncino. Immediata la reazione del segretario del Pd, Yari De Filicaia, che sul Tirreno ha invitato gli alleati a non fare da «tifosi». La risposta? «Brindo e me ne vanto», ha scritto ieri Romano sul blog dell’ex sindaco Lamberti.
«Idv - interviene Evangelisti - ha fatto della vicenda del Limoncino una battaglia per la tutela dell’ambiente e per il rispetto delle regole. È legittimo un elemento di soddisfazione da parte di chi ha sempre ravvisato limiti a questa discarica». E rivolgendosi a De Filicaia: «Tutto si può dire meno che sia stata scandalosa la legittima soddisfazione manifestata». E sugli annessi agricoli che rischiano di mettere in seria difficoltà il suo vicesindaco: «Noi siamo contro gli abusi in qualsiasi forma e momento si manifestino. Ma bisogna tenere distinte le due questioni: discarica e annessi».
Allora cosa propone il partito di Di Pietro per il milione e mezzo di tonnellate di rifiuti speciali (560mila metri cubi dovrebbero finire al Limoncino) che vengono prodotte ogni anno in provincia? «Ne vengono prodotte meno - controbatte Romano - arrivano qui per essere lavorate. Comunque quei rifiuti devono andare in zone industriali, non di pregio, lontano dalle case. Altrimenti continuino pure ad essere smaltiti fuori da Livorno. C’è un preciso atto di indirizzo del consiglio per riempire le cave solo con rocce e terre di scavo». Ed ecco che spunta una nuova polemica: «Quando martedì la giunta comunale ha votato il piano cave non era presente il nostro assessore. Chissà come mai...». Curioso, perché se lo chiedono anche i presenti.
L’annesso vicino alla discarica non ci interessa
MICHELE POGGI
Nell’articolo di Andrea Lazzeri (sul Tirreno di ieri) si fa ancora riferimento all’interesse sugli annessi da parte dei proprietari dei terreni del Limoncino e non all’interesse pubblico di smaltire i rifiuti che noi e le aziende produciamo. Dopo 14 mesi di lotta alla realizzazione della discarica dobbiamo assistere a commenti gratuiti di personaggi che hanno come unico obiettivo quello di giudicare l’operato di un comitato.
1) Il comitato non ha mai negato la necessità di una discarica, ha fatto presente che il sito individuato non era idoneo; 2) gli oltre 100 codici Cer permettono di buttare in discarica qualsiasi rifiuto senza tenere conto della pericolosità; 3) i controlli sul percolato vengono effettuati dal proprietario e non danno nessuna garanzia alla popolazione; 4) Nella nostra protesta abbiamo tenuto come obbiettivo la salute di tutti; 5) quale beneficio economico ricade sulla testa dei cittadini? Nessuno. Ad eccezione dell’imprenditore; 6) se le nostre amministrazioni verificavano i motivi della contrarietà invece di sostenere a scatola chiusa i propri tecnici, forse oggi il problema era risolto; 7) a noi l’annesso vicino a una discarica non interessa. E come sostiene il nuovo assessore Grassi tutti e ripeto tutti devono essere demoliti. Tutti siamo uguali e abbiamo gli stessi diritti, compresi coloro che per ottenere i permessi “non sono entrati nella porta giusta”.
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