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Mancano le corse mattutine Pendolari sul piede di guerra - La Nazione Elba
PORTOFERRAIO BUCO NELLE PARTENZE DA PIOMBINO TRA LE 6.40 E LE 9
Raccolte 131 firme inviate poi all’Autorità Portuale
— PORTOFERRAIO —
I PENDOLARI che devono recarsi all’Elba per lavoro sono sul piede di guerra per gli orari dei traghetti che nel mese di ottobre potrebbero far ripresentare l’assurdo situazione, già verificatasi a marzo, di un buco nelle partenze da Piombino tra le 6.40 e le 9. Una protesta per il momento pacata che si è concretizzata in una nota corredata da ben 131 firme attraverso la quale chiedono all’Autorità Portuale di intervenire mantenendo l’impegno a risolvere la situazione preso 6 mesi fa dal presidente Guerrieri dopo che gli stessi pendolari gli avevano scritto una prima lettera, allora sottoscritta da 77 persone. «In considerazione della acquisizione ormai certa di Toremar da parte della Moby e delle “voci” che corrono sulla riduzione di corse invernali – scrivono i lavoratori pendolari - esprimiamo preoccupazione per il prossimo mese di ottobre quando si creerà la stessa situazione di disagio già sofferta a marzo. Non si venga a dire che ci sarà l’aliscafo perché chi fa il pendolare da anni sa benissimo che con certezza quasi matematica il vetusto mezzo veloce che ha viaggiato tutta l’estate dalle 7 fino alle 20, dopo il periodo turistico avrà sicuramente necessità di andare al cantiere in revisione, come sempre successo negli anni passati e come confermato dall’equipaggio, ed, in ogni caso, sarà sicuramente un mezzo su cui non potremo contare fra guasti continui e condizioni meteo avverse. Occorre perciò una nave, certa e sicura, intorno alle ore 8 per tutto il periodo invernale».
I PENDOLARI ricordano che a marzo ci furono molte promesse da parte dell’Autorità Portuale e delle compagnie di navigazione che ad oggi non hanno avuto seguito. «Prima che sia troppo tardi – aggiungono i pendolari -chiediamo che il dottor Guerrieri, la dottoressa Mancuso e la Regione mantengano le promesse e si prestino fin da ora alla soluzione del problema. Ricordiamo anche che il problema quest’inverno sarà ancora più sentito per la riorganizzazione dipartimentale dell’ospedale elbano e la difficoltà di trovare personale disposto a stabilirsi all’Elba: questo comporterà una sempre maggiore quantità di personale sanitario che dal continente sarà costretto a spostarsi sull’isola. Il fatto che la sanità elbana dipenderà sempre più dal continente è un fatto che deve essere noto all’Autorità Portuale, alle Compagnie di Navigazione e a tutte le autorità perché vengano garantite corse di navi nelle fasce di maggior afflusso dei lavoratori pendolari. Ricordiamo ancora che all’Elba, nel periodo invernale, tutti i giorni si devono trasferire lavoratori che svolgono servizi essenziali per i cittadini elbani: sanità, scuola, professionisti, bancari, impiegati, operai, impresari, commercianti, eccetera. Cogliamo infine l’occasione per chiedere alla Moby, che si è sempre contraddistinta per venire incontro alle esigenze dei propri utenti, vedi tariffa “residente” per i cittadini della Val di Cornia, di considerare, ad acquisizione avvenuta, un abbonamento unico che permetta di viaggiare sia su Toremar che su Moby».
Onorato: «Dateci tempo per migliorare tutti i servizi»
— PORTOFERRAIO —
«SIAMO sempre stati e saremo sempre sensibili alle indicazioni che ci arrivano dai pendolari». A dare una prima concreta rassicurazione alla lettera degli oltre 130 pendolari che hanno lanciato l’allarme sugli orari invernali dei collegamenti marittimi tra l’Elba ed il continente - con particolare riferimento al buco che, in base agli orari pubblicati, si verrebbe a creare dalle 6.40 alle 9, fascia oraria strategica per chi deve raggiungere l’Elba per motivi di lavoro - è direttamente il presidente di Moby, Vincenzo Onorato. «Sono allo studio – fa sapere Onorato – una serie di ipotesi per migliorare servizi e frequenze delle corse. Uno dei primi obiettivi sarà la sostituzione dell’aliscafo con un mono carena veloce in grado di navigare con quasi tutti i tempi. Devo però ricordare che non siamo ancora operativi in Toremar e che quindi ci vorrà un certo tempo prima di mettere in atto il tutto».
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