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Al via il «porta a porta» Coinvolti 10.000 cittadini - La Nazione Livorno

 

LA SPERIMENTAZIONE IL COMUNE PUNTA SULLA DIFFERENZIATA

La raccolta partirà dal quartiere periferico di Montenero
— LIVORNO —
SEPARARE l’organico dalla carta, l’alluminio dalla plastica e metterli nei sacchi che, nei giorni prestabiliti, saranno presentati alla porta della propria bitazione. In attesa che il furgone dell’Aamps passi per raccogliere il materiale e portarlo allo smaltimento. Via i cassonetti dalle strade e un pochino di pazienza in più per i cttadini che non possono più gettare tutto gli scarti della via quotidiana nell’obsoleto saccone della spazzatura riposto, secondo le vecchie abitudini, sotto il lavello. Ora si cambia musica. L’assessore all’ambiente Mauro Grassi ha suonato la sveglia alla raccolta differenziata rimasta, negli ultimi anni, solo uno slogan sui depliant autocelebrativi dell’efficienza amministrativa in materia ambientale. «Saranno diecimila i residenti del quartiere di Montenero interessati dalla raccolta porta a porta — spiega l’assessore Grassi in commissione ambiente — si apre così una fase di sperimentazione per valutare la risposta della cittadinanza a questo sistema di raccolta ed anche il costo per la collettività». Sarà l’Aamps, infatti, a predisporre un progetto che dovrà seguire l’iter autorizzativo della macchina amministrativa. Poi si andrà alla fase operativa con le varie fasce giornalieri ed orarie di deposito e raccolta durante la settimana. Inutile negare che dopo un iniziale entusiasmo che ha interessato anni fa questo tipo di servizio si è passati alla valutazione economica e sociale dell’impatto che la raccolta porta a porta aveva sui cittadini.
IL PRIMO ASPETTO da definire con chiarezza è il riscontro economico: ovvero quanto costa all’Aamps fare questo tipo di servizio? Ma soprattutto quanto incide sulla bolletta? Il secondo è il sistema virtuoso che si innesca potenziando la raccolta differenziata e portando i materiali al riciclaggio, ammesso sempre che ci sia un mercato che richiede certi materiali. Interrogativi e dubbi che, negli ultimi anni, avevano messo il freno al porta a porta. Ma i risultati raggiunti dalla vicina Capannori in provincia di Lucca dove pochi giorni fa si è tenuto un convegno sull’«Obiettivo rifiuti zero» fanno ben sperare. Del resto, nel manuale di buone pratiche, si legge che per la riuscita del servizio è necessario rispettare alcune semplici regole: utilizzare sacchi specifici, rispettare i giorni di raccolta, esporre i sacchi entro le 7 del mattino, ritirare i contenitori prima possibile dopo lo svuotamento e segnalare eventuali disservizi. La preoccupazione, sollevata da Maristella Bottino del Pdl è che anche questa volta la sperimentazione a Montenero resti solo uno slogan: «Vogliamo la certezza dei tempi — dice la consigliera — siamo sfiduciati dai continui ritardi su questo argomento».
MA L’ASSESSORE Grassi sembra voler portare in fondo gli impegni presi. E ha promesso controlli a quei palazzi nobili, indicati dal consigliere dell’Udc Salvatore Capuozzo, dove i residenti buttano la sporcizia nelle corti interne. Una cattiva abitudine che in qualche livornese è dura a morire.


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