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Livorno, operai in piazza per il secondo giorno E a Firenze fischiato Renzi - Il Tirreno Toscana

 

Paralizzato il traffico nella zona nord della città labronica
 
 LIVORNO. Gli operai di Livorno hanno fatto il bis. Dopo la straordinaria manifestazione di martedì mattina - 10mila partecipanti, uno dei cortei più nutriti degli ultimi anni - ieri mattina sono scesi nuovamente in strada.
 Una decisione presa all’improvviso, avuta la conferma che il governo avrebbe posto la fiducia al Senato sulla manovra.
 Le rappresentanze sindacali unitarie di alcune grandi aziende metalmeccaniche - dal Cantiere Azimut Benetti alla Magna, dalla Trw all’indotto Eni - hanno immediatamente proclamato due ore di sciopero. Un migliaio di lavoratori si è concentrato davanti ai cancelli della raffineria, a Stagno.
 Un corteo improvvisato ha paralizzato il traffico nella zona nord della città, sull’Aurelia ma anche sulla Variante, tra le 9.30 e le 11.30. Poiu gli operai sono rientrati al lavoro. Ma stamani si riuniranno di nuovo, nell’attivo dei delegati Fiom Cgil, per decidere altre iniziative.
 «Non possiamo mollare, non vogliamo mollare, rischieremmo che il disagio sociale prenda altre strade, non positive, perché nelle fabbriche cova il fuoco» dice il segretario della Cgil livornese Maurizio Strazzullo.
 Nel pomeriggio un centinaio di lavoratori hanno effettuato un presidio davanti alla prefettura e al prefetto, che li ha ricevuto, hanno confidato le preoccupazioni anche per la tenuta dell’ordine pubblico.
 Che la situazione a Livorno sia incandescente lo ha dimostrato la contestazione subita dal sindaco Alessandro Cosimi al comizio della Cgil, martedì mattina, una cosa mai successa in sessant’anni.
 Firenze. Giornata di proteste anche nel capoluogo regionale. Un presidio spontaneo di protesta contro la manovra bis del governo: lo hanno allestito, ieri, sotto la sede della pefettura fiorentina, alcuni delegati sindacati Fiom di aziende metalmeccaniche del capoluogo toscano, come Nuovo Pignone ed Ocem.
 Alla manifestazione, durata circa un’ora e tenuta nella tarda mattinata, hanno preso parte anche delegati della Filcams, oltre al segretario regionale della Cgil Alessio Gramolati ed al capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio provinciale Andrea Calò.
 «Il governo ha deciso di blindare la manovra nonostante le enormi manifestazioni di protesta che ci sono state ieri in tutta Italia - ha spiegato Marco Meini della Fiom - di fronte a questo ennesimo insulto non potevamo restare zitti: di qui la volontà di organizzare questo presidio».
 Renzi contestato. Oltre 200 persone hanno organizzato ieri sera un sit-in di protesta, in particolare contro il sindaco Matteo Renzi, davanti al teatro Verdi di Firenze dove ieri sera era in programma un dibattito nell’ambito dell’incontro nazionale di Emergency al quale partecipano lo stesso sindaco Renzi e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Al suo arrivo il sindaco di Firenze è stato accolto da fischi e da urla ritmate “Vergogna, vergogna” e “Buffone, buffone”.
 La protesta era stata annnunciata dagli organizzatori e ieri mattina il sindaco Renzi aveva detto di essere a conoscenza dell’iniziativa ma che sarebbe comunque andato all’incontro di Emergency.
 I partecipanti al presidio hanno sottolineato di aver organizzato la protesta «non contro Emergency, ma contro Renzi».
 Nel corso del sit-in sono stati esposti striscioni contro la privatizzazione dell’Ataf, l’azienda fiorentina di trasporto, contro la privatizzazione degli asili nido e contro gli ultimi sfratti eseguiti in città.
 Alla protesta di ieri sera hanno preso parte esponenti del Movimento Lotta per la Casa, Cobas e Rsu di Ataf, il comitato contro la privatizzazione di Ataf e il comitato “No tunnel tav” oltre una rappresentanza delle maestre degli asili nido comunali.


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