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Il sindaco e le 50 firme «Ok alla partecipazione sul piano strutturale» - Il Tirreno Livorno domenica 9 ottobre

 


 
ALESSANDRO GUARDUCCI
 LIVORNO. Sono più di 50 le firme apposte alla lettera con cui è stato chiesto al sindaco di aprire alla massima partecipazione possibile il percorso per la revisione del piano strutturale. Tra questi diversi esponenti politici e rappresentanti di comitati (vedi quello del no all’ospedale a Montenero) e di associazioni, che hanno invitato Alessandro Cosimi e i consiglieri di tutti i gruppi consiliari del Comune a un incontro sull’urbanistica che si terrà domani alla libreria Gaia Scienza, a partire dalle 17,30.
 Un appuntamento che di fatto apre il confrontro tra la società civile e il Comune sulla modifica degli strumenti urbanistici. Tutto questo alla vigilia della pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dell’incarico per il nuovo Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico: Cosimi ha infatti annunciato che sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro la fine del mese in corso.
 Al riguardo, il sindaco ha definito «fondamentale» il percorso partecipativo e di ascolto della città in tutte le sue componenti: un percorso, ha detto, «che consentirà all’amministrazione comunale di aprirsi alla cittadinanza per definire concretamente i bisogni, le aspirazioni e le tendenze in atto nella società livornese e costruire la città del futuro». Quindi la richiesta dell’Osservatorio Trasformazioni Urbane e delle altre associazioni sembra essere stato già raccolto dall’amministrazione. Tanto che la giunta ha deliberato anche la realizzazione dell’Urban Center, che avrà sede in una struttura di proprietà comunale (ma non al Cisternino). «Seguiamo l’esempio di Bologna», dice Cosimi. Che poi, rivolgendosi ai firmatari della lettera, conclude con un pizzico di polemica: «Apriremo alla partecipazione verso i cittadini ma deve essere chiaro a tutti che non esistono i professionisti della partecipazione, cioè coloro che ritengono di detenere lo spirito della partecipazione. C’è la partecipazione e basta»

HANNO FIRMATO
 
 
 
 
 LIVORNO. Tra associazioni e singoli cittadini, molti dei quali aderenti a movimenti e partiti politici, sono 53 le firme apposte al documento sul Piano strutturale.
 Hanno infatti sottoscritto il documento le seguenti associazioni: Osservatorio Trasformazioni Urbane, Associazione Agire Verde, Associazione Casa Territorio - Livorno, Associazione Centrodonna Evelina De Magistris, Associazione Ecomondo Appl (Assemblea Permanente per la Partecipazione a Livorno), Cittadini Ecologisti, Comitato Promotore del Referendum sull’Ospedale di Livorno, Lab, Unione Inquilini, Wwf Livorno.
 Ed ecco i nomi di tutti i firmatari: Francesco Agapite, Giacomo Bazzi, Daniela Bertelli, Leonardo Bertelli, Vito Borrelli, Antonio Breschi, Paolo Bruciati, Marco Cannito, Giovanni Ceraolo, Daniela Chimenti, Andrea Cionini, Simona Corradini, Lorenzo Cosimi, Letizia Del Bubba, Chiara De Marino, Daria Faggi, Marusca Falanga, Claudio Frontera, Paolo Gangemi, Maurizio Giacobbe, Lamberto Giannini, Marcello Lenzi, Francesco Marani, Stefano Mecacci, Paola Meneganti, Ignazio Monterisi, Daniela Miele, Sergio Nieri, Maila Nosiglia, Fabio Papini, Maurizio Pazzaglia, Salvatore Picardi, Graziella Pierfederici, Francesca Pritoni, Lucia Posarelli, Mario Puggelli, Annalisa Ravenna, Stefano Romboli, Ruggero Morelli, Tommaso Tocchini, Moreno Toigo, Gabriele Volpi.

Le proposte e le nostre richieste per una collaborazione critica
 
 
 
 
 Tre anni fa, nel giugno 2008, il Comune di Livorno ha sottoscritto, con la Regione Toscana, il protocollo di intesa previsto dalla legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 “Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali”. In questo modo ha scelto di condividere la lettera e lo spirito di questa legge, che dice, significativamente, all’art. 1 “la partecipazione alla elaborazione e alla formazione delle politiche regionali e locali è un diritto.....”
 La legge regionale, inoltre, apre la possibilità agli Enti locali, di richiedere alla Regione stessa risorse per attivare processi partecipativi. Pensiamo che la revisione del Piano Strutturale sia una occasione esemplare per attivare e sperimentare processi di partecipazione. Soprattutto se l’amministrazione locale pone tra i suoi obiettivi quello che la comunità lo senta come proprio, vi si riconosca perché contiene le immagini che la comunità locale assegna ai luoghi di vita e di relazione.
 Un Piano strutturale, infatti, stabilisce le grandi direttrici strategiche (economiche, sociali, territoriali) che orienteranno nei prossimi anni tutti gli interventi di trasformazione e conservazione dei luoghi, nonché le tutele ed i vincoli da applicare alle diverse porzioni di territorio, in relazione alle loro caratteristiche morfologiche, ambientali, paesaggistiche e alle loro qualità storiche e culturali. Ed è un disegno che avrà un forte impatto sulla vita quotidiana e sulle relazioni sociali dei cittadini e delle cittadine che, pensiamo, hanno il diritto ed il dovere di essere protagonisti di scelte che li riguardano fortemente.
 Inoltre “....In generale si può affermare che l’adozione dei metodi di partecipazione tende a ricostruire un equilibrio tra attori forti (portatori di interessi economici e lobbies) e attori deboli (portatori di interessi generali e diffusi) o, come spesso si afferma, a garantire la presenza del terzo attore (gli abitanti) tra istituzioni e mercato” (Donatella Venti, introduzione al volume di selezione di esperienze di urbanistica e progettazione partecipata e comunicativa, Europolis, Convegno Inu-Wwf Bologna 25 febbraio 1996).
 Chiediamo, quindi, che l’amministrazione comunale, in occasione della revisione del Piano strutturale della città, attivi un processo partecipativo, predisponendo un progetto di coinvolgimento della cittadinanza in tutte le fasi mediante: 1) La discussione e approfondimento delle “linee guida”, già approvate dal Consiglio comunale. È evidente che, in questo caso, si tratta di una partecipazione su scelte già compiute, mancando il passaggio fondamentale del coinvolgimento nella formazione delle scelte. 2) La creazione di un Urban Center nel centro città dove consultare e discutere tutta la documentazione e gli elaborati degli strumenti urbanistici, a cominciare dallo stato di attuazione del vigente piano (superfici previste per: civile abitazione, commercio, servizi, verde pubblico, etc.) secondo le schede riassuntive approvate.
 3 La messa in campo, nelle fasi di predisposizione, redazione, adozione/approvazione, attuazione, di molteplici forme e modelli di partecipazione attiva, per altro già ampiamente sperimentate a livello nazionale e internazionale, alcuni dei quali attivati anche a Livorno, attraverso l’esperienza di Cisternino 2020 e di “Pensiamo in Grande”; l’indicazione esplicita, nel bando di affidamento di incarico di predisposizione del Piano Strutturale, del nesso progettazione/partecipazione.
 Chiediamo, inoltre, un incontro al sindaco ed agli assessori in indirizzo per illustrare le nostre richieste e proposte, nello spirito di una collaborazione, nello stesso tempo, critica e propositiva. Altri importanti comuni toscani hanno iniziato esperienze di urbanistica partecipata (es. Siena, Grosseto e Firenze).
 Una città come la nostra così ricca di comitati e di organizzazioni di cittadinanza attiva che chiedono ascolto e informazione alle istituzioni non merita di essere privata di una occasione di confronto così importante.


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