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Dal polo di logistica nasce un centro per studiare il futuro del porto - Il Tirreno Livorno

 

La santa alleanza per la ricerca
 

La vicepresidente della Regione alla firma dell’intesa (con Irpet, Unioncamere e Università di Pisa)
 
 LIVORNO. L’hanno chiamato “Limen” e vale doppio: da un lato, come sigla di “Logistica Integrata Mediterranea e Europea”; dall’altro, perché in greco significa “porto”. E’ il laboratorio di ricerca che, sotto la regia del Comune, nasce dall’alleanza fra la Regione, l’istituto Irpet, il sistema toscano delle Camere di commercio e l’ateneo pisano (attraverso il Polo universitario di sistemi logistici che ha il quartier generale a Villa Letizia, così come il nuovo laboratorio).
 «Una svolta per la città», l’ha definita l’assessore comunale Giovanna Colombini, il cui lavoro di tessitura - elogiato negli interventi prima della firma dell’intesa - ha consentito di aggiungere altro carburante al decollo del centro universitario livornese, che ormai al corso di logistica ha aggiunto anche un poker di laboratori di ricerca. Quali? 1) il “Logit” dell’ing. Pratelli per l’analisi della mobilità di persone e merci; 2) il “Seed” diretto dall’ing. Iannacone che lavora sulle infrastrutture elettroniche; 3) il pool di ricerca sul rischio sismico guidato dall’ingegner Sassu. E l’ultimo nato: il “Limen”.
 A tenerlo a battesimo è stata Stella Targetti, vicepresidente della Regione, insieme all’economista Stefano Casini Benvenuti (direttore dell’Irpet), a Giovanni Bonadio (amministratore delegato di Logistica Toscana) e a Francesco Barachini (presidente del corso di laurea di Villa Letizia).
 Ma a segnalare che attorno a questa realtà si muove una galassia di attenzioni è stata la presenza di esponenti delle grandi dinastie imprenditoriali come i Neri e i Fremura (con un intervento di Silvio Fremura, numero due di Confindustria) e dei vertici di realtà come Azimut e Wass Non solo: di scena anche la Provincia (Kutufà), la Camera di Commercio (Setti), la Fondazione Cariliv (Venturini), l’interporto di Guasticce (Susini), oltre al sindaco Cosimi e al presidente dell’Authority Gallanti arrivati al termine dei lavori della commissione consiliare.
 Potrebbe essere l’indizio (e l’inizio) di «un nuovo modo di fare sistema», come l’ha chiamato Marco Susini. E anche del fatto che si comincia a riconoscere «l’esigenza di rompere gli schemi basati sulla rendita di posizione», come ha sottolineato Casini Benvenuti («un centro scomodo rispetto al pensiero dominante»). Perché - dirà poi il sindaco Cosimi - «abbiamo bisogno di un pensiero “lungo”, capace di ragionare in prospettiva». Gli scenari di previsione, aggiungerà Gallanti, «hanno un orizzonte che guarda ai prossimi 10-15 anni per impostare il lavoro già da ora». «Questo è un esempio virtuoso di decentramento universitario», ha ribadito Targetti. Parlano le cifre: il 41% delle lauree sono con il massimo dei voti (e fra queste 3 su 5 con lode), il 46% ha trovato una occupazione pertinente agli studi entro sei mesi dalla laurea e il 39% ha proseguito con la laurea magistrale o un master, sono 34 le aziende convenzionati per tirocini.
 Il nuovo laboratorio sarà coordinato da Patrizia Lattarulo (Irpet) e avrà come referenti-tutor Marino Lupi, Antonio Pratelli e Francesco Barachini, ne faranno parte un ricercatore Irpet (Leonardo Piccini), due giovani studiosi del Polo di logistica (Francesca Martini e Francescalberto De Bari), tre borsisti del Polo (Riccardo Gabriele Di Meglio, Alessandro Lazzeri e Silvia Ferrini). Ancora da nominare un assegnista ingegnere e il ricercatore incaricato da Unioncamere.

«Anche noi nell’asse fra Barcellona e Mar Nero»
 
Cosimi alla Regione: Livorno è la porta della Toscana, guai se resta fuori
 
 
 
 


 LIVORNO. L’asse Barcellona-mar Nero è al presente un rigagnolo dal punto di vista dei traffici merci ma, siccome l’Europa vede saturarsi i grandi corridoi a nord delle Alpi, Bruxelles ha deciso di mettere sul piatto qualcosa come 70 miliardi di euro. Livorno e il suo porto non vogliono stare alla finestra: è il messaggio che il sindaco Alessandro Cosimi ha inviato alla Regione senza troppi diplomaticismi («per la Regione speriamo di esser considerati come figli: non figliol prodigo, visto che non ci siamo mai allontanati, neanche elettoralmente»).
 E se ha cercato come interlocutore la Regione non è semplicemente perché Stella Targetti, la vice del governatore Rossi, era presente a Villa Letizia alla firma del protocollo d’intesa sul nuovo laboratorio di ricerca. Il riferimento è alla strategia che Firenze ha messo in campo a Bruxelles per fare entrare la Toscana al tavolo in cui si gioca la partita di questo nuovo corridoio europeo.
 Ok ai porti toscani come sistema ma riconoscendo ufficialmente che Livorno ne è capofila e non possono esserne azzoppati i vantaggi competitivi: ecco che Cosimi prova a rimettere in gioco per questa via anche il “lotto zero” e la velocizzazione del collegamento ferroviario con l’aggancio all’Alta Velocità. Altrimenti, tutto si ridurrebbe a togliere la terra sotto i piedi di Livorno e fare di Piombino lo sbocco al mare del sistema che ruota intorno a Grosseto e, soprattutto, a Siena.
M.Z.


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