Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Oltre seicento firme per ripristinare la linea Piombino-Porto Azzurro - Il Tirreno Elba

 


Lo chiedono i residenti, gli anziani e i pendolari Ma nei piani del Comune rimane solo il diporto
 
 
 
La protesta cominciata con l’arrivo degli yacht sulla nuova banchina
 
  PORTO AZZURRO. Ha ormai superato quota seicento firme la petizione avviata a Porto Azzurro per chiedere la riattivazione della linea di traghetti per Piombino. Un servizio sospeso da oltre due anni, originariamente per consentire la realizzazione del prolungamento della diga foranea anche se l’amministrazione comunale ha sempre manifestato la volontà di cancellare definitivamente questo il collegamento per fare dell’approdo un’area interamente dedicata al diporto e ai grandi yacht. In questo senso si è a più riprese espresso il sindaco, Maurizio Papi, anche se sulla carta la possibilità di attracco per le navi Toremar esiste ancora. Quella possibilità alla quale una parte dei cittadini sembra non voler rinunciare.
 La petizione ha preso il via quando nell’area interessata ai lavori, due mesi fa, hanno cominciato ad attraccare grandi yacht. L’intervento previsto sulla diga foranea del porto, per la verità, non è ancora stato ultimato (i lavori riprenderanno in autunno). Ma visto che le condizioni in porto lo consentivano il Comune ha ripristinato, d’intesa con la Capitaneria, la possibilità di attracco delle imbarcazioni. E i cittadini si sono chiesti perché, se possono attraccare gli yacht, non può tornare a farlo anche il traghetto. La nave farebbe comodo soprattutto ai pendolari, lavoratori e studenti, e a quella parte di popolazione non più giovane che deve spesso recarsi in continente per motivi di salute.
 Da parte del Comune, al momento, nessun commento in merito alla raccolta delle firme. Ma resta ferma la volontà di portare avanti il progetto di sviluppo della nautica da diporto e dell’indotto ad essa collegato.
 Nei prossimi giorni, comunque, la petizione arriverà anche sul tavolo del primo cittadino che a quel punto dovrà fornire delle risposte. La raccolta firme proseguirà fino ai primi di settembre. L’appuntamento per chi volesse aderire è il sabato, in occasione del mercato settimanale, in piazza De Santis, davanti al bar Zio Charley.

Aeroporto, obiettivo 60mila arrivi
 
Matteoli pronto a sostenere un progetto di sviluppo
 
 
 
 
 MARINA DI CAMPO. Obiettivo 60mila arrivi l’anno. Non solo da Pisa e Firenze, con i collegamenti finanziati dalla continuità territoriale, ma anche da Roma e Milano. Queste le strategie per lo sviluppo dello scalo della Pila che incassano il sostegno del ministro Altero Matteoli.
 La vista elbana del ministro alle infrastrutture e ai trasporti è servita anche a fare il punto su un progetto, quello per lo sviluppo dell’aeroporto, per ora mai decolato. L’affidamento della gara per la continuità territoriale, prima per scarso interesse da parte delle compagnie e poi per le indagini della Procura di Roma, non si è mai concretizzato. E ancora oggi i turisti che arrivano con l’aereo a Pisa raggiungono l’Elba in bus.
 Solo la tenacia di alcune compagnie, come Intersky per i collegamenti con il Nord Europa, e di alcuni soggetti pubblici e privati - Camera di Commercio, Regione, la società pubblico-privata Elafly e Silver Air - hanno consentito il mantenimento di alcune tratte di linea. Adesso, come ribadito dai vertici dalla stessa Elbafly, è arrivato il momento di cambiare rotta, con il sostegno di Matteoli.
 «Ho parlato con il presidente di Elbafly - afferma il ministro - lo scalo elbano ha bisogno della garanzia di un certo numero di collegamenti. Non basta limitarsi ad arrivare all’Elba da Pisa. Con linee per Roma e Milano credo si potrebbero raggiungere 50-60 mila passeggeri l’anno che potrebbero garantire la sopravvivenza di questa realtà con l’aiuto di finanziamenti comuni: dalla Camera commercio, dalla Regione e tramite un coinvolgimento di Enac. Se c’è la volontà di lavorare su questo programma ho detto che sono disponibile a dare una mano per realizzarlo». Tra le richieste avanzate dal territorio anche la possibilità di allungare da uno a tre anni il periodo per il quale assegnare le risorse della continuità territoriale aerea.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP