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Il Pd «ritira» Di Rocca Sale la tensione col sindaco - La Nazione Livorno

 

CRISI DI GIUNTA GLI ELETTI SONO PRONTI A DARE BATTAGLIA

Cosimi dovrà fare i conti con il gruppo comunale
— LIVORNO —
NON HA VOLUTO attendere l’esito della direzione di ieri sera il segretario dell’Unione Comunale del Pd Yari De Filicaia che nel pomeriggio ha inviato una lunga nota sulla crisi di giunta. «Noi abbiamo messo a disposizione idee e, laddove fossero necessarie, le migliori risorse di cui il partito dispone, anche per rilanciare l’attività della giunta dopo l’uscita di Claudio Ritorni che ne era parte importante. La proposta di mettere a disposizione del sindaco il segretario territoriale Filippo Di Rocca significava che non avevamo nè sottovalutato, nè minimizzato la necessità che da questo passaggio se ne uscisse dando un segnale chiaro. Questa fase è chiusa: non ci sono spazi per trasversalità o furbizie, perchè è necessario riaffermare con forza che attorno ad un progetto concreto ne esca una compagine determinata, compatta, dove tutti i protagonisti mettano il massimo anche in termini simbolici. Tutto questo è sul tavolo della coalizione e del Sindaco. Ci prenderemo le nostre responsabilità, ma è necessario da parte di tutti concretezza e coesione, ingredienti indispensabili per uscire da questa crisi». Tradotto: il Pd ritira il suo candidato o meglio, la sabbia nella clessidra girata da Di Rocca quando è iniziato il balletto suo sul nome, è finita. Tempo scaduto. L’avvocato non è più a disposizione del primo cittadino. Ma il sindaco non ha mai mostrato entusiasmo ad ospitare Di Rocca in casa sua, quindi, dalla chiusura di questa partita, ne uscirà sicuramente sollevato. Anche l’avvocato però sotto sotto, avrà l’animo più lieve, dato che per convincerlo a mettersi a disposizione del sindaco era dovuto scendere in campo nientepopodimenoche il segretario regionale Andrea Manciulli. Nel mezzo il Pd che ora deve fare i conti con i rumors all’interno del gruppo comunale che potrebbero far pagar cara al sindaco la mancata condivisione di quella sorta di documento che ha presentato alla maggioranza. Il gruppo — c’è chi non vuole più fare la marionetta e si sta guardando intorno — ha scritto altre osservazioni, vedremo se saranno accolte dal sindaco che ha fissato il consiglio comunale per dopodomani, venerdì 16. Il mancato ingresso di Di Rocca in giunta rimette tutto in discussione, soprattutto l’assetto della squadra di Cosimi che potrebbe, davvero, ripartire da dov’è stata lasciata. Appare chiaro, che non c’è la fila davanti all’ufficio del sindaco per dare un contributo alla sua squadra. Forse perché la sua «efficienza», negli ultimi tempi, la danno in discesa e nessuno vuole «sporcarsi» le mani.
IL RIMPASTO coinvolgerà la spartizione delle deleghe dell’ex assessore Claudio Ritorni ma per le partecipate c’è pronto l’assessore Valter Nebbiai e per lo sport ci sarebbe a portata di mano il capogruppo del Pd Massimo Gulì. E la Bernardo? C’è chi pensa che alla fine della fiera resterà in giunta con la delega all’urbanistica, come sperano anche i suoi fans vendoliani. Assessori muti come pesci ieri alla riunione della giunta. Nessuno ha avuto il coraggio di chiedere conto al primo cittadino di quanto sta accadendo. Tutti devoti al loro datore di lavoro, timorosi forse di perdere il posto. Come pure Di Rocca, che non entra in giunta ma la sua permanenza in via Donnini ha i giorni contati. Pare che si voglia far passare la buriana, poi tra un mese riprendere in mano il programma del suo mandato e rivedere il tutto. Ma una parte del partito non ci sta e continua a battere il ferro ora, perché è sempre caldo.
Michela Berti


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