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Querelati poliziotti e vigili urbani - La Nazione Livorno

 


Attacco del comitato: «Hanno multato e rimosso le nostre auto. Abuso d’atti d’ufficio»
— LIVORNO —
IL COMITATO per la tutela della cava del Limoncino ha depositato ieri un altro esposto alla Procura della Repubblica. Questa volta nel mirino dei frontisti sono finiti gli agenti della polizia municipale e della polizia di Stato che nei giorni 11 e 12 luglio hanno fatto alcune contravvenzioni. «Un atto illegittimo — scrive il Comitato per la tutela della cava del Limoncino — trattandosi di strada privata ad uso non pubblico. Gli agenti hanno contravvenzionato alcune auto per un inesistente divieto di sosta, disponendo addirittura la rimozione forzata di un veicolo, al di fuori dei presupposti dell’articolo 159 del codice della strada e comunque impedendo agli interessati di parcheggiare i propri veicoli sulla strada come hanno sempre fatto». La nota del Comitato prosegue: «Procederemo a denunciare penalmente per abuso di atti d’ufficio — si legge nel documento — e per gli altri reati tutti coloro che vorranno impedire la regolare sosta degli autoveicoli sulla strada privata, salvo verificare se un tale comportamento non integri anche il reato di inosservanza di provvedimento dell’autorità giudiziaria, visto che il tribunale di Livorno ha ordinato alle parti in causa del procedimento per la strada (tra cui il Comune) di non modificare lo stato dei luoghi».
RICORDIAMO che via del Limoncino è asfaltata ad accezione dell’ultimo tratto, poche decine di metri che portano direttamente alla cava del Bellabarba. Il Comitato conclude: «Si sta commettendo un abuso intollerabile — scrive — per rimediare alla totale incapacità di inettitudine delle autorità comunali e provinciali che hanno dato i permessi per la discarica, senza minimamente preoccuparsi delle caratteristiche di quella che avrebbe dovuto essere la strada di servizio. Naturalmente è più facile intimidire i frontisti ed i titolari di servitù di passo sulla via del Limoncino che destituire i funzionari che non hanno svolto adeguatamente il loro compito. Ma a questo abuso il Comitato reagirà duramente». La prima azione è stata quella di noleggiare un furgone con il quale gruppi di residenti si muovono sulla via del Limoncino per evitare di spostare le loro auto e prendere altre multe per divieto di sosta. In Procura non c’ è ancora la notizia di reato.
m. b.

Stiamo lavorando per superare questa tensione che non serve a nessuno

«STIAMO CERCANDO di risolvere questo problema che si è creato intorno alla discarica del Limoncino. Abbiamo detto di affrontare la questione in maniera positiva e siamo disponibili ad accogliere tutte le osservazioni che il Comitato vorrà fare». Nicola Nista (in foto) assessore all’ambiente della Provincia, gestisce questa patata bollente della discarica sul Monte La Poggia. La diplomazia non gli manca, tanto meno le spalle robuste di chi ha fatto politica per anni. Sta cercando di accompagnare questa delicata fase — con la tensione sociale alle stelle dopo l’attentato incendiario alla discarica di domenica notte — alla ricerca di una soluzione che possa accontentare tutti. «L’impresa deve avere la garanzia di poter andare avanti — dice Nista — e il comitato quella di protestare nella legalità. Siamo disponibili ad accogliere qualunque richiesta. Il problema è che i residenti non vogliono sentir parlare della discarica». Il problema dunque non sta nel progetto, o in parte di esso, ma nell’aver individuato quel luogo per la realizzazione di questa struttura. Le autorizzazioni del resto ci sono, e pesano come un macigno sulle amministrazioni che le hanno concesse.


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