Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Orientagiovani, capire come costruire un futuro felice - Il Tirreno Livorno

 

Incontro organizzato dai giovani imprenditori di Confindustria Livorno
 
GIORGIO CARLINI
 LIVORNO. “Stay hungry, stay foolish”. Siate affamati, siate folli. È il messaggio lanciato ai giovani di tutto il mondo da Steve Jobs, il genio della tecnologia recentemente scomparso e già soprannominato “il Leonardo da Vinci del XXI secolo”. Siate affamati, siate folli. Le parole del fondatore della Apple sono riecheggiate anche nei giorni scorsi al Terminal Crociere, durante la diciottesima edizione di Orientagiovani, giornata di orientamento dedicata agli studenti.
 Circa 150 gli studenti delle classi quarte degli istituti superiori che hanno partecipato all’iniziativa organizzata dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Livorno. Obiettivo dell’incontro: dare ai ragazzi dei validi criteri per le loro scelte future nel complicato mondo del lavoro, e aiutarli a conoscere le proprie risorse, spesso nascoste. I giovani manager presenti hanno raccontato esperienze maturate per stimolare la creatività dei ragazzi. Dopo, la palla è passata agli studenti, divisi in gruppi e protagonisti di discussioni a tema con imprenditori e psicologi. Il tutto sotto la supervisione dei tutor dell’Associazione per lo sviluppo psicologico dell’individuo e della comunità (Aspic). «Abbiamo preso in prestito lo slogan di Steve Jobs - spiega Francesca Marcucci, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori - ma lo abbiamo adattato al nostro scopo. Il messaggio che vogliamo dare ai ragazzi è: volate alto, abbiate fantasia, ma allo stesso tempo non trascurate la concretezza». La ricetta per il futuro, insomma, è “sognare consapevolmente”. «Gli obiettivi degli studenti - prosegue - devono tener conto del mondo che cambia e del mercato del lavoro». Il messaggio è ripetuto da Claudia Cafferata, psicologa del lavoro e dell’orientamento universitario: «I ragazzi devono innamorarsi di una professione, come nella vita sentimentale. Ma non devono perdere di vista la realtà. Bisogna tener conto di cosa offre il territorio. Spesso alcuni lavori sono scartati perché ritenuti di livello inferiore. Ma è un pregiudizio, e sono proprio le professioni tecniche o “non qualificate” che spesso offrono più opportunità». In molti casi i ragazzi sono condizionati dall’esterno. «La famiglia vorrebbe sempre vedere il figlio laureato, ma noi sosteniamo che debbano essere rivalorizzatI anche i mestieri che non per forza richiedono una laurea». Infine, un consiglio per i lavoratori del futuro: «Fate molte esperienze: scolastiche, lavorative, sociali. Vi aiuterà a crescere. Guardatevi intorno, e acquisite conoscenza».

Annalisa deve ancora riflettere «La designer o la fisioterapista?»
 
 
 
 
 LIVORNO.  Annalisa, 19 anni, frequenta l’istituto commerciale Colombo (indirizzo grafico pubblicitario): «Continuerò gli studi dopo il diploma per avere una migliore qualifica. Intanto mi guardo intorno, ma la priorità al momento è proseguire con l’università».
 Le opzioni che ha in mente per un’occupazione sono due, molto diverse tra loro: «Vorrei fare la graphic designer. Però mi affascina da sempre fisioterapia».
Timori per la disoccupazione giovanile? «In parte. Per questo sto pensando a un’esperienza all’estero, anche per imparare un’altra lingua che è di certo utile per il lavoro. Mi auguro comunque che nel frattempo le cose cambino e ci sia più spazio per noi».

Le grandi speranze di Giammarco «Ma non voglio lasciare Livorno»
 
 
 
 
 LIVORNO. Giammarco ha 19 anni ed è iscritto all’istituto Geometri. È incerto sul futuro, ma ha grandi speranze.
 «Cosa farò nella vita? Bella domanda! Ancora non ho le idee chiare. Trovare un lavoro dopo il diploma non mi dispiacerebbe. Magari un’occupazione che mi conceda del tempo libero, ma forse pretendo troppo».
 Lui va controcorrente rispetto a chi ha già in mente di scappare all’estero: «Sono innamorato di Livorno. Vengo da Modena, mi sono trasferito qui da piccolo. Non lascerei mai questa città».
 Giammarco è uno spirito positivo. Nessun timore per il domani: «Con impegno e determinazione troverò la professione giusta per me».

La determinazione di Federico «Studiare e lavorare insieme»
 
 
 
 
 LIVORNO. Federico (18 anni) studia al liceo Carducci di Piombino e sembra avere le idee molto chiare.
 «Sono sicuro, farò l’università. Ma se nel frattempo trovassi un lavoretto non sarebbe male. I professori mi consigliano ingegneria, a me piacciono pure chimica e biologia. Diventare ingegnere biochimico sarebbe perfetto! Spero che con una buona specializzazione sia più facile trovare lavoro».
 Da ingegnere contribuirà alla “fuga dei cervelli”? Ora, prima di cominciare il percorso universitario, pare molto attaccato all’Italia. ma non si può mai dire. «Parto con l’idea di rimanere in Italia, ma se non avrò successo sì, c’è sempre l’estero».

Martina ha i piedi per terra «All’inizio giusto adattarsi»
 
 
 
 
 LIVORNO. Martina, 18 anni, ha scelto l’indirizzo chimico all’Iti.
 Priorità allo studio o al lavoro? «La cosa migliore sarebbe uscire dall’Iti avendo già alcune offerte. L’università è un forte stimolo, sono molto propensa, ma se arrivasse una buona proposta dovrei rifletterci. Mi piacerebbe la laurea in farmacia». Anche lei ha il giusto ottimismo per avere successo: «Spesso si dice che non c’è lavoro, ma secondo me dipende dal fatto che molti non si accontentano. Viste le condizioni di questo periodo, probabilmente noi giovani, almeno all’inizio, dovremo anche saper adattarci». Avere le proprie aspirazioni, ma nel frattempo guardarsi intorno. Questo significa “sognare consapevolmente”.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Formazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP