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Discarica, «Vogliamo il referendum per il ritiro delle autorizzazioni» - La Nazione Livorno domenica 9 ottobre 2011
Comitato e Vertenza Livorno uniti contro il progetto di Monte La Poggia
«VOGLIAMO un referendum per il ritiro delle autorizzazioni sulla discarica del Limoncino». Vincenzo Baggiani di Vertenza Livorno fa sentire la sua voce a fianco dei leader del Comitato contrario alla discarica Rosaria Scaffidi e Patrizio Rossi. E ieri mattina nei locali della parrocchia di Sant’Andrea tutti insieme hanno dato la notizia: «Raccoglieremo le firme necessarie (5mila, ndr) per fare una consultazione popolare e chiedere alla Provincia che ritiri le autorizzazioni». Una richiesta che, secondo qualche legale, non potrà essere fatta perché su atti amministrativi si può ricorrere al Tar ma non indire referendum abrogativi. Ma quella del referendum è solo l’ultima delle tante iniziative alle quali il comitato sta lavorando. Consapevole che, come abbiamo anticipato ieri su queste colonne, lo stress-test non metterà in discussione la realizzazione della discarica. Si limiterà a dare indicazioni su possibili miglioramenti sul fronte ambientale. «Ringraziamo il consigliere provinciale del Pdl Alessandro Corsinovi — dice l’avvocato Rossi, legale del comitato — perché è l’unico che si impegna su questa vicenda. Siamo rimasti male quando abbiamo letto che per lo stress-test è stato informato solo l’imprenditore Bellabarba. Perchè anche noi siamo parte in causa e quindi dobbiamo essere informati. Ci riserviamo comunque di contestare le risultanze».
IL COMITATO contesta questo incarico: «E’ solo una bufala — continua l’avvocato — per di più a spese dei cittadini. Con uno stanziamento che è sceso da 54mila euro a poco meno di 50mila euro, pensavamo di vedere sul posto macchinari tecnologici capaci di fare simulazioni, invece apprendiamo che sarà una prova che si svolgerà praticamente nelle sedi dell’Università e della Provincia. Vorrei capire con quali garanzie?». Il Comitato contesta anche la gestione del procedimento, affidata al geologo Bartoletti: «Non ha le competenze di un ingegnere geotecnico — attacca — perché in Provincia è solo un burocrate». Sulla professionità del geologo Bartoletti, comunque, esistono pochi dubbi anche perché in materie ambientali e sul fronte della difesa del suolo e delle coste segue per l’amministrazione provinciale partite piuttosto delicate. Ma Rossi prosegue: «Non ci è permesso di partecipare a questa fase perché continua la carenza di partecipazione che ha segnato tutta questa vicenda. A dimostrazione che a Livorno la legge non è uguale per tutti». Per questo il Comitato collecita la Procura: «I giorni passano — dicono i frontisti — e a fine mese la discarica potrebbe essere aperta. Ci sono già contatti con la Romania interessata a portare qua i rifiuti. Cosa sta aspettando la Procura? Perché non risponde alla richiesta del pm di sequestrare la discarica? E perché la relazione della terza commissione provinciale, che denunciava gli aspetti poco chiari di questa cvicenda, è stata insabbiata. Cosa c’è sotto?». Così percorrono l’unica strada che sembra davvero scivolosa in tutat questa vicenda, ovvero la via del Limoncino. «Noi siamo frontisti e in quanto tali — dice l’avvocato Rossi — proprietari come Bellabarba della strada che porta alla discarica. La strada è stretta e resterà tale, perché non daremo mai l’autorizzazione all’allargamento. Sia chiaro».
Michela Berti
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