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ROSIGNANO LO SCONTRO TRA FRANCHI E «RDS» SUL CASO-REA - La Nazione domenica 2 ottobre

 


Ora il sindaco è stufo e pensa alle vie legali
«Riascolterò le dichiarazioni della Porciani in consiglio...»
di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
ORMAI è scontro aperto tra il sindaco Alessandro Franchi e Rosignano Democratica, opposizione di centrosinistra coordinata da Giacomo Sargenti, dopo oltre due anni di querelle, frecciate e battute varie dai banchi del consiglio comunale, nonché di attacchi molto forti. Tanto che, è lo stesso sindaco ad annunciarcelo, dopo uno scambio infuocato di opinioni nell’ultimo consiglio comunale con la capogruppo Angela Porciani sulla ormai celeberrima variazione di bilancio da oltre nove milioni, Franchi intende rileggere le dichiarazioni della Porciani nel verbale della seduta perché stavolta, laddove ci fossero gli estremi, si muoverà per vie legali. Non vanno d’accordo per niente le parti. Da sempre. E d’altronde Rosignano Democratica Socialista altro non è che forza nata dalla spaccatura del Pd locale nel marzo 2009 dopo le primarie vinte da Franchi. Spaccatura portata avanti dall’allora segretario Pd Claudio Ceccanti fondatore di Rds che di fatto alle amministrative, con il 15,80% delle preferenze, costrinse Franchi, 42,15 % di cui 39% del Pd scisso, al primo ballottaggio della storia di questo comune. Questo c’è alle spalle. Adesso le acredini, i rancori e i veleni si sono trasformati in scontro senza esclusione di colpi. Focalizzandosi su Rea, dopo che l’indagato Gavioli patron di Enerambiente barra Ener Tech, ha risposto picche alla richiesta del comune di esercitare il diritto di prelazione sul 24% di quote mettendo anche in dubbio la legittimità del CdA di Rea rinnovato a luglio tutto pubblico da cui Gavioli è stato estromesso. Cda di cui fanno più parte anche Andrea Cardini e Saverio Menicagli, che furono nel comitato fondatore di Rds.
IERI Franchi rispondendo all’attacco di Sargenti ha parlato di «schizofrenia di Rds» visto che prima ha chiesto «fino alla nausea» di prendere posizione contro Enerambiente: «Poi dopo il CdA diventato tutto pubblico dice che il sindaco avrebbe dovuto far entrare proprio un rappresentante di Enerambiente...». Arriva la replica di Sargenti che, oltre che sul 14, ripunta il dito sull’articolo 13 dello statuto di Rea che parla di un CdA che tenga conto della ripartizione delle azioni societarie di parte pubblica e privata. «Era chiaro che violandolo si sarebbe data ad Enerambiente l’opportunità di innescare una bufera giudiziaria», dice Sargenti che sottolinea che sì, da mesi Rds sostiene la necessità di estromettere Enerambiente ma «nel pieno rispetto delle regole normative e societarie». Rds si dichiara «sempre disposta a collaborare con il sindaco per il bene della collettività, dispiace che fino ad oggi non ci sia mai stato un suo invito a un tavolo di confronto e di dialogo che forse in questo momento sarebbe stato più produttivo e più utile nel gestire la complessità della vicenda Rea/Enerambiente».


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