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Giunta: due novità e qualche ma  - Il Tirreno Livorno

 

Cosimi riparte da Grassi e Bogi, restano le incognite sulla mappa delle deleghe
 
 
 
Braccio di ferro sull’ambiente con l’Idv. Al neo-vicesindaco va lo sport, Bernardo senza urbanistica
 
MAURO ZUCCHELLI
 LIVORNO. «I nuovi assessori? Almeno due, ma non chiedetemi i nomi: prima li annuncerò al consiglio comunale», dice il sindaco Cosimi. Eppure il tam tam delle indiscrezioni insiste su Mauro Grassi, ex dirigente della Regione (e anni fa membro della segreteria del Pds toscano), e Luca Bogi, tecnico Arpat (ora numero uno dei dipietristi Idv livornesi). Non è escluso che la riservatezza del sindaco non dipenda dal fatto che qualche tassello ancora non si incastra nel resto del puzzle. E siamo alla notte prima degli esami: del consiglio comunale in cui stamani Cosimi dovrebbe squadernare le carte del ramino.
 Il primo: al posto dell’assessore (Pd) dimissionario Claudio Ritorni, che aveva la delega a aziende partecipate e sport. L’altro: in sostituzione del suo collega di partito Cristiano Toncelli che, messo in minoranza dentro l’Idv dal duro scontro col capogruppo Andrea Romano, esce di scena lasciando sul tavolo la delega all’ambiente. Risultato: a Grassi potrebbero andare urbanistica e ambiente, a Bogi lo sport (più, forse, l’edilizia privata e i rapporti con le circoscrizioni).
 La patata bollente. E le ex municipalizzate, forse la “patata” più bollente del dopo-crisi? Potrebbero finire in mano a Paola Bernardo, che lascerebbe l’urbanistica ma mantenendo commercio e dintorni: lei non parla, però pare fosse scura in volto dopo il faccia a faccia di ieri con il sindaco. L’altra possibilità è che finiscano a un amministratore esperto come Bruno Picchi, spesso speso per disinnescare le “grane” e ora invece “dimagrito” come compiti.
 Se al timone della “macchina” dell’Authority arriva da Roma Massimo Provinciali, Grassi viene da Firenze per guidare un assessorato-chiave come l’urbanistica alla vigilia del nuovo piano regolatore. Quanto basta, in tandem con la delega all’ambiente, per farne un super-assessore.
 Grassi in campo. Difficile trovare chi non rilevi l’alto valore di un tecnico di rango che sarebbe impiegato nel suo campo (in Regione era direttore generale del settore territorio e ambiente) e ha pure rilevanti capacità politiche. Firenze “commissaria” Livorno? Anzi, può darsi il problema con la Regione possa essere di tipo opposto, se è vero che Grassi ha scelto la pensione anche perché sembra non fossero rose e fiori i rapporti con l’assessore Marson (in quota Idv) che il governatore Rossi ha voluto all’urbanistica.
 Inizialmente si era pensato a Grassi come direttore generale di Palazzo civico: si sarebbe però aggiunto un (rilevante) stipendio in più mentre gli enti locali fanno fuoco e fiamme contro il governo Berlusconi perché massacra le casse municipali (21 milioni di euro in meno in tre anni). L’ha sconsigliato anche un altro aspetto: nel documento di “ripartenza” c’è una sottolineatura sulle «esperienze più giovani all’interno della struttura organizzativa» che pare l’annuncio di un ricambio generazionale nel gotha dei super-dirigenti di Palazzo civico...
 Ma non è questo l’unico problema, ce n’è uno anche politico: l’ambiente è una delega che viene richiesta ad alta voce dall’Idv come un passaggio di consegne da Toncelli a Bogi. E tuttavia in casa Pd si mugugna segnalando che non è opportuno Bogi all’ambiente perché lavora come tecnico dell’agenzia ambientale pubblica: in realtà, quel che viene visto di traverso è il fatto che Bogi, finora alla guida della commissione di Palazzo Granducale che ha detto cose durissime sulla discarica del Limoncino, farebbe filotto con il suo collega Idv Andrea Romano, che in Comune guida la commissione ambiente ed è stato in prima fila nella lotta anti-discarica (contro il vicesindaco Toncelli, suo grande avversario dentro l’Idv).
 Notte prima degli esami. Se la mattina porterà consiglio, c’è da immaginare che almeno la notte porti la giunta. Il coordinatore provinciale di Sel, Andrea Ghilarducci, sottolineava ieri pomeriggio nel conclave in sala giunta che «per la prima volta» dalla rielezione di Cosimi, il sindaco e la maggioranza facevano il punto pubblicamente insieme e insieme si presentavano alla città. A cercare però il pelo nell’uovo, a schierare capogruppo consiliare e segretario era soltanto il Pd (con Gulì e De Filicaia): assente giustificato Giannini fra i Sel (c’erano Ghilarducci e Cartei), l’Idv ha messo in campo Del Lucchese (forse poi al posto di Romano come capogruppo) e Tuci (assessore a Collesalvetti e presidente provinciale Idv).

Tasse: sconti alle imprese che investono o assumono
 
AsaTrade (gas) in vendita per ricomprare l’acquedotto
 
 
 
 
 LIVORNO. E’ la “cura del sette” quella che mette nero su bianco il sindaco Cosimi insieme alla sua maggioranza di centrosinistra per disegnare l’orizzonte in cui muoversi «verso il 2014»: 7 punti e 14 azioni per rileggere da qui ai prossimi 28 mesi il programma di mandato.
 La crisi politica di Palazzo civico dunque viene inquadrata «alla luce della crisi nazionale e internazionale»: anche se non viene spiegato come mai qui ha preso le sembianze di uno choc politico e in tante altre città invece no.
 Il primo punto è il lavoro: a cominciare dall’uso della Spil come «agenzia del territorio volta ad azione di marketing»e da agevolazioni su tasse e tariffe comunali (in accoppiata per facilitare assunzioni o investimenti).
 Capitolo entrate: niente rincari a tariffe (solo l’adeguamento Istat) e aliquota Irpef, anche se per l’addizionale ci si lascia la possibilità di prevedere ritocchi il cui gettito sarà per sociale, casa, scuola, cultura e giovani. E poi: riorganizzazione della “macchina” comunale (promettendo rinnovo generazionale) ma anche della galassia delle Partecipazioni Municipali, soprattutto ex municipalizzate.
 E sul Prg? Il primo tassello è quello del bando per affidare lo studio del nuovo Piano strutturale. Il secondo è quello delle modalità di partecipazione: Cosimi sogna modelli tipo Monaco o Bologna. Il terzo sono è la delimitazione del perimetro di cosa avrà la corsia preferenziale della variante anticipatrice: a) abitare sociale Fiorentina e Coteto; b) piano regolatore portuale, incluse «necessarie e opportune considerazioni» sul piano attuativo della Porta a Mare e attenzione al settore crociere; c) altolà a ulteriori impianti a biomasse mediante un veto di tipo urbanistico. Spunta anche la «valorizzazione dell’ippodromo»: ma non era stato lo scontro-clou delle dimissioni di Ritorni? Per Cosimi vanno lette però non come cosa a sé ma “dentro” l’idea del nuovo Prg.
 “Dentro” il Prg che verrà, deve infilarsi anche qualcos’altro: ad esempio un piano della mobilità che ampli le zone (semi)pedonalizzate e le corsie bus. Con una accelerazione sul centro: alleggerire il traffico privato su via Grande, aprendovi una bus-via e una pista ciclabile.
 E sulle ex municipalizzate? Difesa del ruolo pubblico nell’Atl puntando a entrare nel gestore unico in lizza nella futura gara regionale. Quanto all’acqua, via libera agli uffici per studiare la ripubblicizzazione dell’Asa. Come? Vendendo Asa Trade (gas): e anche nel Pd c’è chi spinge per metterla all’asta e con il ricavato pagare Genova-Torino anziché impancarsi in una trattativa con Genova su gas in cambio di acqua.


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