Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Luglio nero per l'industria: la produzione va giù dell'1,6% Disfatta per il settore auto - Il Tirreno Economia

 


È il primo calo del dato tendenziale dal dicembre 2009 Flessione anche per il congiunturale, che perde lo 0,7%
 
 
 
 
LUCA CINOTTI

 ROMA. Mai così male dal dicembre del 2009: la produzione industriale a luglio 2011, secondo la rilevazione dell’Istat, è diminuita dell’1,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (tenendo conto della correzione per il giorno lavorato in meno). In calo anche il dato rispetto a giugno 2011 (-0,7%) e la media trimestrale maggio-luglio, giù dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
 Anche l’economia reale, dunque, non accenna a rialzarsi. Anzi, perde colpi: quello segnalato ieri, infatti, è il terzo calo congiunturale consecutivo: prendono sempre così corpo i timori di una possibile, nuova, recessione, nonostante che la media dei primi sette mesi dell’anno rimanga ancora positiva (+1,4%) rispetto allo stesso periodo del 2010. Non a caso c’è preoccupazione per l’aggiornamento delle stime di crescita del Pil che il Governo dovrebbe rendere noto a giorni.
 Scendendo nel dettaglio dei settori, su base mensile l’indice destagionalizzato registra un incremento per i beni strumentali (+1,8%), mentre sono tutti con il segno meno i settori dei beni di consumo (-3,2%), dell’energia (-0,6%) e dei beni intermedi (-0,4%).
 Dal punto di vista tendenziale, si registra un segno più esclusivamente per il raggruppamento dei beni strumentali (+4,8%), mentre diminuiscono beni di consumo (-7%), energia (-4,5%) e beni intermedi (-1,4%).
 Ancora più in dettaglio, particolarmente preoccupante la performance su base annua delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori, che calo del 20%. Profondo rosso anche per un settore strategico, come la produzione di automobili, che crolla del 16,3%.
 Si salva, invece, la fabbricazione di macchinari e attrezzature non classificate (+9,5%), così come la metallurgia (+4,5%). Reggono anche la riparazione e installazione di macchini e apparecchiature (+3,6%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,8%).
 La situazione dell’economia è al centro dell’allarme dei giovani imprenditori di confindustria che hanno scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per esprimere il loro «disagio» per un Paese «incapace di affrontare il presente e costruire il futuro». Per il presidente dei giovani di Confindustri, Jacopo Morelli, «servono decisioni coraggiose, troppo a lungo rimandate».
 Critici anche Cgil, Cisl, Uil e Cgil, che chiedono al Governo interventi di stimolo alla produzione e «non solo tagli», come sostiene Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil.
 L’associazione di consumatori Codacons, invece, se la prende con l’aumento dell’Iva che - dice - inciderà negativamente su settori che sono già in crisi come l’auto.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP