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«Il porto verde di San Giovanni serve anche per combattere il degrado» - La Nazione Elba domenica 9 ottobre
PORTOFERRAIO LA RISPOSTA DEL COMITATO ALLE CRITICHE DI LEGAMBIENTE
— PORTOFERRAIO —
«IL DEGRADO è sotto gli occhi di tutti. Concentrare nell’area Porto Cantieri tutto lo sviluppo del Waterfront inibirebbe la riqualificazione della nostra frazione». A protestare sono gli “Amici di San Giovanni”, località della rada del capoluogo isolano dove il progetto di riqualificazione dell’intero fronte mare portoferraiese prevede la localizzazione di un approdo turistico a basso impatto ambientale sul quale ultimamente si sono levate alcune voci critiche.
«CI STUPISCE in particolare – dicono gli Amici di San Giovanni - l’intervento di Legambiente che sembra individuare come unica criticità della nuova pianificazione la realizzazione dell’approdo turistico in San Giovanni, stranamente sottacendo tutte le problematiche ambientali legate alla cementificazione ed agli escavi dell’area Porto Cantieri. Zone umide del Waterfront di pari pregio sono Punta della Rena ed il Fosso di Riondo, che però non sembrano attrarre eguale attenzione del Cigno Verde. Concordiamo comunque sul fatto che la realizzazione dell’opera dovrà passare attraverso la costituzione di una società cooperativa senza scopo di lucro che garantisca così un maggiore investimento sulla qualificazione del territorio».
GLI AMICI di San Giovanni difendono il progetto del comune e auspicano che venga portato avanti. «Nei passaggi di presentazione al pubblico della Variante – aggiungono - si nota chiaramente quanti oneri sono posti in capo al realizzatore dell’approdo turistico in San Giovanni, dalle opere di infrastrutturazione quali strade e parcheggi alla bonifica delle aree, alla ricostruzione della scuola. E ciò senza alcun ritorno in termini di sviluppo edilizio, tutto concentrato nell’area Porto Cantieri. Non a caso l’amministrazione comunale ha sempre pensato l’approdo di San Giovanni come un esempio di “porto verde”.
«E’ PALESE che un ridimensionamento dell’approdo, oltre a non comportare alcun concreto “vantaggio” ambientale, rende economicamente non sostenibile l’intervento con conseguente abbandono dell’area nel suo attuale stato di degrado. Ci auguriamo che il Comune, dopo lunghi anni di studi e valutazioni, possa raccogliere i frutti di tale opera, senza cedere alle pressioni volte a favorire il solo sviluppo del Porto Cantieri che già tanto ci pare abbia potuto ottenere dalla pianificazione in atto».
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