
Formazione
Benvenuto
Benvenuto
Lo sgarbo del Pd a Cosimi: Di Rocca non entra in giunta - Il Tirreno Livorno
I vertici del partito chiedevano per il segretario l’incarico di vicesindaco ma il primo cittadino si è opposto
ALESSANDRO GUARDUCCI E JUNA GOTI
LIVORNO. Lo sgarbo del Pd al sindaco è arrivato via mail alle 17.43 di ieri: «Filippo Di Rocca non entrerà in giunta». Firmato Yari De Filicaia, segretario territoriale.
Nella nota inviata dal quartier generale del Partito Democratico, si ammette per la prima volta di aver proposto a Cosimi di fare entrare il segretario della federazione Filippo Di Rocca nella giunta dopo l’uscita di scena di Claudio Ritorni.
«La proposta di mettere a disposizione del sindaco il segretario territoriale Filippo Di Rocca - si legge infatti nella nota - significava che, neppure per un attimo avevamo né sottovalutato né minimizzato la necessità che da questo passaggio se ne uscisse dando un segnale chiaro». Ma perchè De Filicaia parla al passato? Lo scrive lui stesso: perchè «questa fase è chiusa...». E se qualcuno, ancora, non avesse ben capito, il segretario territoriale chiarisce a voce «che non c’erano i margini per l’ingresso di Di Rocca e a questo punto non vogliamo che qualcuno dica che questa crisi non si chiude per colpa del Pd».
Beh, di certo questo è il segnale culminante dello scontro interno al partito di maggioranza. I sostenitori della candidatura di Di Rocca, infatti, avrebbero voluto che il segretario entrasse in giunta con l’incarico di vicesindaco, ruolo che invece Cosimi vuole lasciare a Idv per non compromettere i già delicati rapporti con i dipietristi e anche per condividere maggiormente le responsabilità di governo in una fase economica così difficile. E poi, lo avrebbero capito tutti, Di Rocca vicesindaco avrebbe rappresentato un’anticipazione della candidatura per il 2014: come dire, i giochi sono già fatti. Cosimi, che ha sentito odor di “commissariamento”, non ha gradito e ora la soluzione della crisi si allontana nuovamente. Anche perchè nel frattempo i dipietristi si sono riuniti per discutere il documento presentato dal sindaco: oggi porteranno in Comune le loro proposte di modifica. Così, dopo Sel, anche Idv alzerà la voce su partecipate e traffico.
Sel lancia la sfida al sindaco
«Subito il piano strutturale o si dimetta»
A.G. - J.G.
LIVORNO. «Se entro il 30 settembre non parte il bando per l’affidamento del nuovo Piano strutturale il sindaco deve avere il coraggio di dimettersi». A dirlo è il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, dopo che i vertici vendoliani si sono riuniti per discutere il documento elaborato «in modo unilaterale» da Cosimi e consegnato alla maggioranza. Ma è una sfida che però viene lanciata a salve: tutti sanno, infatti, che il bando di gara è pronto. Il sindaco l’ha già detto in giunta. E allora, che sfida è?
Comunque Ghilarducci, alla vigilia del vertice di coalizione fissato per oggi, ci va giù pesante e annuncia che Sel ha elaborato un proprio “contributo”: «Non abbiamo capito la crisi creata dal sindaco e ci chiediamo perché si è dimesso un assessore. Lo diciamo da mesi: serve subito il Piano strutturale, era nel programma dei primi cento giorni di mandato, non si può aspettare un minuto di più. Livorno è un Titanic diretto verso l’iceberg...».
Una frase che scatena subito la reazione di Cosimi, che però preferisce usare toni soft: «Sono perfettamente d’accordo con Ghilarducci. Se ho deciso di congelare la giunta e di aprire la crisi è perchè ritengo che sia necessario che questa maggioranza faccia presto e bene una serie di cose. Al primo posto c’è, ovviamente, il Piano strutturale: la bozza per il bando di gara è già pronta da una decina di giorni e deve essere solo approvata dalla giunta».
Non manca, però, lo scambio di battute al vetriolo. «L’iceberg che ci troviamo di fronte - continua Cosimi - è talmente grande, e ho provato più volte a spiegarlo in queste settimane, che se pensiamo di procedere utilizzando le vecchie bussole lo prendiamo di sicuro!».
Il riferimento è chiaramente rivolto alla crisi economica con cui l’amministrazione livornese deve fare i conti - come nel resto d’Italia - e alla necessità di attrezzarsi con nuovi strumenti. Di qui, secondo il sindaco, la necessità di un nuovo piano programmatico e di un nuovo patto tra le forze di maggioranza per rilanciare l’azione amministrativa. «Ghilarducci - chiude - deve capire che una volta saliti a bordo della nave e scelta la rotta, non si può poi tornare a metterla in discussione...».
Ma qual è la rotta? Nel suo documento Sel parla di ripartire dalle politiche del lavoro («che deve essere di qualità») e dell’immigrazione. Chiede chiarezza sul futuro del porto, delle partecipate e sul piano della mobilità che, dice Ghilarducci, «è già pronto ma è stato congelato perché ci siamo presi un impegno col sindaco (l’assessore al traffico è il vendoliano Maurizio Bettini, ndr) a farlo partire insieme al nuovo Piano strutturale. Ma il sindaco, per ora, non ha mantenuto la parola...».
Ghilarducci dice di credere nella coalizione «che però fino a oggi non è stata vissuta come tale» e chiede un «patto di consultazione con la Federazione della sinistra per trovare convergenze sul Piano strutturale, sul Piano regolatore portuale, sulla costruzione del bilancio».
Oggi alle 14.30 è in programma una delicata riunione degli alleati, subito dopo il sindaco incontrerà i capigruppo. «Se il documento che ci ha presentato Cosimi è prendere o lasciare - azzarda il segretario - allora si apre una discussione sulla nostra permanenza in giunta. Porteremo le nostre riflessioni, vediamo...».
L’INTERVENTO
I partiti piazzino idee non persone
EMANUELE ROSSI
La situazione che l’ amministrazione comunale sta vivendo offre non pochi motivi di preoccupazione, ma al contempo può costituire l’ccasione per un salto in avanti, anche sul piano dei rapporti istituzionali e politici. Da quello che si legge, dopo una specie di «crisi» di giunta, il sindaco ha indicato alcuni punti programmatici per il prosieguo del mandato, chiedendo ai partiti di esprimersi su di essi; parallelamente sembra sia in corso una trattativa tra i partiti della maggioranza e lo stesso sindaco sui nomi degli assessori da integrare o cambiare, anche con «rose» che vengono presentate e tra i quali il sindaco dovrebbe scegliere il petalo migliore. È questo il modo migliore per procedere? E, soprattutto, è quello più coerente con lo spirito dell’ordinamento vigente, e della legge numero 81/1993 in particolare, con specifico riguardo al rapporto che dovrebbe intercorrere tra il sindaco e i partiti della coalizione che lo sostengono? Ho molti dubbi al riguardo, anzi mi pare che il modo di agire dovrebbe essere opposto. E infatti il sindaco, mediante l’elezione, riceve il mandato a guidare la giunta, compresa la responsabilità di scegliere le persone a suo giudizio più indicate per realizzare il proprio programma. In tale prospettiva i partiti hanno una funzione fondamentale: dovrebbero offrire al sindaco idee e proposte, ma anche verificare e controllare che il suo operato rispetti le linee programmatiche definite con gli elettori e preventivamente condivise con i partiti stessi. In altri termini, i partiti non dovrebbero preoccuparsi di piazzare i propri uomini (o donne) in giunta: dovrebbero piazzare idee, non persone. In fondo, essi già contribuiscono a scegliere il sindaco, e in più scelgono le persone che compongono il consiglio comunale. Secondo la legge, basta e avanza. E invece sembra che le cose, attualmente, siano rovesciate: il Sindaco detta la linea sulle proposte; i partiti si preoccupano di scegliere le persone. L’esatto contrario di quello che dovrebbe essere. Per questo dicevo che la vicenda in corso potrebbe essere l’occasione per definire, almeno per il futuro, un nuovo modo di procedere: sperando che i partiti siano capaci di fare quello che viene loro chiesto (piazzare idee, appunto), e il sindaco abbia la forza di scegliere le persone da lui ritenute migliori per realizzare, sotto la sua guida e responsabilità, il programma sui cui ha ricevuto consenso.
Ma, si dirà, questo è un ragionamento da ingenui: già immagino la scrollatina di spalle di chi obietterà che questo vuol dire non sapere come va il mondo. Il problema, allora, è proprio questo: pensare che siccome il mondo è sempre andato così, non possa che continuare ad andare nello stesso modo. Visto come sono andate finora le cose, forse sarebbe meglio se si cominciasse a cambiare registro.
A COLPI DI PRIORITà
Partecipate e traffico: i dubbi dei vendoliani
LIVORNO. Ecco le reazioni dei vendoliani al documento presentato dal sindaco.
Piano strutturale. «Il bando per l’affidamento del nuovo Piano era inserito nei primi cento giorni di mandato. Il ritardo è madornale, non possiamo aspettare un minuto di più: se la gara non parte entro il 30 settembre il sindaco deve dare le dimissioni». invece «l’assessore che fino a oggi a seguito l’urbanistica (Paola Bernardo, ndr) dovrebbe restare al suo posto....»
Piano della mobilità. «Nel documento ci sono tre righe, troppo poco. Se si vuole chiudere via Grande al traffico privato si devono trovare nuove arterie di scorrimento. Piazza Cavour doveva essere riaperta già sette anni fa...». Ma l’assessore alla mobilità, Maurizio Bettini, non è proprio di Sel? «Bettini, se continuerà questa esperienza, vuole avere un mandato chiaro. Il Piano della mobilità è pronto, ma c’era un accordo col sindaco per farlo partire insieme a quello strutturale, che a metà mandato è sempre fermo. Accordo tradito...».
Nuovo ospedale. «Chiediamo di fare il punto nave sull’intera operazione. Non stiamo dicendo che non vogliamo la nuova struttura, ma alla luce di quello che sta accadendo nel nostro Paese, siamo sicuri che i soldi ci siano davvero e che non siano tolti da qualcos’altro?» E poi, continua Ghilarducci, «quando apriremo una discussione vera sul futuro dell’area di viale Alfieri?».
Variante della Ceschina. «È un grosso errore, il sindaco abbia il coraggio di dire perché si fa: per pagare il debito della Labronica? Se davvero c’è da dare una risposta occupazionale non si può andare avanti a colpi di varianti...».
Rifiuti. Sel dice sì alla terza linea al Picchianti, «ma del mega impianto per bruciare i rifiuti dell’Ato non se ne parla». «Non vanno d’accordo - si legge nel documento vendoliano - occorre un raccordo chiaro tra Comune e Provincia...».
Società partecipate e privatizzazioni. Sulla ripubblicizzazione di Asa «il documento portato dal sindaco è fumoso, il Comune si deve impegnare di più in un quadro regionale». Sel vuole garanzie anche sulla «gestione a prevalenza pubblica del trasporto» e chiede chiarimenti sull’intenzione di «privatizzare Asa Trade». No all’idea, ventilata nel famoso documento, di realizzare una holding per raccogliere il patrimonio azionario: «Sarebbe criptico, inutile e rischierebbe di appesantire i costi». «E poi - chiosa Ghilarducci - quali sono i crediti che il Comune vanta verso le aziende di servizi pubblici?»
Bilancio. «Non bisogna provare a mantenere lo stesso livello dei servizi, bisogna farlo, se necessario trovando elementi di leva fiscale». Tradotto: «Se necessario siamo favorevoli a un aumento dell’Irpef e di alcuni servizi in rapporto al reddito». (j.g.)
Altri articoli di Formazione

News Correlate


Scopri anche...

Aziende che si occupano di
Formazione
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIA LUNGO MARE MARCONI 59/C 57025 PIOMBINO (LI) |
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIA MAESTRI DEL LAVORO 8 57123 (LI) |
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIALE MARCONI 40 57125 (LI) |
INTERNAZ. MARMI E MACCHINE CARRARA
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIALE GALILEI, 133 54033 (MS) |
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIA DEGLI ACQUAIOLI 16 57121 (LI) |

CONFINDUSTRIA TOSCANA
CENTRO E COSTA
Delegazione di Livorno
Via Roma, 54 - 57126 Livorno
Tel. +39.0586.263011
Fax +39.0586.804192
Delegazione di Massa Carrara
Viale XX Settembre 118, 54033 - Carrara (MS)
Tel. +39.0585.846326
Fax +39.0585.841901
Email segreteria.lims@confindustriatoscanacentroecosta.it
PEC info@pec.confindustrialivornomassacarrara.it
CONFINDUSTRIA
LIVORNO
MASSA CARRARA
Via Roma, 54
57126 Livorno