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La «terza linea» è all'orizzonte per evitare l'emergenza - La Nazione Livorno

 


INTANTO la terza linea del termovalorizzatore al Picchianti si farà. Continua a dirlo l’assessore all’ambiente Mauro Grassi sicuro — evidentemente — che ci sia roba da bruciare altrimenti le banche difficilmente daranno i finaziamenti per realizzare l’impianto. Livorno va per la sua strada mentre dovrà fare i conti — nell’immediato futuro — con il nuovo sistema di smaltimento dei rifiuti previsto dalla Regione: ato interprovinciale che abbraccia la costa Toscana. La strada è tracciata e Livorno si presenterà al tavolo dell’ato costa con i suoi impianti: discariche e inceneritori. «Non sono un esperto di politiche dei rifiuti — ha detto il capogruppo del Pd Massimo Gulì — ma in questo territorio non siamo mai entrati in situazioni di emergenza quindi abbiamo fatto la nostra parte».
DEL RESTO, dice Lamberti: «Se un inceneritore è pericoloso per la salute spetta al sindaco a dover tutelare la salute dei cittadini e quini pronto a far chiudere l’impianto». Parole alle quali fanno eco quelle di Ercolini dell’Osservatorio Rifiuti Zero: «Gli impianti di incenerimento sono strutture a richio. Sulla raccolta differenziata, invece, c’è solo la necessità di una maggiore cultura perché, vorrei ricordare, molti incidenti coinvolgono persone che stanno portando i sacchi dei rifiuti ai cassonetti». Se a Livorno questo fosse vero, bisognerebbe indagare sul posizionamento dei cassonetti: vicino alle strisce pedonali, dietro le curve o in situazioni che possono compromettere la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti. Una sollecitazione all’Aamps, per capire se nella nostra città si sono verificati simili episodi.

LO SCONTRO
«Niente megainceneritore o spaccheremo la maggioranza»
QUANDO l’assessore all’ambienta Mauro Grassi ha ricordato che il termovalorizzatore è stato inserito nella bozza del piano interprovinciale dei rifiuti ma è traguardato fra vent’anni e solo se l’area al Picchianti venisse smantellata, il presidente della commissione Andrea Romano, dell’Idv, è andato su tutte le furie. «L’ipotesi del mega termovalorizzatore non c’è — ha detto — la gente muore e qui si scherza. Se farete il termovalorizzatore si spaccherà la maggioranza». Parole che non hanno messo in difficoltà l’assessore Grassi: «Il tema non è maturo — dice — ed è chiaro che il dibattito rientra nel confronto sul piano strutturale. Il tema è di natura politica, in questa fase». Insomma i dipietristi non intendono nemmeno parlare di questa struttura e Romano ci mette del suo per scongiurare l’impianto, collezionando una sfilza di commissioni dove porta esponenti dell’osservatorio Rifiuti Zero che spesso e volentieri «fanno solo del terrorismo sanitario» ha detto disgustato Gianfranco Lamberti.


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