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La faccia più dura della crisi - La Nazione Piombino

 

PIOMBINO AUMENTATI DEL 23% I CASI DI PERSONE IN DIFFICOLTà CHE SI RIVOLGONO ALLA CARITAS

Disoccupazione e precariato aprono la strada ad una spirale perversa
— PIOMBINO —
PRECARIATO, disoccupazione, assenza di una casa. Sono queste le maggiori criticità emerse dai Centri d’Ascolto Caritas della rete Mirod presenti nella diocesi di Massa e Piombino. I dati parlano chiaro. Le persone ascoltate nel corso del 2010 nei Centri sono state 440, con una notevole crescita numerica rispetto al 2009 (+23,6%). Il 55,2% delle persone è di provenienza straniera, contro il 56,5% del 2009. Il 50,1% delle persone è di sesso maschile. Il 50,9% delle persone che frequentano i Centri ha tra i 25 e i 45 anni, dato pressoché stabile negli anni.
TUTTAVIA, in linea con il dato regionale, l’età media delle persone accolte è in costante, sensibile aumento: per gli italiani si colloca a 49 anni (45 anni nel 2006), per gli stranieri intorno ai 39 anni (35 anni nel 2006). Quasi un italiano su tre (32,5%) ha più di 65 anni. L’8,2% delle persone accolte dichiara di essere senza alloggio e il 9,4% vive in alloggi di fortuna. Un 5,9% vive in appartamento o casa di proprietà, un altro 9,8% vive in alloggi di edilizia popolare: di questi, oltre 9 su 10 sono cittadini italiani. Vive in affitto il 40,0% degli italiani e il 49,8% degli stranieri. Circa il 33% degli stranieri ha almeno un diploma o titolo equivalente, il 34,6% ha la licenza media inferiore. L’80% degli italiani ha un titolo di studio uguale o inferiore alla licenza media inferiore.
LA DISOCCUPAZIONE colpisce il 63% delle persone. È disoccupato il 53,8% degli italiani (55,5% nel 2009) e il 70,4% degli stranieri (65,7% nel 2009). Tra gli stranieri, il 43,5% proviene da un paese europeo. La provenienza principale è dal Marocco (31,3% del totale degli stranieri), seguita dalle presenze di cittadini della Romania (17,7%), del Senegal (9,5%) e dell’Albania (8,6%). Il 6,6% degli stranieri dichiara di essere in Italia da un anno o meno. Inoltre, il 52,3% degli stranieri che si recano al Centro è arrivato in Italia da 5 anni o più.
I PROBLEMI emersi toccano soprattutto le questioni della povertà di risorse materiali (reddito insufficiente o assente, indebitamento, povertà estrema e altro, in totale il 42,3% dei casi, rispetto al 40,3% del 2009), del lavoro (disoccupazione, sottoccupazione, sfruttamento, in totale il 22,2% dei problemi registrati, valore praticamente uguale al 2009), della famiglia (11,1%), della casa (10,3%) e della salute (4,4%). La richiesta più frequente è legata all’ascolto finalizzato ad un progetto condiviso di promozione della persona, svolto in genere con la collaborazione di soggetti terzi pubblici o privati (48,5% del totale della richieste), seguita dalle richieste di beni e servizi materiali (soprattutto vestiario e viveri, 24,1% dei casi), di domanda per sussidi economici (11,1%) e di richieste legate al lavoro (10,5%).


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