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Benetti farà yacht di 90 metri Lavoro garantito e assunzioni al Cantiere e nell'indotto - Il Tirreno Livorno domenica 2 ottobre

 

Sarà il più grande yacht mai costruito a Livorno. E al Cantiere si torna ad assumere Grazie ai super ricchi che continuano a comprare
 
CRISTIANO MEONI

 LIVORNO. Lavoro garantito fino al 2015. Uno slogan d’altri tempi? No, la realtà del Cantiere Azimut Benetti, che in questi giorni ha acquisito due nuovi ordini: e uno è per una barca di 90 metri, la più grande mai costruita nel cantiere livornese da quando si fanno gli yacht. «Effettivamente la situazione è molto positiva, abbiamo davanti quattro anni di lavoro» conferma Fabio Raffaelli, delegato Cgil della Rsu aziendale. Più cauto l’amministratore delegato Vincenzo Poerio, che in questi giorni si trova al salone nautico di Genova: «Abbiamo davanti almeno tre anni di lavoro ma non siamo ancora tornati ai livelli di fatturato pre-crisi. Diciamo, però, che è un buon momento».
 Una rondine non fa primavera, però fa piacere vederla volteggiare in un cielo denso di nubi. E Azimut Benetti, oggettivamente, rappresenta una eccezione in un panorama economico fosco: crisi in porto, crisi nell’automotive, investimenti o desideri che sfumano (vedi Ikea).
 Ogni giorno varcano i cancelli del Cantiere 450 lavoratori, di cui 180 dipendenti di Azimut Benetti e il resto di imprese dell’indotto. Cifra destinata a crescere man mano che procederà la lavorazione delle nuove barche (sei già in produzione di cui due in allestimento). Tanto che il sindacalista Cgil azzarda: «Penso che nel 2012 saliremo a 700 lavoratori, che non sono ancora i 950 del momento del boom ma poco ci manca». A certificare che la situazione è tornata rosea è stato il direttore dello stabilimento, Vatteroni, in una riunione con i capibarca qualche giorno fa.
 Intanto sono tornate ad assumere le aziende dell’indotto: la Toscana Impianti (tubisti), la Scm e la Carpensalda (carpenteria). Quest’ultima ha addirittura problemi di spazi, tanto che per realizzare uno scafo ha dovuto appoggiarsi a un cantiere pisano. «E gli assunti sono quasi tutti ragazzi livornesi» conferma Raffaelli.
 Azimut Benetti per ora non assume, avendo in corso una procedura per mobilità volontaria. Ma sta già pensando di potenziare alcuni profili professionali: ingegneri, elettricisti, disegnatori.
 Alle sei barche attualmente in produzione se ne aggiungeranno due nuove, recentemente acquisite, tra cui il megayacht di novanta metri. A Genova, dove è in corso il salone nautico, i vertici di Azimut Benetti hanno così potuto esibire numeri da post-crisi: trenta yacht acquisiti, in produzione nei cantieri di Livorno, Viareggio e Fano, e buone prospettive per chiudere altri affari soprattutto sul range più alto. Perchè - e questa è la spiegazione all’origine di tutto - più la barca è lussuosa e più tira. Lo straricco - spesso russo, americano o sudamericano - è sempre straricco e la recessione non lo ha toccato. Anzi.

Sei nuovi modelli al salone di Genova Vitelli: sì, il peggio è alle spalle
 
 
 
 
 LIVORNO. «Siamo tornati ai livelli pre-crisi» dice Giovanna Vitelli al “Sole 24 Ore”. La stagione dei saloni - prima Montecarlo, ora Genova - porta alla luce un nuovo ottimismo. E se ne fa portavoce la figlia di Paolo Vitelli, consigliere d’amministrazione del gruppo e vicepresidente di Ucina. E’ un momento di risveglio per la grande nautica.
 A Genova il cantiere Azimut Benetti ha portato sei nuove barche (tra cui il Crystal 140 di Benetti nella foto), dopo le quattro che hanno debuttato a Cannes, che portano a dieci i nuovi modelli per la stagione 2011-2012. Rispetto a prima della crisi del 2009 e 2010, è cambiato l’identikit del cliente: il mercato emergente per Azimut Benetti è quello sudamericano - brasiliano in particolare - anche se le maggiori soddisfazioni sonio venute dagli Stati Uniti (+20%). «Ma continuiamo a puntare anche su russi, cinesi e mediorientali».

Perché non si ripeta il caos di qualche anno fa
 
Le imprese alla prova dopo il repulisti
 
 
 
 


 LIVORNO. E ora andrà saputo gestire il successo. Il precedente momento boom di Azimut Benetti - quello terminato nel 2008 - coincise con un alto tasso di disordine dentro il Cantiere. Il disordine che accompagna le fasi di decollo di un’attività, quando tutto è da provare, costruire, sperimentare. Vale la pena, dunque, ricordare quello che successe in Cantiere tra il 2005 e il 2007: imprese dell’indotto non all’altezza degli standard qualitativi richiesti, alcune addirittura non in regola con il versamento dei contributi, altre ancora che non pagavano i dipendenti. Un caos che portò a un’ispezione della direzione provinciale del lavoro e, subito dopo un accordo con i sindacati, ad un’azione di repulisti del Cantiere, con decina di ditte non in regola messe fuori dai cancelli. E’ bene ricordare perchè la storia non si ripeta.


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