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«Sì ad una tassa di sbarco No a quella di soggiorno» - La Nazione Elba

 

PORTOFERRAIO LA POSIZIONE DELLE CATEGORIE ECONOMICHE

La proposta è stata portata all’associazione Isole Minori
— PORTOFERRAIO —
Sì AD UNA tassa di sbarco, no alla tassa di soggiorno. E’ questa la posizione assunta ufficialmente dalle categorie economiche elbane maggiormente legate al turismo che hanno deciso di supportare la proposta di legge portata avanti dall’Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori che prevede appunto l’istituzione della tassa di sbarco in luogo di quella di soggiorno. Proposta che è stata avanzata (e sostenuta) dai sindaci dell’Elba unitamente ai colleghi di Ischia e Capri.
«Non condividiamo, anzi siamo fortemente contrari – dicono i vertici di Confecommercio, Confesercenti, Associazione Albergatori e Faita Campeggi - alle politiche condotte da alcuni sindaci del continente che hanno pensato di coprire i loro dissestati bilanci con l’istituzione della tassa di soggiorno causando gravissimi danni alle imprese ricettive del loro territorio. Questi sindaci hanno favorito e stanno favorendo il turismo mordi e fuggi, hanno causato la perdita della competitività delle aziende, tra l’altro già gravate dall’Iva più alta in Europa, con il conseguente abbandono dei tour operators stranieri. Secondo le categorie economiche la tassa di sbarco presenta una serie di vantaggi rispetto a quella di soggiorno».
«LA TASSA di sbarco, nel quadro dei sacrifici chiesti agli italiani dal Governo per la gravissima crisi italiana – spiegano Confcommercio e gli altri - ha per lo meno il merito di non colpire solo le aziende ricettive ufficiali, ma di gravare anche sul sommerso. Un settore, questo, che utilizza i servizi e le risorse dell’Isola senza contribuire al loro apprestamento. La tassa di sbarco, contrariamente alla tassa di soggiorno consente inoltre di evitare guerre fratricide tra comuni vicini: tra chi l’applica e chi no».
«ED ESSENDO distribuita su una base ben più ambia consente un livello di tassazione modesto e sopportabile anche per le imprese che certamente potrebbero mantenere un buon livello competitivo sul mercato internazionale. La tassa di sbarco, se ben gestita attraverso ad esempio la gestione associata dei servizi che ha trovato l’adesione dei Sindaci dell’Elba potrebbe favorire una attività di promozione del comprensorio che quest’anno è completamente mancata a causa dello scioglimento dell’Apt. Ma la tassa di sbarco potrebbe aiutare anche qualche comune in difficoltà finanziarie assorbendo i costi per la promozione, nonché quelli relativi a qualche altro servizio complementare. Il tutto finalizzato a pianificare lo sviluppo turistico dell’isola».


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