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Traghetti, aerei, sanità : la ricetta di Confindustria per l'Elba - Il Tirreno Elba

 

«Senza unità non ci potrà essere sviluppo»
 
Ancora incerto il futuro dei voli, la gara Toremar e l’assegnazione degli slot extra bando
 
 PORTOFERRAIO. Unità e sviluppo. Questo il binomio che per il direttore di Confindustria Livorno, Umberto Paoletti, può salvare l’Elba. In mezzo all’infuocato dibattito sul Comune unico, all’indomani della protesta di piazza sulla sanità, a fronte delle incertezze su partite importanti come i trasporti e il fronte mare di Portoferraio, l’associazione degli industriale intende sollecitare il territorio a compiere scelte indispensabili perché «le potenzialità ancora inespresse - afferma Paoletti - si concretizzino».
 Confindustria non ha mai negato il proprio appoggio al Comune unico.
 «Ribadiamo che per noi è un passo indispensabile per evitare, come accade da anni, che i problemi che riguardano l’Elba si fermino sul canale e restino invisibili al continente. Gli esempi più clamorosi di tutto questo sono la continuità territoriale, la vicenda sconcertante della sanità, la gestione dei rifiuti. Ciascuno di questi aspetti ha costi elevatissimi per i cittadini elbani, per lo sviluppo delle attività economiche, per non parlare della salute e, aspetto non secondario, i costi della macchina amministrativa e la lentezza con la quale si procede nella definizione delle varie istruttorie, dall’urbanistica a tutto il resto».
 Che idea si è fatto della protesta elbana sui tagli alla sanità?
 «E’ incomprensibile come un luogo ad altissima concetrazione turistica come l’Elba debba dibattersi nella situazione che stiamo vivendo negli ultimi tempi. Tra l’altro l’immagine che ne scaturisce verso l’opinione pubblica turistica italiana è pessima. Non incentiva certamente il turismo sapere che non si è garantiti dal punto di vista sanitario. L’esempio della sanità conferma la necessità di un fronte comune, una massa critica tra le istituzioni e le categorie economiche verso le diverse sedi istituzionali che di volta in volta sono competenti».
 Una necessità, immagino, sentita anche su altri fronti.
 «Un esempio specifico è la storia infinita dell’aeroporto: l’assenza di una strategia adeguata ad oggi non ha reso possibile il completamento delle procedure e la certezza di poter disporre di continuità territoriale durante tutto l’anno. Ma la stessa cosa vale per i traghetti. Alla privatizzazione di Toremar siamo arrivati con un anno di ritardo e il tempo non è una variabile indipendente per lo sviluppo. Ancora oggi siamo in corso di definizione dell’assegnazione definitiva e di conoscere gli orari dei traghetti per il prossimo anno. Non solo. C’è un altro elemento di altissima criticità: l’assegnazione degli slot extra bando, indispensabili per la concorrenza. Da parte delle categorie, tramite la casa comune delle imprese che è la Camera di Commercio, è stato fatto uno sforzo di unità per riuscire a parlare con una voce sola. E’ un passo che anche le istituzioni devono compiere».


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