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Le reazioni degli operatori alla «frustata» del Governatore - La Nazione Piombino
PORTO PARLANO VLADIMIRO MANNOCCI, PIERO NERI E ANGELO ROMA
«Pronti a collaborare ma ognuno faccia il suo»
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
LA SCULACCIATA di Rossi è stata bruciante. E le reazioni non lo nascondono. Ma c’è anche un diffuso malessere su quelle che potrebbero essere le terapie a una diagnosi che certo non fa onore a Livorno e al porto. A chi spetta, prima di tutto, attivare quel «patto sociale—istituzionale» che Rossi ha indicato come elemento di partenza per una soluzioni fuori dalla «guerra dei pollai»? «Condivido l’esigenza espressa dal presidente Rossi — dice Vladimiro Mannocci del consiglio di Cilp (il presidente Raugei ieri era già in Romania per lavoro) — di ricercare il bandolo della matassa per riprendere e indirizzare la barra del timone del porto verso interventi veloci. Se questo compito spetta alle istituzioni cittadine e portuali ognuno deve fare la sua parte. Ma per farlo: le istituzioni, specie portuali, devono analizzare insieme ai soggetti tecnici, sociali ed operativi, le soluzioni, ridefinire priorità che erano state indicate nel 2008 prima della grande crisi, dare una graduatoria alle emergenze. In tutti i porti — conclude Mannocci — si stanno facendo analisi comuni sugli obiettivi da proseguire. E credo sia stato questo il senso delle lettere che nei giorni scorsi sono state inviate all’Autorità portuale, senza volerne enfatizzare il solo lato di eventuale sollecito a tempi troppo dilatati». Più diplomatico nella sua natura, l’imprenditore Piero Neri, subito al termine dell’intervento di Rossi. «Dobbiamo tutti aiutare il presidente dell’Authority a lavorare per rilanciare il porto — ci ha detto — ciascuno per le proprie competenze e capacità; Gallanti è una risorsa importante e la lettera aperta degli operatori e imprenditori ha voluto ricordargli in un momento tra i più difficili un insieme di problemi sui quali intendiamo collaborare». Angelo Roma, già responsabile di banchina di Zim, con trent’anni di esperienza in porto e oggi amministratore di Toremar, va invece diritto al problema.
«IL PRESIDENTE Rossi ha ragione di sculacciarci tutti se siamo finiti a parlarci solo sui giornali — sottolinea — ma bisogna anche dire che il porto ha bisogno di essere maggiormente informato su quello che le istituzioni vanno facendo per la sua crescita. La comunità portuale ha diritto a conoscere, per esempio, la verità su temi fondamentali come lo scarico dei fanghi di dragaggi. Ho letto sul vostro giornale che la vasca di colmata dovrà ricevere almeno altri 400 mila metri cubi di fanghi; eppure fino a ieri sapevamo che era a tappo. Il presidente Gallanti ha scritto che parte dei fanghi potranno essere rimessi in mare: novità importante, di cui nessuno ci aveva informato, visto che dal ministero dell’Ambiente sono sempre arrivati decisi “niet” a questa pratica. In conclusione: chiediamo di essere informati, o ancor meglio coinvolti, e non solo episodicamente: solo così potremo davvero collaborare al meglio per superare questa drammatica caduta del porto e delle sue prospettive».
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