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Allarme per una fuga di cloro in Solvay Paura, poi scatta il sistema di sicurezza - La Nazione Rosignano
ROSIGNANO MOLTE PERSONE IERI MATTINA HANNO AVVERTITO L’ODORE DELLA NUBE E IRRITAZIONE AGLI OCCHI
— ROSIGNANO —
FUGA di cloro dallo stabilimento Solvay ieri mattina verso le dieci. Al Dipartimento provinciale Arpat di Livorno sono pervenute subito segnalazioni della presenza di forti odori di cloro da parte di alcuni cittadini residenti nelle vicinanze dello stabilimento Solvay che lamentavano anche irritazioni agli occhi.
Appena ricevuta la notizia e verificato preliminarmente con Solvay, Comune di Rosignano e Vigili del Fuoco l’entità dell’incidente, i tecnici Arpat hanno fatto un sopralluogo nello stabilimento che per sostanze e quantità detenute è classificatoo a rischio di incidente rilevante (Legge Seveso). La fuga di cloro gas — da quanto rilevato dai tecnici Arpat — è avvenuta attraverso una fessurazione in un piccolo tubo di uno scambiatore di calore, parte integrante della sezione di compressione cloro.
Alle ore 8.20, a seguito di una segnalazione automatica di allarme da parte di una rilevatore che misura la concentrazione di cloro in aria, il capoturno della Unità Elettrolisi (Ue) si è recato sull’impianto cercando di individuare la perdita ed ha immediatamente avviato le procedure di arresto automatico dell’impianto bloccando, di fatto, qualsiasi ulteriore fuoriuscita di gas cloro.
CIRCA VENTI minuti dopo l’avvenuto fermo impianto, il responsabile Ue ha ricevuto notizia che l’odore di cloro aveva raggiunto un altro impianto Solvay situato ad alcune centinaia di metri dal punto in cui presumibilmente si era avuta la perdita ed ha ritenuto opportuno attivare il livello di pre-allarme interno. Alle ore 9.22 Solvay ha trasmesso il fax ufficiale di comunicazione di inizio emergenza agli Enti previsti dal Piano di Emergenza Esterna. A quell’ora il vento era debole con direzione est sud-est e che era presente una significativa copertura nuvolosa con probabile inversione termica.
TALI condizioni atmosferiche non hanno favorito la veloce dispersione della nube di cloro che ha continuato a stazionare fin verso le ore 10 in prossimità del centro abitato di Rosignano causando ulteriori disagi alla popolazione. All’Arpat non sono arrivate segnalazioni di danni significativi a persone o all’ambiente, per cui l’agenzia ritiene che le concentrazioni che si sono realizzate durante lo sviluppo della nube non abbiano superato di molto il valore corrispondente alla soglia olfattiva mantenendosi presumibilmente al di sotto di valori pericolosi per la salute dell’uomo. Arpat ha richiesto a Solvay di fornire una dettagliata relazione tecnica su quanto accaduto e ne valuterà la completezza soprattutto nei riguardi delle azioni di miglioramento previste in questi casi dal Sistema di Gestione della Sicurezza.
Marchi: «Misure insufficienti»
— ROSIGNANO —
UNA FUGA di cloro che ha investito il centro cittadino «ed è stata percepita distintamente nella zona scuole-impianti sportivi, dove alcuni studenti che stavano facendo ginnastica all’aperto sono stati costretti a rifugiarsi, peraltro non avvertiti da nessuno», come rende noto e denuncia Maurizio Marchi, responsabile provinciale di Medicina Democratica. Marchi si domanda perché «né Solvay, né le forze dell’ordine, né il comune hanno attivato le procedure di allarme previste dal piano di emergenza in queste circostanze, specialmente per le scuole?». Chiedendo se ci sono stati intossicati tra lavoratori e popolazione e quanto cloro e per quali cause è fuoriuscito dallo stabilimento Solvay. Marchi sottolinea come «dopo quella del 19 maggio questa sia la seconda fuga di cloro di cui si ha notizia in pochi mesi».
«CROLLA, com’era prevedibilissimo, la presunta maggiore affidabilità del nuovo impianto, in marcia da appena tre anni. Dove fu abbattuto il villaggio Aniene il comune ha permesso l’insediamento della Pubblica Assistenza, di Rea e perfino di un centro benessere. Questo nuovo incidente ci riporta alla dura realtà: la convivenza con la fabbrica ad alto rischio continua ad essere molto difficile». Il piano emergenza a cui fa riferimento Marchi è un piano varato dal Comune che, ve lo illustriamo, prevede per le fughe di cloro un allarme nella zona d’emergenza «diffuso sia tramite la sirena dello stabilimentoche suonerà per tre periodi di 30 secondi ciascuno intervallati da pause di 10 secondi, sia con altoparlanti montati su autovetture e comunicati radio - tva cura del sindaco e/o del prefetto di Livorno».
Con l’allarme, spiega il piano, tra le altre procedure consigliate, la popolazione deve entrare in casa e spostarsi ai piani superiori, chiudere porte, finestre, prese d’aria e condizionatori, tamponare eventuali fessure con stracci imbevuti d’acqua, non fumare e spegnere qualsiasi fiamma.
ci.go.
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