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Ora c'è un giallo su Toncelli E Bogi potrebbe sostituirlo - La Nazione Livorno

 

IN COMUNE INTANTO I VENDOLIANI DIFENDONO LA BERNARDO

I boatos: «Richiesta di Evangelisti a Cosimi». Ma lui nega
— LIVORNO —
L’USCITA di scena del vicesindaco Cristiano Toncelli — esponente dell’Idv — è un vero e proprio giallo. Alla riunione di maggioranza che si è tenuta mercoledì pomeriggio, il sindaco avrebbe sollevato il problema della permanenza di Toncelli in giunta. In realtà, qualcuno ha capito che il problema non sarebbe stato posto dal sindaco — perché insoddisfatto dell’operato del suo vice — ma dallo stesso partito di Toncelli, ovvero quell’Italia dei Valori che ieri sera si è riunita — presenti i vertici regionali dei dipietristi — nella sede delle federazione in piazza del Luogo Pio. E visto che pochi giorni fa, in piena crisi di giunta, Cosimi ha avuto un colloquio con Fabio Evangelisti, segretario regionale dell’Idv, subito tutti hanno pensato a quell’incontro. Evangelisti dice di cadere dalle nuvole e smentisce di aver chiesto al sindaco di rimuovere Toncelli per sostituirlo con il segretario provinciale nonchè capogruppo in Provincia Luca Bogi. «Assolutamente no», ha riposto al telefono. Potrebbe allora essere un tentativo del primo cittadino di spostare l’attenzione altrove, visto quanto sta accadendo nel suo Pd? Tutto è possibile, con un sindaco in questa fase molto «effervescente» come Cosimi: certo é che l’assenza degli esponenti locali dell’Idv — Bogi e Andrea Romano — alla riunione dei capigruppo e da quella della maggioranza lasciano intuire che nel partito livornese di Di Pietro qualche problemino ci sia. Non sembrano molti interessati Bogi e Romano a sapere che fine avrebbe fatto il loro vicesindaco e le sue deleghe! Infatti: «Questa polemica sugli assessori mi interessa il giusto — smorza Romano — noi abbiamo fatto delle richieste precise, anche prima della crisi di giunta, sui temi: ripubblicizzazione di Asa, smaltimento dei rifiuti e piano del traffico. Valuteremo, con la segreteria regionale, come comportarci». E non sta certo a guardare Sinistra Ecologia e Libertà con l’attivissimo segretario Andrea Ghilarducci: «Stiamo elaborando un contributo da dare al sindaco per il programma di dieci punti sul quale la maggioranza si dovrà confrontare — dice Ghilarducci — vogliamo capire quali scelte metterà in campo Cosimi, anche in seguito ai tagli della Finanziaria. Ma i tempi sono stretti, tant’è che pensavamo portasse il canovaccio alla riunione degli alleati. Ma se il Pd non sa coordinare la maggioranza, ci pensiamo noi a farlo».
POI AFFONDA: «Noi non vogliamo delle deleghe come qualcuno ha detto. Vogliamo discutere su alcuni punti fondamentali come il piano strutturale, il piano regolatore del porto, la riqualificazione dei quartieri nord e il rapporto tra Comune e servizi pubblici locali». Proprio sul piano strutturale, guarda caso, Sel aveva condiviso le linee disegnate dalla Bernardo: «Non ci sono accordi trasversali nè con lei nè con Di Rocca — difende Ghilarducci — ma se l’urbanistica passerà nelle mani del sindaco noi gli chiederemo delle garanzie. Anche perché il problema non è la Bernardo, ma la macchina amministrativa che muove gli ingranaggi del piano strutturale».
UNA BELLA denuncia, quella articolata da Ghilarducci, che punta l’indice contro i tecnici ed i dirigenti del Comune che si occupano di piano strutturale. Di fatto però, la Bernardo non avrà più l’urbanistica e i dirigenti restano al loro posto. Ma la vicenda potrebbe non essere finita qui; perchè il sindaco, all’indomani del congelamento delle deleghe ai suo assessori, si lasciò sfuggire la frase «Vi stupirò». Ancora?
Michela Berti


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