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«Abbiamo 139 soluzioni contro la crisi» - La Nazione Piombino

 


Piombino: parla Nedo Rossi, il presidente dell’associazione inventori toscani
— PIOMBINO —
DIECI ANNI fa nasceva a Piombino la prima Associazioni inventori toscani d’Italia. Di brevetti in questi anni ne sono stati fatti molti, tante idee e tanti progetti. Oggi l’Associazione lancia una proposta concreta al mondo imprenditoriale, alle prese con una difficile crisi economica. Il presidente Nedo Rossi ripercorre questi dieci anni. «Ad ottobre 2001 i soci iscritti erano 18. Dopo dieci anni i soci sono arrivati a quota 122. Non solo soci che abitano in Toscana, ma anche laziali, emiliani, umbri e marchigiani. I soci dell’Associazione ad oggi dispongono della proprietà intellettuale di 139 brevetti, oltre a 35 idee chiuse in cassaforte che attendono, prima di essere rese note, di poter depositare la relativa domanda di brevetto».
LE IDEE brevettate spaziano un po’ in tutti i campi? «Ci sono brevetti nel settore della sicurezza sul lavoro, che possono evitare morti bianche e gravi infortuni anche invalidanti; ulteriori brevetti nel settore della sicurezza in auto; brevetti per la sicurezza di chi va in mare, che possono evitare l’annegamento. Molti sono brevetti che riguardano la creazione di energie rinnovabili, alcuni che riguardano metodi innovativi per la produzione di manufatti in legno, altri per la produzione di manufatti meccanici. Addirittura un brevetto che riguarda un metodo innovativo per la produzione di biscotti e uno di un gioco da tavolo». E oggi volete lanciare una proposta agli imprenditori e agli aspiranti imprenditori? «A entrambi proponiamo un rapporto di collaborazione reciproca, attraverso incontri finalizzati a promuovere una strategia integrata.
Che, da parte dell’Associazione Inventori consiste nel concedere tecnologie brevettate e da parte imprenditoriale la possibilità di produrre e vendere queste tecnologie in regime di monopolio senza nessun investimento iniziale di capitale. Un rapporto di collaborazione, quindi, che garantisce effettivi risparmi, eliminando gli alti costi di acquisto di nuove tecnologie brevettate che consentono di stare al passo, o di battere, la concorrenza; con la possibilità di versare all’inventore solo una piccola percentuale per ogni unità di prodotto, solo dopo che è stato costruito e venduto». In questo decimo anno ricorre anche la scomparsa del fondatore dell’Associazione.
«DIECI anni fa moriva in un incidente stradale, Gilberto Gori. Ironia della sorte aveva brevettato poco tempo prima due invenzioni per migliorare la sicurezza in automobile. L’idea di fondare l’associazione, era nata in lui anche dalla sensazione, poi rivelatasi esatta, che nel nostro comprensorio e non solo, c’erano molte persone che avevano nel cassetto la “grande idea” e non aspettavano altro che il momento opportuno per tirarla fuori».
Maila Papi


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