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Corteo blocca la variante - Il Tirreno Livorno

 


Sciopero bis. Un’auto cerca di investire i manifestanti
 
 
 
 
 LIVORNO. Gli operai hanno fatto il bis. Anche ieri mattina sono scesi in strada, bloccando il traffico nella zona nord. Allo sciopero spontaneo, proclamato nelle principali aziende metalmeccaniche, ha fatto seguito un corteo che ha paralizzato l’Aurelia e la Variante a Stagno. Le Rsu del Cantiere Benetti, della Magna, della Pierburg, dell’Eni e della Trw hanno proclamato uno sciopero immediato di due ore appena avuta la certezza che il governo avrebbe posto la fiducia al Senato sulla manovra. Manovra che contiene lo spauracchio: la libertà di licenziamento.
 A scendere in strada, ieri mattina, sono stati circa un migliaio di lavoratori, spaventati soprattutto dalla norma che - secondo la Cgil - aggira l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori consentendo sulla giusta causa di licenziamento e supera il contratto nazionale di lavoro. Le tute blu del Cantiere, della Magna, della Pierburg si sono radunate davanti ai cancelli della raffineria, unendosi ai lavoratori dell’indotto Eni e ai lavoratori della Trw, arrivati a piedi dalla vicina via Enriques. Da qui il corteo ha raggiunto la variante, facendo impazzire il traffico, per poi rientrare su via Pian di Rota e qui sciogliersi. Ci sono stati momenti di tensione con gli automobilisti in coda: uno in particolare ha premuto sull’acceleratore e cercato di investire i manifestanti e sono dovuti intervenire i vigili per riportare la calma. Ma ci sono anche stati momenti di solidarietà.
 Nel pomeriggio un centinaio di lavoratori si sono radunati di fronte alla prefettura, chiedendo di parlare con il prefetto. Mannino ha ricevuto una loro delegazione: fra questi il segretario della Cgil Maurizio Strazzullo, che ha consegnato al prefetto un documento con le proposte della Cgil. «Abbiamo espresso al prefetto la preoccupazione che il disagio sociale, se non incanalato, possa esprimersi in forme negative. Anche per questo la nostra battaglia non cesserà».
 Stamani alla sede della Cgil si riunirà l’attivo dei delegati della Fiom, la categoria più numerosa e combattiva, per fare un punto della situazione e decidere le iniziativa dei prossimi giorni.
 Intanto anche la Uil metalmeccanici è sul piede di guerra. «La Uilm provinciale di Livorno da subito condividerà e appoggerà tutte le iniziative di mobilitazione pubblica che la Uilm Nazionale deciderà di promuovere, al fine di fare pressioni sul governo, perchè con una presa di responsabilità a cui è chiamato, renda i sacrifici più equamente distribuiti e questa manovra socialmente più giusta».
C.M.

COSA E’ L’ARTICOLO 8
 
La norma sui licenziamenti facili
 
 
 
 
 La modifica all’articolo 8 della Finanziaria - quella che secondo la Cgil introduce la libertà di licenziamento - prevede che le specifiche intese aziendali e territoriali operino anche in deroga alle disposizioni di legge ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro.
 Inoltre, le intese valide saranno non solo quelle sottoscritte a livello aziendale o territoriale da associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ma che anche le associazioni “territoriali” avranno la possibilità di realizzare specifiche intese con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati.
 In pratica un superamento sia dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, quello che impone la giusta causa di licenziamento, che dei contratti collettivi di lavoro. Tutto sarà rimesso alla contrattazione aziendale e territoriale.

I politici stiano con noi sempre, non solo mezz’ora
 
 
 
 
Tony, 27 anni, lavora alla Trw dal 2006. E’ uno dei tanti giovani operai che hanno animato il corteo Cgil.
 Perchè sei in piazza?
 «Perchè la legge che stanno facendo ci danneggia»
 Cosa temi di più?
 «Quello che stanno facendo sulle pensioni, sui licenziamenti, fanno come gli pare invece dovrebbero sentire la nostra opinione».
 Cosa chiedi ai politici?
 «Di scendere in strada con noi»
 Ieri il sindaco lo ha fatto, ma lo avete fischiato: cosa ne pensi?
 «Che bisognava che avesse fatto qualcosa di più, sai, e poi non cose da un giorno, bisogna farsi sentire nel modo giusto. Non ci vanno bene le cose? Finchè non vanno stiamo fuori, in piazza, a fare casino, non mezz’ora e poi finisce tutto».
 Cosa pensi del tuo futuro?
 «Che devo cominciare a crearmelo, perchè se dò ragione a loro si va sempre più in là e sarà sempre peggio»

Licenziamenti e ritorsioni è ciò che temo
 
 
 
 
 Fabio, 40 anni, lavora alla Trw da 15 anni. Lo intervistiamo fuori dai cancelli della fabbrica.
 Cosa ti ha spinto a manifestare?
 «Abbiamo saputo che il governo con un colpo di mano ha voluto approvare questa norma sul licenziamento facilitato e non è giusto, perchè da un giorno all’altro una persona che ha da mantenere una famiglia e da pagare un mutuo può trovarsi in mezzo alla strada per un capriccio di un datore di lavoro»
 Cosa ti spaventa di più della Finanziaria?
 «Le ritorsioni: ci potranno buttare fuori in ogni momento»
 Cosa pensi dei fischi al sindaco?
 «Non la commento questa cosa, non siamo scesi in piazza per il sindaco»

Anche l’aumento dell’Iva colpisce noi operai
 
 
 
 
 Massimiliano ha 42 anni e lavora alla Trw da 15 anni.
 Perchè hai manifestato?
 «Per rivendicare il nostro diritto a non farsi ledere i nostri diritti. Ieri abbiamo fatto un grande sciopero, stamani siamo tornati in piazza spontanemante».
 Cosa temi di più di questa manovra?
 «L’attacco ai diritti dei lavoratori, all’articolo 18 ad esempio. E poi anche altro. Stamani si è saputo dell’innalzamento dell’Iva al 21 per cento, tanto lo paghiamo sempre noi poveri lavoratori»
 Cosa pensi della contestazione a Cosimi?
 «Sono fischi partiti da una parte di estrema sinistra, secondo me dentro c’è un po’ di tutto, dalla protesta contro la discarica del Limoncino a quella sul nuovo ospedale».

I giovani sono senza futuro perciò contestano
 
 
 
 
 Simone, 36 anni, è in Trw dal 1997: ora è distaccato alla Fiom.
 Perchè la mobilitazione?
 «Tra oggi e lunedì si decidono le sorti della Finanziaria, dunque bisogna essere in piazza. Con noi c’erano anche tanti cittadini che ci hanno espresso solidarietà: anche quelli che sono rimasti bloccati nel traffico».
 Cosa temi di più della manovra?
 «L’art. 8 che dà la possibilità di licenziare senza giusta causa».
 Perchè parte della piazza ha contestato Cosimi?
 «Martedì la piazza avrebbe contestato chiunque tanto è il disgusto per la situazione. Il 20% delle pensioni dei genitori se ne va per aiutare i figli, a 40 anni chiedere aiuto a babbo e mamma non è dignitoso, da qui la rabbia giovanile. Si fischia chiunque si abbia davanti. I fischi sono un segnale che va colto».

Hanno cancellato il contratto nazionale
 
 
 
 
 Michele, 42 anni, è iscritto alla Fiom Cgil e fa parte della Rsu della Trw.
 Perchè manifestare?
 «Perchè questa è una manovra iniqua che specialmente colpisce i metalmeccanici con l’articolo 8: faremo il possibile per cancellarlo. E poi per le misure sulla sanità che vanno a colpire sempre i più deboli»
 Lo spauracchio è quello dei licenziamenti liberi?
 «Sì, con l’articolo 8 ci sarà libertà di licenziamento, verrà cancellato il contratto nazionale di lavoro. Noi lotterenmo fino in fondo per non farlo passare».
 Cosa chiedete ai politici?
 «Io non ho tessere di partito. Ma vedo che il Pd non è un partito di opposizione, ci sono dentro tanti democristiani e socialisti, l’unico partito che mi pare faccia sul serio è Sinistra e Libertà, e anche Di Pietro».
 Cosa pensi dei fischi a Cosimi?
 «Io mi dissocio perchè a livello territoriale Comune Provincia e Regione hanno fatto tanto per la componentistica e glielo ho pure detto al sindaco».


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