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Comune unico? Meglio l'annessione alla Sardegna - Il Tirreno Elba
Il dibattito. L’associazione “Il Faro” di Marina di Campo lancia una proposta choc
MARINA DI CAMPO. Ma quale comune unico? Perché non richiedere l’annessione dell’Elba alla Sardegna, regione a statuto speciale che ha (vissuti però in grande) gli stessi, identici problemi connessi all’insularità di noi? A lanciare, nell’agone politico isolano, la proposta è l’associazione “Il Faro” di Campo. «Un comune unico all’Elba non si farà mai - asserisce Giuseppe Costantino, delegato del presidente del Faro - È una proposta non percorribile per le intrinseche lacune e lascia ampi spazi di discutibilità soprattutto in relazione alle allusive riduzioni dei costi legate al numero dei politici e non alla riduzione delle risorse umane dipendenti. Per non parlare poi degli escamotage legati all’iter d’istituzione.
Invece più facile sarebbe l’iter di annessione alla Sardegna. Nei mesi scorsi abbiamo appreso come il Presidente della Regione Sardegna abbia convocato una conferenza dei servizi per discutere sull’argomento Continuità territoriale dal titolo “un ponte aereo e navale per superare l’insularità”.
Una Regione che si batte per difendere e dare la possibilità ai suoi residenti e alle sue imprese il diritto alla mobilità e alla libertà delle stesse ad accedere ai mercati extraterritoriali, con la Continuità territoriale, intesa come strumento per il superamento della condizione di insularità».
La proposta di “staccarsi” dalla Regione Toscana nasce dalle molteplici disattenzioni della stessa nei confronti di tutto l’arcipelago. Basti pensare alla Sanità, alle risorse idriche, ai trasporti marittimi per non parlare di continuità territoriale, per farsene un’idea.
«L’articolo 132 - IIº comma della Costituzione della Repubblica Italiana, recita così: “Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni del comune o dei comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un’altra. Annessione che potrebbe essere oggetto di referendum popolare dei residenti dei nostri 8 comuni e perché no anche per Capraia e Giglio. Una scelta che potrebbe riattivare quell’identità oramai perduta e che la Regione Toscana non ci riconosce più da tempo, gli ultimi eventi sul problema Sanità ne danno conferma».
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