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«Comune unico? No meglio tre» La proposta di Paola Mancuso - La Nazione Elba

 

RIO MARINA IL SINDACO NON CREDE AD UN PROGETTO PENSATO A FIRENZE «Comune unico? No meglio tre» La proposta di Paola Mancuso
— RIO MARINA —_
«L’AVVIO delle firme per la proposta di legge per il Comune unico è il primo punto oscuro di un procedimento che convince sempre meno. Vorrei chiedere al Comitato promotore a cosa servono queste firme se c’è già una proposta di legge redatta di pugno dalla Regione Toscana e se queste firme per avviare l’iter dell’iniziativa popolare sono raccolte su tutto il territorio regionale».
Non usa mezzi termini il sindaco di Rio Marina Paola Mancuso, uno dei 5 (su 8) primi cittadini elbani fortemente contrari all’ipotesi di un’unica municipalità per l’isola , per stroncare le procedure seguite dal comitato per il comune unico per portare avanti il progetto alla base della sua costituzione.
«CERTAMENTE – aggiunge Paola Mancuso - qualcuno dirà che ciò vale per ogni altra legge regionale. E’ però molto indicativo il fatto che il comitato promotore non abbia deciso di riservare l’iniziativa solo agli elbani, lasciando invece che il nostro destino sia nelle mani di chiunque, compreso quel presidente Rossi che qualche mese fa venne a dire alle istituzioni e alla popolazione, riunita a testimoniare “l’emergenza Elba”, che le soluzioni sarebbero arrivate solo quando ci fossimo persuasi a dar corpo ad un progetto unitario. Di certo è una legge scritta a Firenze, sottoscritta a Firenze e votata a Firenze. E poi la chiamano iniziativa partecipata e dal basso. Se la volontà è quella di imporre una soluzione preconfezionata dalla Regione, indifferente alle peculiarità e alle esigenze di questo territorio, la si faccia assumendosene però tutta la responsabilità politica, senza alibi o condivisioni che non ci sono».
PAOLA Mancuso rilancia la proposta, gradita anche ad altri sindaci contrari al comune unico, di un’ eventuale divisione dell’Elba in tre comuni, uno per il versante orientale, uno per quello occidentale ed uno per quello centrale. «Se ci sono davvero margini di dialogo – attacca la prima cittadina – confrontiamoci su questa controproposta a parziale modifica della legge: cominciamo ad individuare tre comuni per tre aree territoriali. Attendo risposte e riflessioni».
ED ANCHE se il comitato nel materiale propagandistico precisa di essere “sorto per iniziativa delle associazioni di categoria e di singoli cittadini elbani” e di essere “sicuramente apartitico”, c’è chi non si fida. E’ il presidente provinciale dell’Udc Roberto Marini. «Il fronte del no – dice l’esponente dello scudocrociato - deve portare avanti una battaglia sul territorio, comune per comune, per sconfiggere sul nascere questo disegno autoritario e antidemocratico che, neanche poco velatamente, è portato avanti dal fronte della sinistra, che vuol conquistare l’isola, l’ultimo baluardo che ancora non governa. Dobbiamo dire no a chi pone solo una questione di forma che non tocca la sostanza delle problematiche, ad una ipotesi amministrativa con molte ombre e poche luci. Grave sarebbe cedere alle lusinghe di quella sinistra che propone il comune unico quale panacea per tutti i mali senza spiegare in che modo si intendono risolvere quelli quotidiani».


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