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Tre anni per trovare un nuovo azionista - La Nazione Piombino
Piombino, debito congelato, ma ora si aprono altre sfide per la Lucchini
—PIOMBINO —
TRE ANNI per trovare un acquirente. E la Fiom lancia una «sfida» a Mordashov sui 14 milioni di euro che mancano nell’accordo. Intanto in fabbrica da mercoledì sera c’è più ottimismo all’indomani della firma l’accordo di ristrutturazione del debito Lucchini. Le organizzazioni sindacali si sono messe subito al lavoro e oggi pomeriggio alle 15 hanno convocato un consiglio di fabbrica, poi lunedì e martedì assemblee per reparti. E si pensa già a domani.
«È stato un percorso molto delicato e complicato – ha dichiarato Fausto Fagioli segretario Fim - dopo tanti rinvii siamo soddisfati perché l’alternativa sarebbe stata l’amministrazione straordinaria.
Oggi guardiamo al futuro con più ottimismo. La situazione resta però critica. Abbiamo il congelamento del debito e non ci sono né rate nè interessi passivi da pagare, ma dobbiamo pur trovare in tempi brevi un azionista di riferimento. Adesso il pallino è in mano alle banche. E noi dovremmo essere vigili sulle scelte industriali».
«RIPARTIAMO adesso dal piano industriale, che è frutto di una discussione condivisa che prevedeva il rifacimento dell’altoforno, e investimenti – incalza il segretario Fiom Luciano Gabrielli - il nuovo acquirente questo piano o lo sostiene o lo modifica. Noi vogliamo la difesa del ciclo integrale e la trasformazione dei prodotti finiti. Chi viene deve sapere che questo è essenziale per il mantenimento dei diritti, e dell’occupazione». E sui 14 milioni che mancano nell’accordo Gabrielli è chiaro: «Dovrebbe metterceli Alexey Mordashov. Se rispettasse questo territorio dovrebbe versarli, se invece si tirerà indietro, confermerà di essere poco serio». Nell’accordo è cambiata anche la questione della data della vendita. Si era detto prima entro un anno dalla cessione di Ascometal. Ora c’è scritto invece entro il 2014. «Questo può essere un rischio o un’opportunità – conclude Gabrielli - nel primo caso sarebbe negativo perché si allungherebbero i tempi anche del rifacimento dell’altoforno, nell’altro, se lo stabilimento riprende a marciare e a fare utili, (dopo l’iniezione di liquidità), diventerebbe certo più facile anche la vendita».
«È UN RISULTATO importante che dà merito alle lotte dei lavoratori – ha concluso Vincenzo Renda segretario Uilm - ai tre delegati che sono saliti sul deposito, perché senza questo accordo non sarebbe stato possibile parlare di piano industriale. Dobbiamo chiedere un tavolo per discutere i dettagli del piano. Un tavolo con gli stessi soggetti per garantirsi un futuro. L’obiettivo è di avere quanto prima degli acquirenti capaci di garantire un progetto serio, il ciclo integrale e gli investimenti nella laminazione».
Maila Papi
Silvia Velo e Francesco Bosi soddisfatti per l’accordo
— PIOMBINO —
SODDISFAZIONE per l’accordo raggiunto a Roma arriva dagli onorevoli Pd Silvia Velo e Udc Francesco Bosi.
«Siamo orgogliosi di come la città, il territorio, le istituzioni, i sindacati ed i lavoratori hanno condotto con determinazione, autorevolezza e senso di responsabilità la battaglia per salvare il futuro della fabbrica. Siamo consapevoli, però, che questo è soltanto il primo passo. Adesso la priorità - conclude Silvia Velo - è che l’azienda lavori ad un piano industriale reale e credibile e soprattutto che si avvii verso l’individuazione di un soggetto industriale che creda nel futuro della fabbrica». «Finalmente una notizia positiva – continua Francesco Bosi - l’accordo trovato è un dato positivo che permette di poter pianificare il futuro del gruppo Lucchini con maggiori certezze. Restano ancora delle questioni da risolvere ed alcuni milioni in meno di rifinanziamento, ma il tempo è galantuomo e ci saranno sicuramente opportunità per un adeguato piano industriale che permetta il rilancio delle fabbriche. E’ apprezzabile il contributo del sottosegretario Stefano Saglia».
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Nascosti: «Stefano Saglia ha fatto un ottimo lavoro»
— PIOMBINO —
GRAN PARTE del mondo politico ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto. «E’ necessario ora aprire una fase nuova, quella più impegnativa, volta a trovare un nuovo soggetto industriale capace di dare una prospettiva reale al polo siderurgico e ai suoi lavoratori» ha dichiarato il segretario Pd Valerio Fabiani. «È da registrare come un fatto molto positivo che abbia prevalso il senso di responsabilità da parte delle banche che hanno affidamenti ingenti nei confronti della Lucchini e che con questa nuova liquidità si può continuare a lavorare per trovare e favorire una soluzione industriale stabile anche in un’ottica generale dell’economia» ha continuano Andrea Manciulli segretario regionale Pd. «Adesso dobbiamo subito rimetterci in moto e lavorare con il massimo impegno, la partita vera è verificare e individuare soggetti industriali interessati al polo siderurgico piombinese che sappiano dare una prospettiva di lungo termine» ha ribadito il consigliere regionale Pd Matteo Tortolini.
E UN GRAZIE speciale al sottosegretario Stefano Saglia arriva dal Pdl:«Ha creduto fino in fondo nella positiva soluzione della vicenda – ha detto il vicepresidente della commissione regionale per lo sviluppo economico, Nicola Nascosti che incalza — adesso bisogna parlare di acquirenti, mi auguro che il gruppo resti in Italia, e fra gli altri nodi da sciogliere c’è quello delle bonifiche, la Regione con il Governo dovrà rivedere quell’accordo, fermo restando la tutela ambientale».
«La giornata di mercoledì deve essere salutata come una vittoria. Il merito di questa vittoria va soprattutto ai lavoratori, che hanno avuto la forza e il coraggio di mettere in campo forme anche estreme di protesta, come lo sciopero della fame» ha sottolineato Roberto Rizzo Idv Toscana.
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