
Formazione
Benvenuto
Benvenuto
«Dragaggi subito e i fanghi in mare Mi denuncino pure» - Il Tirreno Livorno
Al Propeller il presidente dell’Autorità Portuale conferma: la priorità sono i fondali. E dice sì alle crociere di Msc
CRISTIANO MEONI
LIVORNO. Fiorenzo Milani, detto Cino, l’ex capopilota del porto ora presidente del Propeller Club, fa subito capire che non si farà accademia. Legge una lettera in cui si parlava già della priorità di scavare i fondali e il canale d’accesso. «Ebbene, la lettera fu scritta dal capopilota Picchi a Marcello Fremura ed è datata 8 maggio 1989». Vent’anni sono passati e siamo ancora fermi a quel punto. Giuliano Gallanti, presidente dell’Autorità Portuale, è stato chiamato al tavolo del Propeller Club per dare delle risposte. E lui non delude. Magari fa arrabbiare, ma non delude. «Non vi preoccupate, dragheremo, a costo di sversare i fanghi in mare. Mi prendo io la responsabilità e, se volete, anche le denunce. Perchè se non draghiamo il porto velocemente, tutti i progetti che abbiamo fatto finora sono carta straccia».
Appare molto determinato, il presidente genovese. Molto sicuro di sè, consapevole che non esiste alternativa all’ottimismo. Per prima cosa, c’è da risolvere l’emergenza dei fondali: nel 2012 potremmo perdere anche la Yang Ming, che metterà sulla rotta navi da 8000 teus. Si dovrà pensare anche ai collegamenti ferroviari, «perchè se portiamo i binari sulla banchina Livorno diventa il primo porto ferroviario d’Italia».
Ma, insomma, i problemi sono questi non altri. «Invece non passa giorno senza che riceva lettere di qualcuno che chiede spazi e banchine. Stamani ne ho ricevute due. Ma non è pensabile che i nostri funzionari spendano il tempo a cercare di sistemare le navi. Ci sono irrazionalità, in questo porto, che non sono più ammesse. Noi, questo porto, lo vogliamo riorganizzare».
Gallanti ha portato le slide del piano di razionalizzazione del porto, che il pubblico conosce già. Ma vale la pena di soffermarsi su un paio di questioni irrisolte. Quella fra bacini di riparazione e Porta a Mare, ad esempio. «Abbiamo un bacino di 340 metri che tutto il Mediterraneo ci invidia, sfruttiamolo. Azimut Benetti e Porta Medicea sono disponibili a rendere compatibili tutte le funzioni. E le barche ora ormeggiate al Mediceo dobbiamo spostarle in un nuovo ormeggio, alla Bellana». Le chiama “barchette” e il presidente dello Yacht Club, Tommaso Spadolini, si risente: «Guardi che non sono barchette ma barche anche belle lunghe. Siete convinti che ci staranno alla Bellana?»
Altro conflitto da risolvere quello tra crociere e traffici di cellulosa. «Li dobbiamo tenere entrambi. Mica siamo matti ad affossare il settore della cellulosa. Ma come possiamo dire di no a Msc che vuol fare crociere di testa da Livorno? Le crociere portano ricchezza a Livorno. Ma non vi rendete conto che dietro avete la Toscana, che è una delle cinque regioni del mondo più conosciute?» E qui scatta l’applauso. «Il presidente del porto di Miami mi ha detto che loro fanno 6 milioni di crocieristi l’anno, ma se avessero dietro la Toscana ne farebbero il doppio».
Milani non si limita a fare il cerimoniere e incalza Gallanti con le domande. Come la mettiamo con il gigantismo navale? Come potremo accogliere le navi da 8000 teus? «Dragheremo, a costo di sversare in mare e di prenderci le denunce». «Ma è proprio sicuro che, anche dragando, le 8000 teus potranno venire a Livorno? - insiste Angelo Roma - Tenga presente che la Darsena Toscana ha una “camicia” a 13 metri e che queste navi pescano altrettanto». «Ma gli esperti mi hanno assicurato che potranno entrare» taglia corto Gallanti. Il tempo dirà se Gallanti è davvero troppo ottimista, ma visione e determinazione non gli mancano e, forse ieri sera, è bastato questo per rincuorare i livornesi.
Dati choc sui fondali
Solo 6 metri in alcune zone della Darsena Toscana
LIVORNO. Si sapeva che il porto si stava insabbiando. Ma non si immaginava che si stesse insabbiamento così velocemente e pericolosamente. La società incaricata dall’Autorità Portuale di misurare i fondali di tutto il porto ha concluso i rilievi batimetrici in Darsena Toscana e i primi risultati sono scoraggianti. In alcune parti della darsena ci sono 6 metri di fondale, in altre 9, rispetto a una profondità ufficiale di 12.
L’unico accosto che dove, per ora, i detriti portati dallo scolmatore non hanno avuto modo di sedimentarsi è il 14/c, quello della Tdt dove ormeggiano le grandi portacontenitori: qui la profondità, per via dell’azione delle eliche delle maxi-navi, è di almeno 13 metri. Ma i fondali cominciano ad abbassarsi anche in ormeggi fino a poco tempo fa considerati sicuri, come il 14/b e il 14/d.
Un quadro molto preoccupante, quello che emerge dai rilievi batimetrici, che l’Autorità Portuale metterà a disposizione della Guardia Costiera per gli opportuni provvedimenti. Se si dovesse accertare il venir meno delle condizioni di sicurezza della navigazione, la capitaneria potrebbe ridurre i pescaggi massimi autorizzati.
I rilievi batimetrici indicano in maniera lampante che l’interramento è causato dallo scolmatore: i sedimenti entrano dallo sbocco del canale dei Navicelli - dove la profondità è di sei metri circa - e si depositano sulla sponda ovest della Darsena Toscana. Molto problematica la situazione dell’accosto 14/a, lo stesso dove un paio di mesi fa è rimasta in secca una portacontenitori: non vi sarebbero più di 9 metri di fondale. Una zona con fondale inferiore a 12 metri è anche all’accosto 14/b, che viene usato da Tdt per le portacontenitori di dimensioni medie. Nessun problema al 14/c, mentre al 14/d il fondale presenta alcuni addensamenti di materiali. Un paio di settimane fa una portacontenitori della Msc ha scandagliato 11 metri e 10 di profondità rispetto a una pescaggio della nave di 11 metri: solo 10 centimetri di margine per non “grattare” sul fondo. Sulla Sponda Est della Darsena Toscana la situazione sembra migliore. Dieci metri di profondità all’accosto 15/a, dodici al 15/b e 15/c. Dati ancora grezzi, da valutare bene prima di prendere decisioni che potrebbero avere effetti negativi sulle attività del porto. Ma che devono far riflettere sull’urgenza di mettere fine a una situazione durata fin troppo a lungo.
C.M.
Bonistalli non se ne sta zitto «Lei si sbaglia»
LIVORNO. Enrico Bonistalli, agente marittimo, è stato fra i pochissimi a non unirsi al coro di consensi per Gallanti. «Vedo che lei, nella discussione del piano regolatore, ha convocato le associazioni di categoria per penultime. Ma abbiamo più cose da dire noi che dei funzionari di Civitavecchia». Gallanti: «Prima convochiamo gli operatori direttamente interessati, poi le associazioni, per ultime le istituzioni, mi pare normale». Ma Bonistalli insiste: «Forse lei non sa che a Livorno le associazioni sono quelle che portano i traffici». Poi a fine serata sbotta: «Tutti sono rimasti in silenzio. Abbiamo perso un’occasione per discutere pubblicamente».
Per lui la maglia di Igor Protti
E il sindaco deve accontentarsi del numero 5 di Stankovic
LIVORNO. «Un genovese ci ha preso in C2 e ci ha portato in serie A. Presidente Gallanti, lo faccia anche lei». Gallanti, che conosce Aldo Spinelli, non si agita per il paragone e sorride. E sorride ancor più quando Fiorenzo Milani tira fuori dal cilindro la sorpresa della serata: regalando al presidente, gentile ospite del Propeller, una maglia amaranto con il numero 10 e con il nome di Gallanti al posto di quello, sacro, di Protti. E’ lui il fuoriclasse che deve far segnare il porto.
E così il sindaco Alessandro Cosimi deve accontentarsi di una maglia molto meno simbolica: lui è interista e Milani gli regala la maglia numero 5 di Stankovic. Ma perchè proprio Stankovic, si chiedono tutti in sala? Interpretazione autentica: «Un po’ perchè è stanco lui, il sindaco, un po’ perchè siamo stanchi noi. Rende l’idea?».
Altri articoli di Formazione

News Correlate


Scopri anche...

CONFINDUSTRIA TOSCANA
CENTRO E COSTA
Delegazione di Livorno
Via Roma, 54 - 57126 Livorno
Tel. +39.0586.263011
Fax +39.0586.804192
Delegazione di Massa Carrara
Viale XX Settembre 118, 54033 - Carrara (MS)
Tel. +39.0585.846326
Fax +39.0585.841901
Email segreteria.lims@confindustriatoscanacentroecosta.it
PEC info@pec.confindustrialivornomassacarrara.it
CONFINDUSTRIA
LIVORNO
MASSA CARRARA
Via Roma, 54
57126 Livorno