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Porto, soci in guerra con la gestione - Il Tirreno Cecina domenica 16 ottobre
A scatenare le polemiche la presentazione dell’innalzamento della diga
I proprietari dei posti barca contestano l’operato della società guidata dall’avvocato Paoletti
MARIO MOSCADELLI
ROSIGNANO. Più che un’assemblea è stata la resa dei conti dei soci del porto di Rosignano nei confronti della società che gestisce le strutture di Crepatura. Ovvero la Cala de’ Medici Servizi srl, azienda creata ad hoc nel 2005 e a cui la Marina Cala de’ Medici spa, quella che racchiude i proprietari dei posti barca, si è legata con un contratto di global service. Oltre quattro ore di infuocata discussione, ieri mattina nell’auditorium di piazza del Mercato a Rosignano Solvay, dove alla fine la maggioranza dei soci presenti - nonché titolari degli ormeggi - ha manifestato a gran voce l’intenzione di voler recedere il contratto che li lega all’azienda guidata dalla project manager Maria Paoletti. Contratto che secondi molti soci nasce da «un conflitto d’interesse che li ha penalizzati». Ma la decisione di recedere, se assunta, metterebbe a rischio anche il progetto di innalzamento della diga frangiflutti. Opera presentata durante l’assemblea e che in pratica ha fatto da innesco alle aspre polemiche.
La diga. I lavori dell’assemblea si sono aperti intorno alle 10,30. Al tavolo i rappresentanti del cda della Marina Cala de’ Medici spa, realtà che oggi racchiude i 491 titolari di posti barca, ma che ha come principale azionista proprio la Servizi srl. A presiedere Piergiorgio Fornello. Alla sua destra Maurizio Villani e Maria Paoletti, alla sinistra Matteo Ratti e Flavia Pozzolini. Davanti a loro una platea di circa 100 soci. La riunione si è aperta con le votazioni per il rinnovo del collegio sindacale (vedi box in alto, ndr), per poi passare alla presentazione del progetto per la diga di sopraflutto. Ad illustrarlo Raffaele Boccaccini: l’ex assessore all’urbanistica del Comune di Rosignano, fa parte del gruppo di lavoro a cui il porto ha dato mandato di studiare l’intervento. Un intervento reso obbligatorio da una prescrizione della Commissione di vigilanza e collaudo (organismo formato da Comune, Genio civile, agenzia del Demanio e dal compartimento marittimo di Livorno), che nel 2005 richiese di alzare la protezione di 2 metri per motivi di sicurezza e per evitare i problemi causati dall’aerosol marino, ovvero il superamento della diga da parte delle onde. Aspetto, quest’ultimo, molto sentito dai soci, visto che crea notevoli disagi alle imbarcazioni. Dopo una serie di bocciature a opere in cemento armato, l’ultimo progetto elaborato ha ricevuto dal Comune il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica (la numero 544 del 4 ottobre scorso). «L’innalzamento che ha ricevuto un primo ok - spiega Boccaccini - è costituito da una serie di pannelli trasparenti ancorati e fissati all’attuale muro con strutture in acciaio. La diga sarà rialzata di 2 metri e 60 centimetri, con la parte più alta ricurva verso il mare. La superficie totale d’intervento è di 1700 metri quadrati». Ma da che materiale sono fatti i pannelli? Da uno Pmma speciale, è scritto nel foglio informativo consegnato ieri ai soci, ovvero una plastica formata da polimeri del metacrilato di metile. «È in sostanza un materiale tipo quello che si utilizza negli acquari», spiega Boccaccini. Ora il piano dovrà essere esaminato nuovamente dalla Commissione e poi potrà essere appaltato. L’intervento, se esteticamente approvato dai quasi tutti i soci, ha sollevato accese critiche sia sul piano dell’efficienza sia sul piano economico. Da contratto, la sopraelevazione è a carico della Cala de’ Medici Servizi (costo di circa 500mila euro), ma la manutenzione se la dovranno pagare i soci: «6.400 euro l’anno per quella ordinaria, più una cifra di 70-80mila euro ogni dieci anni per quella straordinaria», ha spiegato lo stesso Boccaccini.
Soci in rivolta. E i costi di cura di questo innalzamento hanno scatenato le polemiche. In un primo momento i soci hanno chiesto di mettere ai voti l’opera (col rischio di essere bocciata), ma il cda ha mediato chiedendo di attendere almeno il progetto esecutivo. E così i proprietari dei posti barca hanno spostato l’obiettivo sul vero bersaglio: la Cala de’ Medici Servizi, in questo caso nella persona dell’avvocato Paoletti. I soci hanno iniziato a lamentarsi di prestazioni ritenute «troppo costose» e di una «situazione finanziaria della società poco rassicurante». La rabbia si è finalizzata con la richiesta ufficiale al cda di impegnarsi nel cercare una strada per recedere il contratto che lega i titolari delle barche alla Servizi srl. Insomma, gli attuali soci vorrebbero gestire da soli il porto di Rosignano.
«Chi protesta è una minoranza»
Paoletti: «Avanti fino alla scadenza della concessione»
MA.MO.
ROSIGNANO. È rimasta ad ascoltare per quasi tutta l’assemblea, nonostante la maggior parte degli interventi dei soci riguardassero la sua società, la Cala de’ Medici Servizi. «Troppa bagarre, ho preferito stare in silenzio», dice Maria Paoletti, project manager del porto, che contattata successivamente afferma: «Come rappresentante della società respingo gli attacchi mossi nell’assemblea da un gruppo di soci, che è solo una minoranza. Credo di non sbagliare nel sostenere che chi ha mosso accuse verso la Servizi non sia di più del 15% dei soci». Paoletti entra nel merito della gestione del porto. «Noi abbiamo dimostrato con i fatti di saper gestire un porto molto complesso come quello di Rosignano. Gli standard che abbiamo raggiunto sono riconosciuti da tutti e il progetto per l’innalzamento della diga, ben presentato dall’ingegner Boccaccini, andrà a rimediare con efficacia ad un difetto imponderabile al momento della costruzione del porto». E sulla richiesta dei soci recedere dal contratto? «La Servizi andrà avanti continuando a garantire quelle prestazioni che ci hanno permesso di diventare un approdo importante. Ma vorrei ricordare ai soci che il contratto che hanno firmato ha come data di scadenza quello della concessione», ovvero il 2048.
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