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«Basta con le inutili politiche del mattone» - La Nazione Livorno

 

PIANO STRUTTURALE L’AFFONDO DI VITTORI, RESPONSABILE LAVORO DI SEL, CRITICO CON LA GIUNTA

«FA PIACERE che con un ritardo di soli due anni, impegnati nella definizione della localizzazione del nuovo Ospedale, e dopo che Sel ha alzato la voce, parta il lavoro per l’affido del nuovo piano strutturale». Vittorio Vittori (nella foto), responsabile lavoro dei Sel, non risparmia critiche alla giunta comunale sui ritardi del piano strutturale. «Colpisce — spiega Vittori — la cifra che è stata messa a disposizione (1.300. euro, comprensivi degli studi preparatori e del vero e proprio lavoro di predisposizione?); colpisce nel comunicato della giunta l’enfasi che è posta all’obiettivo del lavoro e dell’occupazione. Da anni chiediamo che la città si dia questo un nuovo strumento di programmazione territoriale ed economica, esaurito il precedente. Questa esigenza è acuita dallo scoppio della crisi economica e finanziaria e impone di ripensare radicalmente le politiche fin qui condotte anche localmente. È importante il contenitore (Piano Strutturale) ma non meno importanti saranno i contenuti».
«NON SONO più riproponibili meccanismi di crescita economica ed occupazionale legati al mattone — prosegue Vittori —; la città ha già oggi un’offerta di vani abitabili superiore alla domanda, e sopratutto non corrispondenti alla qualità sociale della domanda. La tesi che la domanda avrebbe trovato più facile accesso a fronte di una offerta diffusa si è dimostrata fallace, la crisi economica e sociale ha aggravato questo dato di fatto. Abbiamo una città con un alto tasso di inoccupazione che non potrà trovare risposta nell’ulteriore consumo di territorio, ma solo in una visione integrata di Livorno col suo porto, con le città limitrofe (non è accettabile che l’insediamento di Ikea a Pisa alimenti da parte dei nostri amministratori polemiche campanilistiche, e, addirittura, col presidente della Regione, invece che occasione di integrazione economica e occupazionale) e con la politica di governo regionale. Abbiamo da innovare il sistema economico e produttivo: la scelta di un piano energetico che consenta di riconvertire ambientalmente il nostro porto (non ci sono solo le centrali a biomasse, ci sono anche le navi da crociera); migliorare il bilancio ambientale complessivo è una necessità economica, occupazionale e di qualità della vita di tutti i livornesi. Un piano per i livornesi del 2020 deve tenere di conto del fatto che già oggi il 10% dei livornesi sono cittadini immigrati. Il piano è un treno che Livorno non può perdere; su questo terreno si decide il suo futuro».


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