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Un Comune unico contro le divisioni «Solo così si cresce» - Il Tirreno Elba

 

PORTOFERRAIO. Un Comune unico per decidere e risparmiare. Non solo e non tanto sui costi della pubblica amministrazione, sui gettoni di presenza di assessori e consiglieri. Non solo e non tanto per semplificare e rendere più efficiente l’ente pubblico. Ma per far sì che le divisioni non ricadano sulle tasche degli elbani. Quelle divisioni che impediscono le scelte, bloccano lo sviluppo, costano. Questo il parere del sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, sul Comune unico
 Nel botta e risposta tra favorevoli e contrari che ha preso il via in questi giorni, contestualmente alla raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale per la fusione degli otto Comuni elbani, Peria scende in campo per cominciare a fare esempi concreti di quello che significherà un’unica amministrazione comunale. «A breve a Portoferraio - afferma - cominceranno i lavori per le case peep, la portualità e numerose altre opere pubbliche. Perché, quando si faranno, gli elbani dovranno pagarli il 20% in più rispetto agli altri cittadini del continente? Semplicemente perché all’Elba non c’è una discarica per gli inerti e con otto Comuni, che non si metteranno mai d’accordo, non ci sarà mai e i costi continueranno ad essere alti: gli elbani cioè pagheranno di più le loro case». Le divisioni, afferma Peria, sono comprensibilmente frutto della volontà di ciascun sindaco di non entrare in conflitto con una parte dei propri cittadini. Ma questo rafforza la necessità di un Comune unico. «Porto un altro esempio - continua - a inizio 2005 venne siglato un accordo che prevedeva l’ampliamento della discarica del Literno. Secondo studi autorevoli se con quell’intervento fossimo stati in grado di gestire all’Elba i nostri rifiuti anzichè portarli in discarica a Rosignano ogni elbano avrebbe risparmiato fino al 30% di tassa o tariffa per la raccolta e lo smaltimento della spazzatura».
 Il sindaco riconosce che sia legittimo avere dubbi e preoccupazioni rispetto al Comune unico «ma il rischio è quello di continuare a non decidere e quindi continuare a pescare nelle tasche dei cittadini. A questo proposito merita una riflessione anche il dibattito sullo sviluppo dell’isola che qualcuno vede ancora legato alle seconde case ma per molti altri non è più così. Se ognuno va per conto suo c’è il rischio che ci rimettano tutti e le scelte di ciascun Comune si traducano in danni per l’intera economia dell’isola». Per Peria neppure portare da otto a tre i Comuni dell’isola risolverebbe il problema. «Chi propone tre Comuni anzichè il Comune unico - spiega - riconosce chiaramente che otto amministrazioni locali non possono più esistere ma in questo modo non risolve il problema dell’incapacità di trovare un accordo e prendere decisioni che ci ha fatto e ci sta facendo perdere credibilità come territorio». Peria invita tutti a firmare per il referendum. «Qualunque sia la loro opinione - conclude - è importante che si vada al referendum e finalmente si prenda una posizione sul Comune unico».


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